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Il bilancio degli scontri attorno allo stadio, 38 feriti tra cui 23 tra poliziotti e carabinieri – VIDEO

Polemiche dei tifosi non facinorosi per la gestione dell’uscita dallo stadio dopo la partita Genoa-Sampdoria: «Ci siamo ritrovati in mezzo agli ultras che ci hanno impedito di andarcene con i mezzi, siamo dovuti rientrare a piedi in mezzo al caos». Residenti e commercianti inviperiti per per l’ormai intollerabile invivibilità del quartiere d i Marassi, ostaggio delle partite di calcio e di quanto accade a corollario

 Sono 15 gli uomini della Polizia di Stato medicati al San Martino a seguito degli scontri (12 in tarda serata che si sono aggiunti ai 3 arrivati durante il pomeriggio), a cui si sommano 11 militari dell’Arma dei Carabinieri. Tutti i pazienti in questione sono stati dimessi con prognosi variabili.

Tra gli agenti feriti ci sarebbe un operatore della Digos colpito da una bomba carta sul ginocchio.

Sono, invece, i 3 i civili coinvolti negli scontri, medicati e dimessi al San Martino (uomo di anni 32, uomo di anni 24, un ragazzo di anni 19) mentre 9 sono i tifosi medicati e dimessi al Galliera.

Nessun ferito è arrivato al Villa Scassi.

«Le Direzioni del Policlinico ringraziano sentitamente i professionisti operativi presso il pronto soccorso nel corso della lunga giornata di ieri, esempi di dedizione e abnegazione, capaci di fronteggiare un iper afflusso derivante da quanto accaduto nei pressi dello stadio senza minimamente impattare sulla regolare attività del pronto soccorso», commentano al San Martino.

Intanto a Marassi divampano le polemiche per la notte insonne a causa del baccano degli scontri, dei botti, dell’elicottero della Polizia che ha volteggiato per ore e ore sulle case. I commercianti hanno dovuto chiudere i negozi a metà giornata, con conseguente danno economico.

Ingenti i danni a cassonetti, automobili, motociclette e scooter. Alcuni cassonetti sono stati spostati per usarli come barriera per rallentare le forze di Polizia. Altri sono stati rovesciati per prendere le bottiglie che sono state, poi, lanciate.

Da un tifoso “normale”, allo stadio con il figlio ragazzino, arriva questa segnalazione: «La gestione dell’uscita dallo stadio è stata scandalosa. Chi provenendo dai distinti voleva, con famiglia, andare a prendere un mezzo pubblico per tornare in centro è stato isolato completamente dal percorso imposto dalle forze dell’ordine (i bus sono lato sud). Andavano messi a disposizione dei bus tra corso Sardegna e via de Stefanis, ci siamo ritrovati in mezzo agli ultras che ci hanno impedito di andarcene con i mezzi, siamo dovuti rientrare a piedi, con grave pericolo».

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