Oggi a Genova 

Attacco politico al Pride Village, ora parla Liguria Rainbow: «Le destre fomentano odio, fanno circolare fake news e assumono posizioni contro la scienza»

Oggi il sindaco Bucci ha attaccato l’opposizione che, dopo che il presidente del consiglio Carmelo Cassibba aveva dato in escandescenze in aula durante la discussione su tema, aveva abbandonatola sala Rossa. Il centrosinistra chiede un incontro al Prefetto. I partiti di maggioranza attaccano da giorni gli avversari, ma qualche malumore, a taccuini chiusi, su quanto è successo martedì in consiglio circola anche tra i sostenitori della giunta

Oggi, ad alcuni giorni dalla bagarre in consiglio, è arrivato il post-comunicato stampa degli organizzatori di del Pride e del Village.

Ecco l’intervento.

In Consiglio Comunale va in scena l’omolesbobiatransfobia (e si rischia pure la rissa). C’è chi straparla di teoria gender, chi perde le staffe e le opposizioni abbandonano l’aula.

Durante il Consiglio Comunale di martedì 11 giugno 2024 è andata in scena la peggior omolesbobiatransfobia: un attacco diretto al Coordinamento Liguria Rainbow, dopo l’enorme successo del Liguria Pride Village 24 ai Giardini Luzzati e della Liguria Pride Parade 24. Il pride di quest’anno ha visto scendere in piazza 35.000 persone a sostegno della comunità LGBTQIA+: la più grande manifestazione di piazza mai vista in Liguria.
Fratelli d’Italia e Forza Italia, dopo i recenti attacchi della Lega, hanno dato voce a posizionamenti ideologici inquietanti, completamente scollati dalla società e dalla storia che stiamo attraversando. Sotto attacco in particolar modo il Liguria Pride Village Kids, tacciato di voler “manipolare le menti dei bambini” (e le bambine? Di loro non c’è traccia) attraverso il gioco “provando a modificare la loro percezione della vita e della sessualità”. Sostengono che “la famiglia è una sola formata da una mamma e un papà, non da due mamme o due papà”. E si oppongono a chi vuole introdurre (l’inesistente) teoria gender nelle scuole e che la famiglia naturale resta “l’unica resistenza ad ogni forma di penetrazione antiumana”.
Discorsi deliranti, anacronistici, discriminatori.
Discorsi che risultano ancora più gravi perché pronunciati all’interno della sede istituzionale del Comune di Genova.
L’ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria si è espresso chiaramente:
“Le ricerche dimostrano che sessismo, omofobia e stereotipi di genere sono appresi sin dall’infanzia e trasmessi attraverso socializzazione, educazione, linguaggio e media. […] L’UNICEF, nel 2014, ha sottolineato l’importanza di combattere ogni forma di discriminazione contro bambini e genitori basata su orientamento sessuale e identità di genere, una politica supportata anche dall’UNESCO. Promuovere l’educazione sessuale e includere temi di genere nei curricula scolastici non significa diffondere un’ideologia, ma chiarire aspetti fondamentali della sessualità e affettività umana, favorendo il rispetto e prevenendo il bullismo omofobico e altre forme di discriminazione”.
E a proposito di “Teoria gender”, sbandierata in Consiglio Comunale e non solo, ricordiamo che l’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), ha ribadito come il concetto di “ideologia del gender” sia scientificamente infondato.
“Teoria gender” infatti è un neologismo coniato negli anni ’90 in ambito conservatore cattolico per contrapporsi agli studi di genere accademici e ai movimenti LGBTQIA+ e femministi. Afferma l’esistenza di un complotto per distruggere la famiglia e l’umanità, vista essenzialmente come divisa in uomini e donne aventi caratteri e ruoli differenti definiti da Dio
Sostiene che chi si discosta dal ruolo biblicamente assegnato rompe l’ordine delle leggi naturali e divine, devia dalla norma, e che dunque chi non si conforma al modello eteronormato è persona malata, perversa, da curare e riparare.
Non stupisce che questa teoria del complotto trovi terreno fertile in Consiglio Comunale, data la presenza di soggetti che militano in ProVita e in Opus Dei, e che presenziano entusiasti a eventi nella nostra città che promuovono terapie riparative in cui, con percorsi di Cristoterapia (che sono veri e propri abusi e torture psicologiche), si tenta – invano – di convincere persone LGBTQIA+ a rinnegare la propria identità queer.
Le destre fomentando odio, facendo circolare fake news, assumendo posizionamenti contro la scienza, dimostrano di parlare dando la schiena al futuro: avranno visto gli andamenti del voto in base a età e istruzione? Già, perché le destre devono registrare il netto rifiuto alle loro posizioni da parte del voto under 30.
Avranno visti lɜ giovani di Genova al Pride e ai Giardini Luzzati durante la settimana del Village? In gran parte giovanissimi e giovanissime con le loro espressioni di genere, identità, orientamento sessuale fuori dai vincoli dei ruoli cosiddetti tradizionali, rompendo le catene dell’eteronormatività, superando il binarismo di genere e, di certo, fregandosene altamente delle oscurantiste, medievali, antiscientifiche regole sociali tanto care alle destre.
Il nostro futuro sono tutte le persone che hanno marciato con noi. Il nostro futuro è queer. E questo non può che spaventarle terribilmente queste destre patriarcali e retrograde.
Eccola, la migliore risposta a tutti questi attacchi.
La nostra Furia Queer non si ferma!


