La Procura sequestra la nave destinata ad accogliere le forze di Polizia per il G7, compresi 40 agenti del battaglione mobile di Genova

Nei giorni scorsi le denunce dei sindacati, ricche di foto e video che mostravano una situazione allucinante. Oggi la decisione di sequestro determinato dalle «rilevanti criticità igienico/sanitarie e gravi carenze alloggiative, tali da integrare il reato di frode nelle pubbliche forniture»

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la denuncia del “provinciale” del sindacato Fsp Polizia di Stato relativo alle condizioni della nave che avrebbe dovuto ospitare, insieme a colleghi e militari della Guardia di Finanza (in totale 2.500), anche 40 lavoratori della Ps del 6º Battaglione Mobile. Da parte dei sindacati di Polizia di tutta Italia c’era stata la pubblica denuncia delle condizioni di degrado e igienicosanitarie della nave.

La nave, oggi si chiama Goddess of the night, è la ex Costa Magica, ora di proprietà di Mykonos Magic Inc.
«Gli elementi “sinora raccolti dalla polizia di Stato e la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi anche di natura tecnica – spiega una nota della polizia di Brindisi – ha reso necessaria l’adozione del decreto di sequestro della motonave».
Con i poliziotti che hanno messo in atto il sequestro probatorio deciso dalla Procura, sono saliti a bordo, per gli aspetti di competenza, dalla Capitaneria di Porto e dai carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità (Nas).
Intanto i 2.500 appartenenti alle Forze dell’ordine sono stati trasferiti su traghetto Gnv Azzurra e in altre strutture ricettive della zona. I poliziotti arrivati da Genova sono stati trasferiti in un hotel di Lecce.
Anche i vertici di Fsp Polizia di Stato erano presenti oggi al porto di Brindisi nel corso della notifica di sequestro d’urgenza della nave che era stata fornita per alloggiare il personale, ma poi si è scoperta essere inadeguata. Valter Mazzetti, segretario Generale Fsp Polizia di Stato, insieme al segretario generale aggiunto, Fabrizio Lotti, responsabile dell’Ordine pubblico, sono saliti sulla nave insieme al questore Giampietro Lionetti, il dirigente della Squadra mobile, Giorgio Grasso, il comandante della Capitaneria di Porto, Luigi Amitrano. Le ipotesi d’accusa per cui si procede sono quelle previste agli articoli 355 e 356 del codice penale, inadempimento di contratti in pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture. «Attenderemo ora gli sviluppi giudiziari di questa vicenda – conclude Mazzetti -, mentre nell’immediato resta da risolvere il problema di alloggiare dignitosamente la parte del personale che è ancora in attesa di diversa sistemazione dopo il vero e proprio ‘sfacelo’ che si è verificato lunedì. Ma chiediamo naturalmente che sia fatta piena e totale chiarezza su tutti gli aspetti di una vicenda che ha dell’incredibile».
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