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Città invasa dai rifiuti, Costa e Patrone all’attacco: «Dopo 8 anni l’emergenza è quotidiana»

I consiglieri comunali (rispettivamente di Progetto al Centro e Pd), chiedono conto all’assessore Avvenente del mancato raggiungimento dell’obiettivo scritto nel programma del sindaco Marco Bucci sin dall’inizio, tra differenziata in affanno, impianto TMB in ritardo e montagne di spazzature per strada. Lui, serafico, risponde che saranno sanzionati gli utenti che abbandonano fuori tempo gli ingombranti nei luoghi in cui, in giorni e ore precise, sosta l’Ecovan. Vincenzo Falcone (Fdi) ha portato in aula la segnalazione di residenti della Foce. Secondo l’assessore il problema non è reale anche se in questi giorni c’erano un po’ di cartacce in giro a causa del vento e che se qualche problema c’è è dovuto alla presenza dei senza fissa dimora che, a suo dire, testualmente, «banchettano» in zona

La situazione della pulizia delle strade e dello svuotamento dei contenitori è arrivata oggi, un’altra volta, in Consiglio comunale. Domenica scorsa, GenovaQuotidiana ha ricevuto da diversi lettori molte foto che testimoniano di cassonetti strapieni o posati, dopo lo svuotamento, sopra a sacchetti di spazzatura caduti o abbandonati per terra. Certo, c’è qualche abbandono di ingombranti che è da addebitare senza dubbio a quei cittadini incivili che lo hanno messo in atto, ma i bidoni sono palesemente pieni perché insufficienti o svuotati non abbastanza di frequente.

«Credo che per temi come questo bisognerebbe inserire l’interrogazione urgente permanente nella misura in cui ci occupiamo di un tema che drammaticamente nella nostra città è sempre presente, la situazione dei rifiuti, del decoro urbano e dei disservizi in questa materia è diventata ormai incresciosa – ha detto il capogruppo Pd Davide Patrone che ha presentato l’interrogazione -. Il mantra di questa amministrazione, lo era del sindaco Bucci prima di diventare presidente della regione, lo era dell’assessore Campora e immagino, avendo letto alcune sue interviste, che sia anche quello del nuovo assessore Avvenente, è quello di trovare sempre un capro espiatorio, di dire la colpa è di qualcun altro, di dire che la colpa è delle amministrazioni precedenti nonostante siano otto anni che il centrodestra governa questo Comune. Tra l’altro l’assessore Avvenente aveva un ruolo di primo piano anche nelle amministrazioni precedenti, quindi immagino che oggi non utilizzerà questo escamotage retorico per evadere la domanda. Poi si è data la colpa ai cittadini, nella fattispecie si è detto che se la situazione dei rifiuti è quella che tutti possono drammaticamente constatare semplicemente portando fuori di casa l’immondizia, è colpa degli incivili che sicuramente ci sono, e sicuramente vanno sanzionati, ma forse un’amministrazione seria dovrebbe dare risposta a tutti quei cittadini che invece civili sono e che pagano una delle Tari più alte d’Italia a fronte di un disservizio che ha radici nei fallimenti di questi anni».

«Segnatamente, sull’impiantistica – ha proseguito Patrone – il biodigestore è sparito dai piani industriali di AMIU e dalla programmazione del Comune, Il TMB, l’impianto di trattamento meccanico biologico per il secco, è in ritardo di quattro anni. Io ho portato un ordine al giorno a bilancio, ho interrogato il presidente di AMIU che diceva “tutto bene, siamo solo un po’ in ritardo”. Io credo che invece questo rappresenti il plastico fallimento che causalmente arriva poi a determinare la situazione incresciosa di cui tutti sono consapevoli. Poi c’è il tema dell’area di stoccaggio. A seguito del crollo del ponte Morandi, non soltanto persero drammaticamente la vita due operai di AMIU, ma la città perse anche la principale isola ecologica che serviva per stoccare i rifiuti, visto che la carenza di trattamenti impone ad AMIU di stoccare i rifiuti, pressarli e poi appaltarli a ditte terze che li portino altrove per essere trattati e reimportati. Ecco, con il crollo del Morandi venne meno quell’area di stoccaggio che era la principale. In questi anni non si è trovata una nuova zona per stoccare i rifiuti, si sono congestionate quelle attuali, su tutte la Volpara e quindi, anche leggendo alcune sue interviste domando all’assessore Avvenente: davvero questa Amministrazione è intenzionata a riempire di rifiuti le banchine portuali che invece dovrebbero essere oggetto di una valorizzazione logistica e commerciale? Rimaniamo in questa città con la Tari più alta d’Italia, con gli obiettivi di differenziata su cui siamo in ritardissimo. Siamo stati anche multati come lei ben sa, da Regione Liguria e continueremo come Amministrazione a dare la colpa ai cittadini di Genova che invece subiscono il disservizio?».

