Ambiente 

Legambiente e comitato “Con i piedi per terra”: sabato flash mob contro la funivia

Anche sul versante legale la lotta continua. Ad agosto è stato presentato il quarto ricorso a seguito del parere favorevole, anche se con prescrizioni, al progetto espresso dalla Soprintendenza Speciale per il PNRR. Nel frattempo il Tar ha fissato la prima udienza a maggio del 2025. Il progetto insiste in parte nell’area-buffer Unesco e ance da qui potrebbero arrivare problemi per il progetto

Gli attivisti del circolo di Legambiente Polis e del gruppo “Con i piedi per terra” trasformeranno il cantiere della funivia Stazione Marittima – forte Begato in uno spazio di partecipazione attiva e creativa per ribadire il NO a un’opera inutile che impatterà soprattutto sui quartieri di Lagaccio, Oregina, San Teodoro e Granarolo, ma anche sul resto della città.

L’appuntamento è per sabato 5 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 davanti al cantiere in via Bersaglieri d’Italia, di fronte all’uscita della metro di Principe.

«L’allestimento-performance sarà un momento collettivo per raccontare due anni e mezzo di resistenza attraverso articoli, immagini e volti di chi è stato al nostro fianco e di chi vorrà metterci la faccia – racconta Irene Sanguineti, di Legambiente Polis – Invitiamo chiunque voglia partecipare a portare il proprio contributo e a lasciare un segno visibile sul cantiere. Sarà anche l’occasione, per chi lo desidera, di sostenere la battaglia legale con una donazione».

Per partecipare al flash mob si dovrà portare una propria foto con scritto #facciaAfacciaNofunivia

oppure mandarla per mail a legambiente.polis@gmail.com

La battaglia va avanti su più fronti: dal 28 agosto scorso tantissime persone sono in presidio permanente, ogni giorno, in via Bersaglieri d’Italia per ricordare all’Amministrazione il loro NO alla funivia e per continuare a informare chi ancora non sa dell’opera e dei suoi impatti economici, sociali e ambientali.

Una resistenza, allargata a sempre più realtà, che l’Amministrazione continua a ignorare, trincerandosi nelle stanze di Tursi ed evitando un vero dialogo con le cittadine e cittadini.

«Cerchiamo di creare partecipazione – dichiarano dal Comitato Con i Piedi per Terra, l’opposto insomma di quello che ha fatto il Comune fino a oggi, evitando accuratamente di parlare del progetto con chi in questi quartieri ci abita».

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