Coppia ridotta in fin di vita a colpi di roncola, i Carabinieri fermano l’ex fidanzato della figlia. Le aveva inviato messaggi in cui aveva minacciato i genitori

Il ragazzo si era reso irreperibile ed è stato individuato questa notte dai militari dell’Arma in un’area boschiva, presso il rifugio “Astras” nella zona di Santo Stefano D’Aveto. La procura, in base ai gravi elementi a suo carico, ha appena disposto il fermo per tentato omicidio aggravato. Nella fuga, riuscendo a far partire il suv delle vittime pur avendone rubato le chiavi, si era accontentato della loro Fiat 500, ma dopo poco era uscito di strada. Ha ammazzato per spregio anche il cagnolino della famiglia che, conoscendolo, gli era andato incontro. In alcuni messaggi alla ex aveva minacciato sia il povero animale sia i genitori

Ci sarebbero la gelosia e la vendetta alla base della serata di follia violenta qdi cui sono rimasti vittima il sessantacinquenne Angelo Imporzano e la sessantaduenne Karin Dupres che abitano nella località Celesia di San Colombano Certenoli: un piccolo gruppetto di case in mezzo al verde nella Val Fontanabuona.

I carabinieri hanno fermato stanotte un venticinquenne, ex fidanzato della figlia della coppia. Si tratta del venticinquenne Andrea Bandini, nato a Mosca (Russia) ma con cittadinanza italiana. Ha reso spontanee dichiarazioni e ha confessato.
I due coniugi, di 62 e 65 anni, mentre si trovavano all’interno della propria abitazione, ubicata in località Celesia di San Colombano, venivano aggrediti al volto e al cranio mediante l’uso di una roncola. Nell’azione delittuosa veniva ucciso anche il loro cane di piccola taglia. Successivamente venivano sottratte le chiavi delle loro due autovetture, la prima una Volkswagen T-Roc che il malvivente non riusciva ad asportare poiché non riusciva ad inserire la retromarcia, la seconda una fiat 500. Proprio su questa autovettura avveniva la fuga del colpevole, quando veniva scoperto da dei vicini di casa che si erano avvicinati all’abitazione della vittima poiché avevano sentito rumori strani seguiti da lamenti.
Il fuggitivo durante il tragitto, a poca distanza dal luogo del reato, perdeva il controllo del mezzo uscendo fuori strada, ed abbandonando così l’auto. Quella che poteva apparire come una rapina in abitazione degenerata, non convinceva i carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova e della Compagnia di Chiavari.
L’immediata e complessa attività di indagine faceva emergere la figura dell’ex fidanzato della figlia della vittima che non aveva mai accettato la fine della relazione quinquennale soprattutto da quando la ragazza aveva iniziato una nuova storia con altro partner.
I messaggi sul telefono della ragazza da parte dell’ex si facevano sempre più insistenti tanto da arrivare a minacciare, più o meno velatamente, il suo cane ed i suoi genitori.
Dallo scorso venerdì l’uomo lasciava la propria abitazione dove si trovava in affilto e decideva di non utilizzare più il proprio telefono al fine rendersi irrintracciabile.
Presumibilmente, nella giornata di sabato si introduceva in una casa non abitata a pochi metri dall’abitazione dei genitori della sua ex fidanzata. La domenica sera, intorno alle 22:00, decideva di portare a termine il suo disegno criminale: si arrampicava lungo la parete esterna fino a raggiungere la terrazza della casa dove, proprio in quel momento, la mamma della sua ex stava per chiudere le imposte. La aggrediva violentemente con una roncola colpendola al viso e alla testa. La donna chiamava il marito in aiuto mentre l’uomo, entrato nella camera da letto, prima uccideva il cane che gli andava incontro e poi colpiva con altrettanta veemenza il marito della donna in bagno. Poi, prelevate le chiavi delle auto, scappava dall’abitazione.
Presa la 500, dopo poche curve usciva di strada, riusciva a non ferirsi e fuggiva a piedi nel bosco. Le ricerche dei Carabinieri si estendevano in tutta la zona del Tigullio, soprattutto nelle zone più montuose. Giungeva quindi una segnalazione secondo cui il fuggitivo si era allontanato verso un rifugio tra i boschi a circa 2 ore a piedi da Santo Stefano d’Aveto
Il Comando Provinciale dei Carabinieri organizzava immediatamente, nonostante fosse notte fonda, le ricerche all’interno dell’aria boschiva che veniva pattugliata a piedi con l’intervento dei militari del Reparto Operativo, della Compagnia di Chiavari, della Stazione di Santo Stefano d Aveto e dei carabinieri Forestali.
I militari giungevano al rifugio “Astas” e, dopo avere circondato la struttura, entravano all’interno bloccando l’uomo dopo un tenue tentativo di resistenza. Il venticinquenne è stato poi sottoposto ad interrogatorio presso la Procura ,al termine del quale, in considerazione del grave quadro indiziario derivante dalle indagini dei carabinieri, il Pubblico Ministero disponeva il fermo per tentato omicidio aggravato dalla crudeltà. Veniva quindi associato presso il carcere di Marassi.
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