Oggi il sindaco Marco Bucci, a margine di una conferenza stampa, ha detto (parlando della quasi totalità della minoranza che ha abbandonato l’aula durante la discussione sul Village, dopo che il presidente del consiglio Carmelo Cassibba aveva dato in escandescenze, gridando «Stia attento, stia attento!» all’indirizzo del capogruppo Dem Simone D’Angelo ed era sceso dai banchi della presidenza per raggiungerlo in aula, fermato dall’assessore Sergio Gambino) che «chi abbandona ha sempre torto», dicendosi «molto colpito» dalla decisione di lasciare la Sala Rossa nonostante si dovesse discutere della Diga. Bucci aveva subito appena una settimana prima un serio intervento chirurgico e ha sottolineato di essersi presentato in aula per affrontare la discussione.

Bucci non ha mai fatto commenti sulla velata quæstio su cui, martedì, si è scatenato l’inferno. Nemmeno si esprime sul comportamento di Cassibba. Tenta di tirare il discorso su questioni amministrative e non squisitamente politiche, esacerbate dal clima nazionale e su cui soffiano forte alcuni elementi dei partiti e anche della giunta nell’eterna campagna elettorale che, esaurito il tempo delle europee, traguarda già le regionali.

A caldo, la maggioranza che sostiene Bucci aveva scritto una nota che puntava il dito contro il centrosinistra, senza però nascondere che l’atteggiamento di Cassibba, mai visto da parte di un presidente del consiglio comunale genovese, ha avuto modalità tutt’altro che istituzionali: «Pur stigmatizzando la reazione del presidente del consiglio comunale, anche frutto delle continue provocazioni arrivate dai banchi dell’opposizione, non possiamo che sottolineare il comportamento irrispettoso nei confronti dell’aula tenuto dai consiglieri di minoranza: chi lascia i lavori adducendo ad un clima di terrore fa un’affermazione gravissima e falsa . Dall’inizio della seduta il centrosinistra ha provato in ogni modo ad evitare che i lavori si svolgessero regolarmente, tentando di disturbare o bloccare gli interventi dei colleghi di maggioranza. Una prova di forza alla faccia della libertà di espressione, un’azione da regime a tutti gli effetti. Avremmo preferito sostenere il dibattito sulla futura Diga foranea del porto di Genova anche con le forze di opposizione: c’erano tutte le condizioni per poterlo fare soprattutto dopo le scuse che il presidente ha ribadito riprendendo la seduta con l’invito, per primo a se stesso, di mantenere un comportamento degno nel rispetto dei cittadini. Siamo in democrazia, abbandonare l’aula è un atto di libertà, continuare i lavori di responsabilità»

Nei giorni scorsi, l’Anpi aveva condannato con durezza il comportamento del presidente Cassibba


Anpi: «Tensioni in Consiglio comunale, la democrazia va tutelata»

