Bagarre in consiglio comunale sul Gay Pride. Il presidente Cassibba esplode in una parolaccia, poi scende minaccioso verso i banchi dei consiglieri

Ha sospeso la seduta, quindi è sceso dai banchi di giunta e presidenza e si è diretto perso al Capogruppo Pd Simone d’Angelo «Si deve vergognare, faccia attenzione, faccia attenzione». A trattenerlo e a portarlo fuori dall’aula è stato l’assessore Sergio Gambino. I consiglieri Pd, della Lista Rossoverde e Cristina Lodi (Gruppo Misto per Azione) hanno abbandonato l’aula e chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto per «la mancata agibilità del consiglio comunale». Ha abbandonato l’aula anche Ceraudo del M5s dopo aver chiesto senza risultato di rimandare la discussione sulla Diga

Qui il video in diretta dagli spalti del consiglio dedicati ai media diffuso da Goodmorning Genova.
Il casus belli è un comunicato della Lega contro il Village Kids del Liguria Pride. Più o meno è la stessa storia tutti gli anni: una volta sono le bandierine sgradite mandate (senza esito) a sequestrare dalla Polizia locale, l’altra i laboratori per i bimbi o le iniziative. Il tutto condito puntualmente con l’attacco al “Cesto” che gestisce i Giardini Luzzati. Ogni anno la Lega (fino ad ora senza successo) tenta di usare come grimaldello l’evento per tentare di far scattare un’azione dell’Amministrazione contro la gestione. Buon peso, la Lega, nel proprio comunicato ha parlato di una presunta posizione debitoria del Cesto nei confronti del Comune per la gestione dei Giardini. Filippo Bruzzone della lista Rossoverde (promotore della discussione in aula con una dichiarazione in apertura a «sostegno della LGBTQ+ nel mese del Pride») ha detto di aver chiesto informazioni come gruppo all’assessore al Sociale Lorenza Rosso che avrebbe smentito la circostanza.

La discussione, come è facile immaginare, è stata animata. Un consigliere per ogni gruppo ha preso posizione sul Village Kids e sul comunicato della Lega. A dare l’avvio ai toni più aspri da parte della minoranza è stata la dichiarazione della consigliera di Fratelli d’Italia Laura Gaggero, contestata con durezza da D’Angelo. Al che, il capogruppo di Liguria al Centro Nicholas Gandolfo ha urlando all’indirizzo del capogruppo Pd «e poi ci accusate di essere fascisti. Voi siete fascisti di sinistra». Cassibba è stato costretto a sospendere la seduta convocando la conferenza dei capigruppo.
Alla ripresa della seduta sono ripresi i duri confronti tra gli schieramenti. Cassibba, invece di applicare l’ammonimento al consigliere D’Angelo come gli suggeriva Marco Bucci, in osservanza al regolamento, ha dato una fragorosa manata al banco, è esploso in un “Porca puttana” a microfoni aperti, ha sospeso la seduta ed è sceso di gran carriera dal banco della presidenza dirigendosi verso D’Angelo e i banchi del Pd nella Sala Rossa. «Si deve vergognare, faccia attenzione, faccia attenzione» ha gridato, mentre l’assessore alla Sicurezza Sergio Gambino lo trascinava via e alcuni consiglieri Pd si frapponevano tra lui e D’Angelo. Al rientro, Cassibba ha esortato tutti i consiglieri «compreso me stesso», ha detto, a «mantenere un certo rigore istituzionale». Il Pd, la Lista Rossoverde e Cristina Lodi non sono più rientrati in aula. Il consigliere del Movimento Cinque Stelle Fabio Ceraudo ha chiesto al Sindaco di rimandare la discussione sulla diga senza la presenza di gran parte dell’opposizione, spiegando che anche lui avrebbe abbandonato l’aula. Mattia Crucioli (Uniti per la Costituzione) ha parlato di «uno strappo istituzionale» con «anche il rischio di fisicità». Un comportamento che, ha detto, «almeno in queste aule non dovrebbe avvenire».
Non è un mistero che la conduzione del presidente Cassibba non da ora è poco gradita anche ad alcuni elementi della maggioranza che vedrebbero di buon occhio la sua sostituzione, magari per prenderne il posto.


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