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Genova abbraccia gli alpini nell’ultima sfilata, Salis: «Giorni di gioia, amicizia e comunità». Bucci: «Abbiamo mostrato a tutti che siamo una regione accogliente»

La 97ª Adunata nazionale degli alpini si chiude con la grande sfilata lungo la città e l’attesa per la sezione genovese, in programma alle 18.30. Con l’edizione 2026 Genova raggiunge Torino e Trieste tra le città che hanno ospitato più adunate

Genova chiude la 97ª Adunata nazionale degli Alpini con la grande sfilata delle penne nere e con il saluto della città a migliaia di partecipanti arrivati da tutta Italia. Una giornata conclusiva che attraversa il cuore urbano e simbolico del capoluogo ligure, prima del tradizionale passaggio della stecca a Brescia, che ospiterà nel 2027 la 98ª Adunata nazionale.

A margine della sfilata, la sindaca Silvia Salis ha tracciato un primo bilancio dei giorni dell’Adunata, sottolineando il clima vissuto in città. «Abbiamo accolto con grande gioia le migliaia di Alpini che hanno raggiunto Genova per questo grande appuntamento, una bella sfida per la nostra città che si è fatta trovare pronta e accogliente», ha dichiarato. «Sono stati giorni di festa e condivisione, le Penne nere hanno portato in città la loro storia, il loro entusiasmo, il loro senso di solidarietà e la voglia di vivere questa adunata in un clima di amicizia».

Per la sindaca, la presenza degli Alpini ha restituito alla città un’immagine forte di comunità e servizio. «In città abbiamo respirato un senso autentico di comunità», ha aggiunto la sindaca, definendo gli Alpini «una parte profonda dell’anima del nostro Paese, fatta di servizio, disciplina, memoria e presenza». La prima cittadina ha richiamato anche il loro modo di intervenire nelle emergenze, «mettendosi al lavoro in silenzio, come fa chi considera naturale aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio».

Nel ringraziare chi ha lavorato alla macchina organizzativa, Salis ha collegato l’Adunata anche alla presenza della Nave Scuola Amerigo Vespucci, partita da Genova per la Campagna Nord America 2026. La sindaca ha parlato di un fine settimana capace di unire «le due anime di Genova», quella del mare e quella della montagna, in una città che ha costruito la propria storia tra porto, alture, vallate e relazioni.

 «Siamo molto orgogliosi e soddisfatti di questa Adunata – ha detto il presidente della Regione Marco Bucci -. La città e l’intera Liguria si sono date da fare per ospitare le migliaia di alpini che si sono dati appuntamento qui a Genova, mostrando a tutti che siamo una regione accogliente. Mi auguro che tornino presto di nuovo qui da noi, con le loro famiglie, per le loro vacanze. Genova ha anche saputo dimostrare di essere forte e coesa, una città che non offende chi viene a trovarci ma che rispetta tutti, facendosi conoscere per quello che è: uno splendido posto dove vivere, lavorare e passare il proprio tempo libero»

Alla sfilata partecipa anche il gonfalone del Comune di Genova, partito da piazza Corvetto e accompagnato dal vicesindaco Alessandro Terrile e dal presidente del Consiglio comunale Claudio Villa. In tribuna, insieme alla sindaca Silvia Salis, sono presenti le assessore Rita Bruzzone, Arianna Viscogliosi e Cristina Lodi, oltre alla consigliera delegata alla 97ª Adunata Vittoria Canessa Cerchi.

Per la Regione erano presenti la vicepresidente Simona Ferro, l’assessore ai Grandi eventi Alessandro Piana, l’assessore alla Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone, l’assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana. Nel pomeriggio arriverà l’assessore alla Rigenerazione urbana Marco Scajola.

Grande attesa per il passaggio della sezione genovese dell’Associazione nazionale alpini, previsto alle 18.30. Subito dopo è in programma il passaggio della stecca alla sezione di Brescia, gesto che segna ufficialmente la chiusura dell’edizione genovese e il passaggio di testimone alla città che ospiterà la prossima Adunata.

Con l’edizione 2026, Genova raggiunge Torino e Trieste in testa alla classifica delle città italiane che hanno ospitato più volte l’Adunata nazionale degli Alpini: sei edizioni. Prima di quest’anno, le penne nere erano già arrivate sotto la Lanterna nel 1931, 1952, 1963, 1980 e 2001.


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