«È preoccupante, e siamo quasi all’inqualificabile, quanto è accaduto nella Sala Rossa del Consiglio comunale di Genova.
Tutto si è svolto davanti al gonfalone su cui spicca la medaglia d’oro al V.M. riconosciuta ai genovesi per essersi liberati dal nazifascismo – scrive l’Anpi -. Il tentativo di aggressione nei confronti del capogruppo del Partito Democratico Simone D’Angelo da parte del presidente del Consiglio Carmelo Cassibba (ma non dovrebbe essere super partes?) al culmine di una discussione tesa, innescata da un intervento oscurantista e becero fatto dai banchi di Fratelli d’Italia sui diritti delle persone Lgbtquia+ , è un fatto mai registrato nell’Assemblea consiliare genovese. L’articolo 54 della Costituzione dice chiaramente che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, e questo è un concetto fondamentale.
Eppure il rispetto di quell’articolo, purtroppo, non lo abbiamo visto ieri nelle stupefacenti immagini riportate da tv , siti web e giornali che sono state eloquenti. Esprimendo la nostra solidarietà al capogruppo D’Angelo, dobbiamo esprimere preoccupazione per il clima antidemocratico e intimidatorio che si è registrato ieri e che troppo spesso era già stato sfiorato. Anpi non accetta questa involuzione del costume democratico, tanto meno verso chi rappresenta i cittadini genovesi e invita il sindaco a farsi parte attiva per ristabilire il corretto dialogo consiliare»


CONSIGLIO COMUNALE, CERAUDO (M5S): “CASSIBBA PASSA ALLE MINACCE: NON È DEGNO DI FARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. DIMISSIONI SUBITO”

“Il centrodestra in aula ha gettato la maschera: non solo riscrive le regole del dibattito consiliare a seconda della propria convenienza, ma non accetta che un consigliere della minoranza possa opporsi chiedendo il rispetto delle norme e delle procedure. Che, peraltro, dovrebbero essere strenuamente difese dal presidente del Consiglio. La realtà è purtroppo ben diversa: a Genova la democrazia risulta del tutto sospesa e in sua vece regna la prepotenza al punto che oggi è stato superato il limite: Cassibba è arrivato prima alle minacce verbali e poi all’intimidazione quasi fisica nei confronti del collega D’Angelo. È inaccettabile: Cassibba dimostri di avere un minimo di decenza e si dimetta subito. In alternativa, sia la sua stessa compagine politica a chiedergli di fare un passo di lato”. Così, il capogruppo comunale del M5S Fabio Ceraudo, che poi continua: “Oggi avremmo voluto discutere di portualità e portare in Aula una nostra mozione sulla Diga, opera fondamentale per la città ma che allo stato attuale è inficiata dall’inchiesta che ha portato agli arresti figure apicali del sistema ligure. Persa anche quest’occasione per gettare basi più solide e trasparenti per il futuro del porto genovese”.
“Il Consiglio è stato più volte sospeso e alla ripresa dei lavori ho atteso invano che la maggioranza si scusasse per la postura tutt’altro che istituzionale di un loro esponente. Avendo continuato come se nulla fosse, anche io ho abbandonato l’Aula”.

MoVimento 5 Stelle Genova


Gruppo Consiliare “Liguria al Centro – Toti per Bucci” e i suoi assessori

Il gruppo consiliare di Genova al Centro, interviene così sulla polemica seguita alla discussione e alle provocazioni avvenute in consiglio comunale a Genova: “gli eletti del gruppo Genova al Centro – Lista Toti e gli Assessori, esprimono massima solidarietà a tutto il consiglio comunale di Genova e a chi lo rappresenta per quanto accaduto ieri in aula. Le offese subite sono una ferita all’assemblea tutta, ancor più sottolineate dal fatto che, chi le ha pronunciate, ha anche abbandonato l’aula facendo venire meno il confronto democratico e messo in second’ordine gli interessi della città che erano in discussione nel corso della seduta del consiglio comunale. Le urla “fate schifo” e gli epiteti ingiuriosi rivolti verso i seggi della maggioranza non sono compatibili con la
discussione in un’aula elettiva. Rappresentano un inaccettabile insulto ai cittadini che rappresentiamo.


Genova Domani (lista di sostegno al Sindaco)

Come lista civica Genova Domani esprimiamo forte preoccupazione e disappunto per l’episodio che ha riguardato il consiglio comunale di martedì scorso, culminato con l’uscita dall’aula di parte della minoranza.”
Così i consiglieri Lorenzo Pasi e Federico Barbieri “Con lo spirito di concretezza che ha sempre contraddistinto il nostro operato, crediamo che per il governo della città di Genova sia fondamentale che tutte forze politiche remino nella giusta direzione, ossia quella del benessere e del primario interesse dei cittadini genovesi. Abbandonare la Sala Rossa, prima di una discussione fondamentale come quella sulla diga di Genova, rappresenta una mancanza di rispetto verso i cittadini genovesi che meritano, prima di ogni altra cosa, di vedere i loro rappresentanti discutere, con le rispettive e legittime opinioni, del futuro della città.”
“Intendiamo lavorare, insieme a tutte le istituzioni del Comune di Genova, per garantire sia un clima di giusto confronto nella Sala Rossa, che rispetti le opinioni di tutti e consenta di esprimerle nel giusto clima, sia per evitare comportamenti di ostruzionismo durante i lavori dell’aula a danno dei cittadini.”


