Le sculture sfrattate da Portofino a Villa Croce e sul waterfront, il Pd: «Chi paga?»

Il vicesindaco Pietro Piciocchi, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Dem Donatella Alfonso, aveva annunciato il trasferimento a Villetta Dinegro, destinazione che pare non fosse gradita alla Soprintendenza. Ora la stessa consigliera, insieme al collega Alberto Pandolfo, chiede informazioni sui costi dell’operazione e il destino di Villa Croce «sempre negletta sede del Museo di Arte Contemporanea»

«Dovrebbero quindi essere collocate in parte a Villa Croce e in parte nell’area del Waterfront, in base a quanto si apprende, le sculture del Museo di Portofino, sfrattate dalla nuova proprietà dell’area, una società che fa riferimento a Bill Gates e che intende trasformare il giardino a picco sul mare in una pertinenza della nuova residenza superlusso che dovrebbe sorgere nel castello san Giorgio” dicono i consiglieri comunali Dem Donatella Alfonso e Alberto Pandolfo.

Proseguono al gruppo Pd: «È lo stesso direttore del Museo Daniele Crippa ad averlo confermato al Secolo XIX: peccato che le sculture – opere di grandi nomi dell’arte contemporanea compresi Beuys, Rotella, Pomodoro, Fontana, ma anche Guttuso, Atchugarry e decine di altri – avrebbero dovuto essere destinate, come chiarito dal vicesindasco Piciocchi rispondendo a un’interrogazione della consigliera Donatella Alfonso (Pd) nello scorso febbraio, a Villetta Dinegro, con questa motivazione: “il contesto scelto è centrale proprio per consentire un facile raggiungimento: si prevede di inserirla nello spazio antistante la palazzina del parco adiacente a Villetta Dinegro”. Nella stessa risposta si chiariva che i costi dell’operazione, tra cui trasporto, telecamere di sorveglianza , installazione di un cancello di accesso e lavori, non erano ancora stati quantificati, sperando anche nella raccolta di sponsorizzazioni, e non si escludeva di prevedere “un biglietto di ingresso a parziale copertura”».
«Adesso scopriamo che le opere andranno ad arredare la futura passeggiata a mare del Waterfront e, in parte, l’esterno di Villa Croce, indicazione negata in precedenza dal Comune perché ritenuta inadeguata – segnalano i consiglieri Donatella Alfonso e Alberto Pandolfo –. Nella continua e sconfortante casualità che sovrintende a ogni iniziativa culturale del Comune, adesso siamo a cercare una destinazione, qualsiasi essa sia, per delle opere d’arte che rimarrebbero anche esposte senza protezioni al passaggio del pubblico. Visto che non si potrà far pagare il biglietto d’ingresso alla passeggiata, chi si assumerà l’onere della sistemazione e della cura delle opere? E nel frattempo, cosa si intenderà fare di Villa Croce, sempre negletta sede del Museo di Arte Contemporanea?».


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.