L’Arcidiocesi: «La scelta sulla collocazione di don Melis, ai domiciliari, è competenza dei Padri Scolopi»

La Diocesi fa sapere che il luogo dove è stato trasferito il sacerdote, ritenuto inidoneo dai Carabinieri, non è una propria scelta. In una nota ufficiale dichiara: «Il religioso non dipende dalla Curia di Genova ma dall’Ordine degli Scolopi, di cui è membro»

Don Andrea Melis, indagato per violenza sessuale su minorenne, prostituzione minorile e tentata violenza aggravata, è ai domiciliari in una comunità religiosa del levante. Vicino al luogo dove è ristretto per l’ordinanza della gip Michela Catalano a seguito delle investigazione dei Carabinieri coordinate dal pm Federico Panichi, ci sono però degli istituti scolastici. Secondo i militari dell’Arma, coordinati dal colonnello Michele Lastella, il sacerdote «non può stare nella comunità del levante dove è stato trasferito perché lì vicino ci sono delle scuole e una scuola di danza».

L’Arcidiocesi fa sapere che il luogo dove è stato trasferito, ritenuto inidoneo dai Carabinieri, non è una sua scelta: «In merito a quanto riportato su mass media locali circa l’arresto di Padre Andrea Melis, dei Padri Scolopi, accusato di abusi su minori, si precisa che il religioso non dipende dalla Curia di Genova ma dall’Ordine degli Scolopi, di cui è membro – fa sapere l’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi – La Diocesi si è interessata a questo fatto drammatico per quanto è di sua competenza e ha segnalato i fatti di cui è venuta a conoscenza al Dicastero per la Dottrina della Fede, come prevede la norma canonica».
«Ora la scelta di dove inviare il Religioso e di come accompagnarlo è competenza del suo Ordine – conclude la nota della Curia -. Nuovamente la Diocesi esprime il suo dolore per i fatti segnalati che hanno toccato, direttamente, alcuni minori, le loro famiglie e, indirettamente, tutta la comunità educativa dell’Istituto Assarotti, presente e operante a Genova».


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