“Da Leggere a fare l’antimafia”, un anno di Libera Genova per la diffusione della legalità

Presente, insieme al referente genovese Antonio Molari e a quello ligure Andrea Macario, anche il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. L’iniziativa, nata sulla scia di Genova Capitale del Libro, ha visto la partecipazione di più di 2700 persone tra adulti e ragazzi. Letti decine di brani di denuncia e testimonianza delle vittime del crimine organizzato nelle scuole e nei centri sociali. Obiettivo: far crescere nella comunità il contrasto alla cultura mafiosa

Incontro di chiusura del primo anno di “Leggere l’Antimafia”. Alla base del progetto, nell’anno di Genova Capitale del Libro, la diffusione della cultura della legalità attraverso la lettura, nelle scuole e nei quartieri, di brani di denuncia e testimonianza delle vittime del crimine organizzato. Un’ iniziativa durata dodici mesi che ha visto, grazie al lavoro dei volontari di Libera Genova, la partecipazione di più di 2700 persone tra adulti e ragazzi.

L’iniziativa, nata sulla scia di Genova Capitale del Libro, ha visto la partecipazione di più di 2700 persone tra adulti e ragazzi. Letti decine di brani di denuncia e testimonianza delle vittime del crimine organizzato nelle scuole e nei centri sociali. Obiettivo: far crescere nella comunità il contrasto alla cultura mafiosa.
Si è concluso oggi, sabato 15 giugno 2024, nella sala Quadrivium di piazza Santa Marta 2 a Genova, alla presenza di don Luigi Ciotti, il primo anno del progetto “Leggere l’Antimafia”, promosso da Libera Genova, nell’ambito delle iniziative che fanno capo a Genova Capitale del Libro. Un percorso di sensibilizzazione e formazione nato dalla consapevolezza di una preoccupante sottovalutazione del fenomeno mafioso nella nostra regione.



“La mafia esiste ed è ben radicata sul nostro territorio – ha dichiarato nel suo intervento Antonio Molari, referente di Libera Genova –. Non è un’astrazione, è una realtà concreta che minaccia il nostro futuro. Per questo è necessario che tutti, cittadini, istituzioni e associazioni, facciano la propria parte per contrastare questo fenomeno. L’iniziativa “Leggere l’Antimafia” rappresenta un tassello importante nella strategia di Libera per promuovere una cultura della legalità e della responsabilità. Un impegno che non si ferma qui, ma che proseguirà con nuove iniziative e progetti di sensibilizzazione”.
Il progetto ha coinvolto i volontari e le reti di Libera, con l’obiettivo di creare un fronte comune contro le mafie e le loro infiltrazioni nel tessuto sociale, politico ed economico. Un impegno che si è concretizzato nel coordinamento di circa 50 associazioni laiche e cattoliche, unite nella lotta all’azzardo, spesso strumento di riciclaggio di denaro da parte delle organizzazioni criminali.
Un crescendo di partecipazione che ha portato “Leggere l’Antimafia” a tagliare il traguardo di 2700 presenze tra adulti e ragazzi in 10 mesi di attività. Tra le iniziative da segnalare la presentazione di libri che narrano la storia delle organizzazioni criminali e il lavoro investigativo delle forze dell’ordine e della Magistratura, sino all’impegno della società civile.
“Abbiamo messo in rete le nostre forze – ha concluso Molari – perché da soli non possiamo vincere questa battaglia. Serve un impegno sinergico e costante per estirpare la mafia dal nostro territorio”.
Un ringraziamento particolare da parte di Libera a “Mettiamoci in Gioco”, CGIL, CISL e UIL, Legambiente, Consiglio regionale Unipol, Auser, Spi GE e Tigullio, Fratellanza PonteX, Comunità San Marcellino, Auxilium, Caritas, Enigma la vita, AMA, Kora, Casa della Maddalena, Parrocchia delle Vigne, Coop Liguria, ACLI. Con il patrocinio del Comune di Genova.
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