Cronaca 

La procura chiede il rinvio a giudizio per omicidio volontario per il marito di Sharmin Sultana

Ipotizzato anche il reato di maltrattamento in famiglia. La donna era caduta dalla finestra l’8 marzo del 2023. Subito si era pensato a un suicidio. Poi nel corso delle indagini, erano emersi i maltrattamenti alla donna, raccontati dai figli di 7 e 10 anni. 8 mesi dopo era stato arrestato il marito Ahmed Mustak, oggi 45enne, accusato di avere ucciso la moglie e di avere tentato di far passare la morte della donna come un suicidio


Sharmin Sultana era precipitata da una finestra del secondo piano cadendo al suolo in via del Ferro, a Sestri Ponente. Subito era stato aperto un fascicolo per omicidio, anche se l’ipotesi più avvalorata al momento era quella del suicidio. Poi, nel corso delle indagini, sono emersi i maltrattamenti alla donna, raccontati dai figli di 7 e 10 anni.



In manette, a nove mesi dalla tragedia, era finito il marito, Ahmed Mustak, che lavorava nel vicino stabilimento di Fincantieri. A firmare l’ordinanza è stato il gip Paola Faggioni. La moglie, Sharmin Sultana, aveva 32 anni. Era stata trovata la mattina sul marciapiede sotto la finestra di casa ancora aperta. Mustak aveva detto che di non aver sentito nulla perché non stava bene ed era ancora a letto. La famiglia della donna aveva da subito espresso dubbi a proposito del suicidio e avevano detto di temere che a ucciderla fosse stato proprio il consorte.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore Marcello Maresca, hanno permesso ai militari dell’Arma di accertare che la situazione in casa non era di tranquillità come l’attuale indagato aveva cercato di far credere. A ricostruire il contesto in cui l’omicidio sarebbe maturato anche le testimonianze dei bambini che hanno raccontato che il padre picchiava spesso la mamma. In un’occasione, l’uomo avrebbe accusato la moglie di stare troppo al cellulare e di pubblicare video su TikTok (su cui la donna aveva ottenuto centinaia di like e commenti) e le avrebbe sbattuto la testa a terra. Un racconto drammatico di un momento che ha preceduto di poco la tragedia. Un’intercettazione ambientale ha permesso di registrare la voce di Ahmed Mustak che raccomandava alla figlia di dire ai Carabinieri che della mamma nulla sapeva.

Sharmin Sultana voleva andare a lavorare, per essere autonoma sotto il profilo economico e aiutare la famiglia, ma Ahmed Mustak glielo avrebbe impedito.

Ahmed Mustak è difeso dall’avvocata Vittoria Garbarini,

Related posts