Oggi a Genova 

Nella notte vandalizzati i murales della nord, compreso quello del capitano Signorini, morto a 42 anni per una tremenda malattia

Tra le tifoserie di Genoa e Sampdoria c’era una sorta di accordo per non vandalizzare i rispettivi murales sulle pareti esterne dello stadio. Ieri un gruppo con caschi e aste di legno ha coperto i vandali che hanno scarabocchiato e devastato i murales genoani

Niente più regole, quelle poche che ancora esistevano nella tifoseria estrema genovese. L’assembramento di tifosi che gridavano slogan contro il Genoa (verosimilmente sampdoriani, anche se erano privi di sciarpe o altri simboli distintivi) serviva a coprire le mani dei vandali che distruggevano i murales della gradinata nord, sulla parete esterna dello stadio Luigi Ferraris, a Marassi.

Un gesto che rischia di esacerbare ulteriormente la spinosa situazione del conflitto tra le frange estreme delle due tifoserie. Una vera e propria dichiarazione di guerra.

Una provocazione che rischia di essere l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, capace di dare la stura a quegli episodi di violenza che si temono da tempo. La situazione era già difficile, ora è diventata critica, a pochi giorni dal derby di Coppa Italia che si giocherà il 25 settembre prossimo nello stadio genovese.

Particolarmente grave per i tifosi genoani che sia stato cancellato il murales dedicato a Gianluca Signorini, morto a 42 anni morbo di Lou Gehrig (sclerosi laterale amiotrofica, o sclerosi amiotrofica multipla).
Dopo la fine della carriera da giocatore, la malattia aveva iniziato lentamente a immobilizzargli i muscoli del corpo. In pochi anni era stato costretto su una sedia a rotelle. Il 6 novembre 2002 “il Capitano” si era spento a soli 42 anni, logorato dalla tremenda malattia.

La sua maglia, la numero 6 era stata immediatamente ritirata dal Genoa. Gli è poi stato intitolato il campo di allenamento della squadra rossoblù, l’ex stadio Pio XII, situato nella Villa Lomellini Rostan nel quartiere di Multedo.

Insieme al murales di Signorini è stato vadalizzato anche quello di De Andrè.

AGGIORNAMENTO: la tifoseria organizzata prende le distanze. Un passo importante verso l’emarginazione delle frange violente delle tifoserie.

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