«Questo è un problema annoso e serio che presenta però una oggettiva e marcata tendenza al peggioramento progressivo – ha detto Stefano Costa del gruppo Progetto al Centro, illustrando la propria interrogazione -. Mi riferisco ai disservizi legati alla raccolta dei rifiuti in città. È sotto gli occhi di tutti i cittadini, la sporcizia, l’abbandono, il degrado, soprattutto in prossimità di quelli che sono i siti di conferimento dei rifiuti. Durante le vacanze di Natale, come ben sappiamo, il fenomeno ha raggiunto dei livelli, oserei dire, insostenibili. In una città, tra l’altro, che avrebbe tutti i requisiti per essere a pieno titolo una delle capitali turistiche del nostro Paese. Quindi qua parliamo non solo di disservizi a carico dei cittadini, ma anche di un pessimo biglietto da visita. Si è attribuito in quella circostanza il problema all’assenza dei siti di stoccaggio in città e al contestuale incremento della produzione dei rifiuti. Ma il problema e il nodo della questione è questo. Non è temporaneo, è strutturale. E mi spiego. Da troppi anni manca una pianificazione strategica che contempli interventi quali ad esempio un’adeguata dotazione impiantistica che, nel rispetto dell’ambiente, consenta di chiudere quello che chiamiamo il ciclo dei rifiuti. Gli interventi per incentivare la raccolta differenziata sono insufficienti, o quantomeno non hanno dato esiti. Perché, dati alla mano, Genova è sotto la media nazionale e fanalino di coda del Nord. Per anni, tra l’altro, si è parlato della realizzazione di un TMB, trattamento meccanico biologico. Questo per due ragioni. Per ridurre i rifiuti in discarica e per valorizzare i rifiuti recuperabili. Silenzio e nulla. Per anni non si è vista l’ombra di un piano industriale di AMIU. E ancora oggi si continua a intervenire solo per far fronte a situazioni emergenziali. Questo cosa comporta? Degli aggravi di costo eccessivi in una condizione che ormai direi all’ordine del giorno. Quindi vengo ai quesiti, che sono due e sono complementari tra loro. Primo, l’amministrazione come intende risolvere il problema quotidiano della sporcizia dilagante che, oltre al decoro, compromette anche le condizioni igieniche. Questo è un altro dato rilevante. E che cosa lascia questa amministrazione dopo otto anni di governo? Alla città in termini strategici, per far fronte alla gestione corretta e virtuosa del ciclo dei rifiuti».

Ha risposto l’assessore responsabile, Mauro Avvenente (la risposta che leggete è stata trascritta in modo letterale e testuale): «Allora, che ci siano state delle difficoltà nel periodo delle feste di Natale e Capodanno è evidente a tutti. Non a caso, come posso dire, c’è stata anche una dichiarazione molto chiara e netta da parte del sindaco Picciocchi, il quale ha illustrato, anche tramite la stampa, quali sono le origini di queste difficoltà. Le ribadirò, cercando di essere il più chiaro possibile, ma comunque ognuno ovviamente manterrà le proprie posizioni, perché fa parte della normale dialettica politica. Ci sono state delle difficoltà legate soprattutto al fatto che alcuni centri di raccolta di questo materiale sono stati chiusi inopinatamente durante le vacanze di Natale. Rispetto a questa cosa ci siamo immediatamente mobilitati, abbiamo chiamato i soggetti gestori imponendo una riapertura immediata. Diciamo che da dopo l’Epifania questi episodi non si sono più verificati». Le foto che vedete in questo articolo, però, sono di domenica scorsa.

