Padre Melis trasferito in una comunità terapeutica per preti abusanti in Umbria

Il sacerdote, accusato di aver abusato di due minorenni e arrestato nell’agosto scorso, ha chiesto attraverso i propri legali di essere curato

È stato trasferito in una comunità terapeutica per preti abusanti in Umbria padre Andrea Melis, il sacerdote accusato di avere abusato di due minori. Melis era stato arrestato per violenza sessuale su minori e prostituzione minorile. L’allora direttore della Scuola elementare e della Fondazione Assarotti, presidente di Fidae Liguria (Federazione di scuole cattoliche primarie e secondarie) e parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova a Finale, avrebbe abusato sessualmente di un chierichetto dodicenne “donandogli” poi abiti firmati, ricariche sulla Postepay e videogiochi. Avrebbe anche cercato di baciare un altro minore. Nella sua casa sono stati trovati abiti firmati e pastiglie di Viagra.

Lo scolopio, che abitava nella sede di via San Bartolomeo degli Armeni della onlus Fondazione Padre Assarotti, scuola paritaria per l’infanzia e primaria e istituto per sordomuti Onlus, secondo l’accusa, cercava di attirare i minori nel suo domicilio per poi offrire loro anche alcolici, sigarette elettroniche, abbigliamento di marca e in qualche caso anche denaro nel tentativo di convincerli ad approcci di carattere sessuale, che cominciavano con baci sulle guance e sul collo.
Ripetute sono state, negli anni, le condanne di Papa Francesco per gli abusi da parte di sacerdoti. L’ultima risale a qualche giorno fa, il 29 settembre scorso. Nella sua omelia allo stadio di Bruxelles, ha detto «Nella chiesa c’è posto per tutti, ma tutti saremo giudicati: chiedo a tutti ai vescovi, di non coprire gli abusi, di condannare gli abusatori e aiutarli a guarire da questa malattia degli abusi. Il male non si nasconde ma va portato allo scoperto. Che si sappia, come hanno fatto con coraggio alcune vittime, perché sia giudicato l’abusatore sia laico, prete o vescovo, che sia giudicato… La parola di Dio è chiara. Le persone abusate ci chiamano, non ostacoliamole ma ascoltiano e non silenziamo il loro grido. Quanti casi di abusi abbiamo nella nostra storia e nella società… Pensiamo a quello che accade quando i piccoli sono scandalizzati, colpiti, abusati da coloro che dovrebbero averne cura, alle ferite di dolore e di impotenza anzitutto nelle vittime, ma anche nei loro familiari e nella comunità».


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.