Darsena, scambio di crack sotto gli occhi degli agenti: arrestato dalla polizia locale e portato in carcere

Un trentunenne è stato fermato dal Gocs della PL durante i controlli in borghese del dispositivo “Darsena 24 ore su 24”. Aveva già nove precedenti per spaccio e non poteva dimorare nel centro cittadino

Lo scambio sarebbe avvenuto in pochi istanti, in via Gramsci, ma sotto gli occhi degli agenti in borghese impegnati nei controlli contro lo spaccio nella zona della Darsena. Un uomo di 31 anni, straniero, è stato arrestato dalla polizia locale del Gocs, Gruppo Operativo Contrasto Stupefacenti del nucleo Centro Storico della PL con l’accusa di aver ceduto una dose di crack a un consumatore.

L’operazione è scattata nella tarda mattinata di giovedì 23 luglio nell’ambito del dispositivo “Darsena 24 ore su 24”, il servizio attivato per garantire una presenza continuativa nell’area e contrastare spaccio, microcriminalità e situazioni di degrado. Una parte delle verifiche viene svolta da personale in abiti civili, incaricato di osservare i movimenti sospetti senza essere immediatamente riconoscibile.

Durante il presidio, gli operatori hanno notato un uomo già conosciuto per diversi precedenti specifici. Dopo averlo seguito a distanza, lo avrebbero visto consegnare della sostanza stupefacente a un’altra persona. Gli agenti sono quindi intervenuti e hanno fermato entrambi.
Il consumatore è stato trovato in possesso di una dose di crack, elemento che, secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, avrebbe confermato la cessione appena avvenuta. I due sono stati accompagnati negli uffici del Corpo per gli accertamenti e la redazione degli atti.
Durante la perquisizione, nella disponibilità del presunto spacciatore sono stati trovati 275 euro in contanti. Dagli approfondimenti è inoltre emerso che il trentunenne aveva già nove precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti ed era sottoposto al divieto di dimora nel centro cittadino e all’obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria.
Informato dell’arresto, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento dell’uomo nelle camere di sicurezza della Questura di Genova, in attesa del giudizio direttissimo.
Il giudice ha successivamente convalidato l’arresto e, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere.
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