«La normalità è stata ormai oggetto di palese oggettività – ha continuato Avvenente (la trascrizione del suo intervento, lo ricordiamo, è testuale) -. Ci sono stati degli interventi che hanno consentito di meglio puntualizzare che cosa intendiamo per un intervento di pulizia puntuale, ovvero le cosiddette squadre lepre sono composte da alcuni dipendenti di Amiu che anticipano l’arrivo del camion che deve ruotare i contenitori, specie quelli bilaterali, proprio per eliminare quelli che sono i sacchetti che vengono lasciati ai piedi di questi contenitori. Evidentemente questo tipo di attività andrà ulteriormente aumentata per rendere ancora più efficace questa rimozione, ricordando come posso dire che l’azienda sta facendo tutto il possibile per quanto riguarda questa situazione, però evidentemente c’è anche una necessità ulteriore, è quella di diffondere, e saranno presenti in collaborazione anche con le associazioni dei consumatori proprio per aiutare le persone che conferiscono spiegando bene loro qual è la modalità di conferimento giusta e corretta.Poi evidentemente ci sono una parte minoritaria, certamente, però una parte minoritaria che rende immediatamente evidente le loro azioni che sono quelli che pervicacemente continuano a lasciare i sacchetti in maniera sbagliata, ovvero non conferiscono nei bidoni, lasciano ai piedi dei bidoni. Poi c’è un altro fenomeno ancora, che è quello dell’abbandono degli ingombranti, rispetto al quale Amiu sta facendo l’impossibile per cercare di intervenire anche attraverso la presenza diffusa degli ecovan, che sono quei camion che girano i vari quartieri per poter ricevere questo materiale. Da qualche tempo si è manifestata una modalità, come posso dire, che stiamo cercando di contrastare, che è quella che alcuni cittadini privi di senso civico cosa fanno? Individuato il posto dove va l’ecovan, portano il materiale anche quando l’ecovan non è presente sul posto, quindi si accumulano ulteriori materiali. Quindi da questo punto di vista qua si sta cercando di intervenire con una modalità educativa, persuasiva, equilibrata, ma anche laddove ci sono comportamenti scorretti, pervicaci e reiterati, insieme con il collega Gambino si provvederà un ulteriore incremento del controllo delle conferimenti, anche in collaborazione appunto con il suo assessorato. Dato che si va sempre di più verso una tariffa puntuale, ovvero si sancisce un principio che è quello che chi più produce rifiuto e quindi conferisce più indifferenziata e fa meno la differenziata sarà chiamato a pagare di più. Il premio invece, che dovrà essere premio per virgolette, nel senso che dovrà avere uno sconto sulla tariffa per tutti quei cittadini, che invece faranno il meno indifferenziata possibile. Per fare questo si sperimenteranno in alcune zone della città la consegna gratuita di alcuni sacchetti dotati di tag, proprio per verificare quale sarà il volume massimo del sacchetto dell’indifferenziata. Sono state distribuite anche in giro per la città molte e saranno ulteriormente implementate le macchine alle quali si possono conferire le bottiglie di PET. Sono stati fatti degli accordi con alcuni supermercati che conferendo quelle bottiglie si hanno anche degli sconti della scontistica rispetto agli acquisti che si faranno presso quei supermercati. Queste cose sono già tutte in vigore. Poi invece per quanto riguarda gli aspetti della chiusura del ciclo integrale voglio dare ancora alcune informazioni perché ci stiamo adoperando per la realizzazione del punto del TMB, Trattamento Meccanico Biologico a Scarpino, il quale ha subito uno stop perché ci sono stati dei cedimenti di un’area del terreno e è stato necessario provvedere a un’ulteriore integrazione di carattere progettuale. Sono state fatte tutte le verifiche geotecniche necessarie per poter procedere alla realizzazione di quanto sopra e sono stati chiesti agli enti tutte le modifiche progettuali necessarie per poter procedere. Sono state ottenute tutte le autorizzazioni anche dalla parte della direzione dell’Edilizia privata del Comune di Genova e adesso insomma si prevede che il direttore dei lavori ha predisposto un verbale di ripresa dei lavori nell’agosto del 2024. Si prevede che i lavori siano terminati entro il 31 marzo del 2026 e oggi già oggi posso darvi alcune informazioni rispetto all’andamento dei lavori. Il cantiere ovviamente è stato allestito, sono già stati realizzati 33 micropali e 96 inclusioni rigide a grosso diametro. Quindi anche da questo punto di vista qua pur nella complessità di realizzazione di un impianto di questo genere si sta andando avanti. Ci sono stati dei ritardi, è inutile negarlo, però l’obiettivo viene perseguito e come dicevo entro il marzo del 2026 si conta di poter rendere completo l’impianto e funzionare».

«Risposta imbarazzantemente insoddisfacente la sua, Assessore – ha risposto Patrone -. Un problema trattato come se fosse contingente e non strutturale, nessuna parola sulle aree di stoccaggio, la solita narrazione sul TMB tra l’altro citando problemi che si sarebbero potuti preconizzare semplicemente col buon senso. Lei peraltro ad oggi a gennaio mi dice che entrerà in funzione nel marzo 26, il mese scorso il Presidente di Amiu mi ha detto a gennaio, quindi mettetevi d’accordo anche da questo punto di vista. Non una parola sui cassonetti intelligenti salvo l’idea della tariffazione puntuale sapendo che i cassonetti intelligenti sono incompatibili con metà della città, perché sono incompatibili con la realizzazione del sistema filoviario degli assi di forza a ponente. Prima avevamo un assessore che aveva la delega sia alla mobilità sia ai rifiuti e non riusciva a mettersi d’accordo con se stesso. Adesso che avete splittato le deleghe, magari dia un colpo di telefono all’assessore Gambino e vediamo se è riuscito a trovare una soluzione per la tarifazione per i cassonetti che valga per tutta la città».

