Tantato omicidio in Sottoripa, coltellate per un debito di cinque euro. Tanto vale la vita di un uomo nel centro storico di Genova

Tante le persone che hanno assistito alla feroce aggressione, nel corso della quale un uomo di 54 anni ha crivellato con almeno 10 coltellate un altro uomo, prendendolo poi a calci quando ormai era a terra. Nessuno dei presenti è intervenuto a soccorrere il ferito grave. Qualcuno ha avvertito una pattuglia della Polizia locale che si trovava poco distante e che è arrivata quando ancora l’aggressore stava picchiando brutalmente la vittima ormai a terra e lo ha fermato

L’inferno dei vicoli. Aria rovente che risale dal mare verso il cuore della città vecchia, infilandosi nei carruggi ancora strapieni di gente perché le ferie sono solo per chi se le può pagare. In realtà, in Sottoripa, a pochi metri dal’area turistica per eccellenza – il Porto Antico – incrociano più persone che d’inverno perché ai genovesi si aggiungono i tanti turisti, magari famigliole appena uscite coi bambini dall’Acquario. E che ieri hanno assistito a una scena agghicciante di selvaggia violenza.

A fare da scenario vivente al viavai dei frequentatori estivi della Ripa Maris è il gruppo degli stranieri eternamente accampati allo sbocco di vico del Serriglio, tra la galleria del vecchio acquedotto (che corre dall’incrocio con via San Lorenzo a quel punto cruciale) e il moderno colonnato dell’abominio edilizio che ha sostituito gli antichi palazzi bombardati nella Seconda Guerra Mondiale, per poi sfociare, dopo piazzetta Jacopo da Varagine, nella continuazione dell’antico porticato.
Tra vico del Serriglio e piazza Caricamento ci sono crocchi di persone notte e giorno, estate e inverno. Sono stranieri, parecchi di loro sono pusher noti alle forze di Polizia e alla Polizia locale che da tempo garantisce presidio e controllo costante, tanto che ieri è arrivata sul posto in tempo reale, fermando l’aggressore mentre ancora stava prendendo a calci in faccia e all’addome la sua vittima che giaceva sulle lastre di luserna della pavimentazione, in un lago di sangue. Chissà cos’altro accadrebbe se non ci fossero gli agenti della PL, dice la gente della zona. Perché già così è un inferno, appunto. E non per il caldo.
In quel punto nevralgico del degrado e della microcriminalità, dove i turisti esitano a passare quando hanno la ventura di trovarvisi e i genovesi, se proprio sono costretti per dirigersi in uno degli esercizi commerciali della strada o alle loro case, sfilano via il più velocemente possibile, c’è sempre odore di orina e di spazzatura, nonostante l’impegno degli operatori dell’Amiu. Sembra che non ci sia acqua o detersivo capace di lavare quell’eterna puzza penetrante. Pare quasi che a sprigionarla siano la stessa pavimentazione e i muri, tanto è onnipresente e inestinguibile. Per dirla con De André dopo quasi sessant’anni è ancora un’«aria spessa, carica di sale, gonfia di odori». Qualcosa resta e qualcosa è cambiato. I suoni non sono più quelli della pescivendola che urlava “Anciôe belle donne”. È una babele di lingue, di sussurri e grida in idiomi differenti, parole che arrivano da mezzo mondo. Ci sono persone per bene, lavoratori come quello che è stato inseguito qualche giorno fa da via Lomellini a via di Francia, dove è stato brutalmente aggredito a scopo di rapina e che pare abbia addirittura perso un occhio. Si tratta di un lavoratore regolare con moglie e due figli. Però ci sono anche i pusher, i delinquenti.
È lì che ieri pomeriggio l’accoltellatore s’è seduto per terra con una ciotola di cibo a consumare la cena. È lì che l’accoltellato si è avvicinato chiedendogli insistentemente i soldi che gli doveva. Qualcuno, stamattina, nelle botteghe etniche parla di 5 euro, qualcuno di 10 euro, cifra che, effettivamente, è il prezzo corrente di una dose di crack. Sempre in zona, stamattina, qualcuno dice che l’accento di entrambi era tunisino, anche se il ferito non è stato ancora identificato e per altre voci di “radio vicoli” si tratta di un egiziano. Certamente è tunisino l’accoltellatore. Nessuno dei molti presenti si è scomposto, almeno fino a quando l’uomo più anziano, con un corposo curriculum di precedenti tra cui lo spaccio e il porto abusivo di oggetti atti a offendere, si è alzato e ha tirato fuori il coltello e come una furia si è avventato sulla vittima, colpendolo una, due, infinite volte all’altezza del cuore mentre lo teneva fermo con l’altra mano. L’uomo più giovane è riuscito a fargli cadere la lama nel tentativo disperato di interrompere la brutale aggressione. Lui lo ha preso ferocemente a calci davanti alla varia umanità rimasta sul posto. Qualcuno si è allontanato velocemente, ma altri (anche tanti italiani di ogni età) si sono avvicinati, curiosi di capire cosa stesse succedendo. Nessuno è intervenuto a sottrarre la vittima alla violenza. Non solo alle coltellate, ma anche le botte che il cinquantaquattrenne ha continuato a scaricare con rabbia furiosa su quel corpo ormai crollato al suolo in un lago di sangue. L’aggredito è riuscito ad alzarsi e a trascinarsi nei voltini di Sottoripa, forse per sottrarsi a quella gragnola di colpi, forse per cercare aiuto. Lì è crollato di nuovo a terra. Ma nessuno lo ha soccorso. L’aggressore lo ha raggiunto e ha ricominciato a prenderlo a calci.
È proprio in quel momento che è sopraggiunta la pattuglia del nucleo Reati Predatori della Polizia Giudiziaria della Polizia locale, avvertita da alcuni passanti. Gli agenti hanno immediatamente fermato il violento, ammanettandolo perché non potesse infierire ancora sulla sua vittima o reagire. Gli operatori della Polizia locale, mentre in ausilio arrivavano in ausilio i colleghi del nucleo Centro Storico, non si sono limitati a questo. Hanno capito che le condizioni del ferito erano critiche e hanno improvvisato il migliore soccorso possibile nell’attesa di medici e militi inviati dal 118. Qualche negoziante ha fornito un grosso rotolo di carta. Con quella, gli operatori di PL hanno cercato di tamponare le ferite da cui continuava a uscire sangue a fiotti, probabilmente salvando la vita alla vittima, almeno per il momento.
Alcuni agenti hanno dovuto allontanare i curiosi, alcuni dei quali riprendevano coi cellulari, e spiegare ai passanti che, no, non potevano transitare accanto a quell’uomo martoriato e riverso a terra e all’accoltellatore fermato, ormai anche lui a terra nell’attesa di trasferirlo con l’autocella nella sede della Polizia locale in piazza Ortiz.
L’accoltellato è stato trasportato al San Martino dove è ricoverato in rianimazione. L’ospedale spiega che è prossimo a intervento toracico e vascolare per tentare di mettere rimedio alle devastazioni fatte dalla lama. La prognosi riservata. Chi sia è ancora un mistero. Non aveva documenti. “Radio vicoli” parla di un egiziano da non molto arrivato a Genova da Milano e che, però, vantava già crediti dall’accoltellatore.


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