Vince Genova

Il Gruppo Consiliare Vince Genova, alla luce del non sopirsi delle polemiche relative alla seduta di Consiglio comunale dell’11 giugno u.s., ribadisce e fa nuovamente proprio quanto già espresso comunemente da tutti i gruppi di maggioranza a ridosso della seduta. Per cui, pur stigmatizzando la reazione del Presidente del Consiglio comunale, anche frutto delle continue provocazioni arrivate dai banchi dell’opposizione, non può che sottolineare il comportamento irrispettoso nei confronti dell’aula tenuto dai consiglieri di minoranza.
Chi abbandona i lavori adducendo ad un clima di terrore fa un’affermazione falsa, considerando che dall’inizio della seduta il centrosinistra ha provato in ogni modo ad evitare che i lavori si svolgessero regolarmente, tentando di disturbare o bloccare gli interventi dei colleghi di maggioranza. 
Una prova di forza certamente lesiva della libertà di espressione, offensiva nei confronti della democrazia rappresentativa. 
Avremmo preferito sostenere il dibattito sulla futura Diga foranea del porto di Genova anche con le forze di opposizione: siamo in democrazia, abbandonare l’aula è un atto di libertà, continuare i lavori un atto di responsabilità.


Lega

La sinistra, ieri, abbandonando la Sala Rossa e impedendo di fatto il regolare svolgimento dei lavori del Consiglio comunale, ha dimostrato ancora una volta di che pasta è fatta. Il loro concetto di democrazia viene declinato a senso unico. Avere rispetto delle istituzioni non significa insultare chi la pensa diversamente da te, ma ascoltare tutte le posizioni, legittimamente differenti, senza offendere, provocare, aggredire a parole. Pur biasimando il presidente Cassibba per la sua reazione, non possiamo farlo per le forti pressioni al quale è stato sottoposto ascoltando le ingiurie che provenivano dai banchi dell’opposizione. Ci auguriamo che simili fatti non avvengano più e che si possa continuare a lavorare in un clima di confronto per portare avanti tutte le importanti pratiche che miglioreranno Genova e il futuro di tutti i genovesi, come quella della Diga che abbiamo potuto discutere solo grazie alla presenza del sindaco Bucci e alla maggioranza che è rimasta in aula”. 

Lo dice in una nota il gruppo Lega in comune a Genova.


Forza Italia

Il Segretario di Forza Italia Grande Città di Genova Mario Mascia torna sui fatti accaduti ieri in Consiglio Comunale: “Chi ha un mandato popolare deve dare fondo al proprio spirito di sopportazione e al proprio senso di responsabilità per tenere dritta la barra sul bene comune della città. Esattamente come ha fatto il Sindaco Marco Bucci che, nonostante l’operazione subita, ha voluto presenziare in Aula e sostenere a viso aperto le ragioni della crescita della città anche con infrastrutture cruciali come la nuova Diga. Spiace registrare da parte di alcuni esponenti dell’opposizione un atteggiamento molto meno responsabile, che dalla polemica in un batter d’occhio è trascorso alla caciara, alle provocazioni e quindi all’abbandono dell’aula”.
“Chi abbandona l’aula ha sempre torto” prosegue Mascia ” se tutti fossimo convinti che il confronto democratico si esercita nelle sedi istituzionali col rispetto del regole, delle persone e delle loro opinioni a nessuno verrebbe mai in mente di tentare di disturbare o bloccare gli interventi degli altri consiglieri comunali, fossero anche di maggioranza. Ieri sarebbe stato molto più produttivo ed utile alla città concentrare ogni sforzo ed energia per dibattere sulla futura Diga foranea del porto di Genova: abbandonare l’aula sarà pure una facoltà legittima ma continuare i lavori è un atto di riconoscenza e responsabilità che dobbiamo a Genova e ai Genovesi che ci hanno votato”.


*Abbiamo scelto di riportare testualmente e integralmente tutte le note: non sarebbe stato corretto intervenire sui virgolettati. Eventuali errori ortografici, grammaticali e sintattici non sono da attribuire a GenovaQuotidiana


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