Costa ha commentato: «Vorrei citare un passaggio di quelle che sono le linee programmatiche del 2017, riprese anche nel 2022: capitolo 3, rifiuti, paragrafo B. Si parlava di azioni di portata strutturale strategica, accompagnate da incisivi rapidi interventi specifici, volti a recuperare una situazione di pulizia di strade carruggi. Bene, io non riscontro né le prime né le seconde. Le seconde soltanto, ovvero le azioni diciamo incisive e rapide solo in funzione delle emergenze, emergenze permanenti direi. Otto anni sono un orizzonte temporale, ampiamente sufficiente per pianificare un cambiamento strutturale e anche per cominciare a testarne i primi risultati. Invece di fatto i cittadini oggi possono solo constatare un ulteriore diffuso peggioramento di questo come di altri servizi, continuando però a pagare una Tari il cui importo resta tra i più elevati d’Italia».

Un’altra interrogazione a tema rifiuti è stata quella del consigliere Vincenzo Falcone di Fratelli d’Italia: «Mi è stata segnalata questa situazione della zona Foce, precisamente dal civico 51 di Via Rimassa fino a Piazza Rossetti. Sembrerebbe che questa mancata programmazione o inserimento negli interventi ordinari di pulizia abbiano escluso queste zone per una dimenticanza di Amio all’epoca della pianificazione dei servizi. Non so se questo corrisponde al vero – ha detto in aula – e chiedo anche di verificarla e se qualora fosse chiedo oggi di inserire questa zona per tutta una serie di motivi. L’articolo 54 non ci consente di illustrare le foto, però i cittadini mi hanno mandato ben dieci foto che non sono uno spettacolo da vedere. Parliamo di una zona che è già un luogo di grande passaggio tra residenti, commercianti e anche sarà la zona di primo approccio, di primo arrivo quando ci sarà poi l’apertura dell’area Waterfront, per cui diventerà una zona salotto di Genova. Anche oggi c’è vicino la sede del TAR, quindi anche chi viene da altri posti e è costretto a cercare parcheggio si trova in una zona in cui Genova, i genovesi e l’amministrazione comunale non fanno una bella figura. Con quest’articolo intendo segnalare questo disservizio e so che lei ha buona volontà e tutto quello che dice poi verrà fatto, per cui confido in una risposta positiva».

Per oltre 60 secondi Avvenente ha chiosato con leziose facezie non attinenti al tema dell’interrogazione, erodendo quindi un minuto netto alla discussione delle interpellanze, un sessantesimo dell’intero question time. Poi s’è deciso a rispondere, in sintesi dicendo che l’esclusione della zona non è vera, che in questi giorni c’erano un po’ di cartacce in giro a causa del vento e che se qualche problema c’è è dovuto alla presenza dei senza fissa dimora che, a suo dire, «banchettano» (l’immagine dei clochard che “banchettano” ci pare veramente impropria) nella zona.

«Le frequenze dell’intervento fanno parte del piano annuale dell’attività di pulitoria che fa Amiu, che viene comunicato annualmente al Comune di Genova – ha detto l’assessore . È stata verificata la situazione e attualmente non risultavano grosse criticità nella situazione della via a cui lei faceva riferimento, se non legate al fatto che in questi giorni di forte vento ci sono delle cartacce che hanno invaso in alcuni casi alcuni punti di quella strada. La zona attualmente viene pulita in gran parte durante le ore notturne, appunto nel turno notturno, analogamente a quanto accade per tutto il resto del centro della città. Condivido con lei che è un biglietto da visita importante, lo ha già adesso ma lo sarà a maggior ragione in futuro e quindi è necessario intervenire decisamente. Proprio per la grande frequentazione che c’è in quel quartiere è per questo che viene fatto durante le ore notturne, per non creare un nocumento né ai cittadini né all’attività commerciale. C’è un problema in quella zona che ci trasciniamo dietro da tanto tempo, è che in quelle vie insiste anche Santa Maria dei Servi, che è quella parrocchia negli anfratti della quale trova riparo durante le ore notturne una serie di persone senza fissa dimora. È facile che banchetti lasciano bottiglie, cartace e quant’altro. Quindi in questo senso sono già state intensificate la presenza sia di Amiu sia delle Forze dell’Ordine in collegamento con l’assessore e collega Gambino, il quale è perfettamente a conoscenza anche di questa situazione».

Le foto qui sotto e in copertina sono relative alle condizioni dei bidoni Amiu e delle strade domenica scorsa ad Albaro che ci sono stati inviate da diversi lettori che ci hanno scritto per segnalare il problema


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