Mozione di sfiducia, lettera di Toti, affondo delle opposizioni, manifestazione davanti al consiglio regionale, battibecchi tra il pubblico

La mozione è stata firmata da tutti i consiglieri della minoranza tranne Pippo Rossetti di Azione, oggi assente perché ha chiesto un congedo per motivi personali. Sansa denuncia: «Gli spalti del pubblico in sala sono stati concessi a sostenitori del centrodestra prenotati». Il presidente Medusei: «Non mi risulta. Come sempre, chi primo arriva si siede nei banchi del pubblico». Appassionata difesa del presidente della Regione sospeso da parte dei consiglieri di maggioranza

Prima dell’apertura dei lavori dell’assemblea regionale c’è stata una riunione dei capigruppo che ha fatto slittare l’avvio dei lavori di circa 40 minuti.

Nel frattempo, fuori dai cancelli si teneva una manifestazione a sostegno della mozione di sfiducia. Decine di scarpe “vuote” sistemate davanti alla sede del consiglio ed è comparso lo striscione «la corruzione fa sparire le persone comuni».
I lavori del consiglio hanno registrato le intemperanze delle persone presente nello spazio in sala riservato al pubblico, anche sotto forma di battibecchi tra le due fazioni. Sono dovuti intervenire i guardiani giurati per calmare gli animi.
La seduta è stata sospesa perché si è interrotto, per un problema tecnico, lo streaming che consente a chiunque di assistere da casa all’assemblea ed è ripresa quando lo streaming è ripreso.
La lettera di Toti
Il capogruppo della Lista Toti Alessandro Bozzano ha letto una lunga lettera scritta dal presidente sospeso per l’inchiesta che lo coinvolge ed è agli arresti domiciliari.
«Con una miopia politica con rari precedenti, oggi, con questa mozione di sfiducia, le opposizioni tentano una spallata politica che non solo non riuscirà nei numeri, ma conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, tutta la loro inadeguatezza a guidare questa regione. Dopo un decennio di costanti sconfitte, politiche ed elettorali, la stessa classe dirigente della sinistra, che ha saputo deludere i cittadini più di ogni altra, in una Regione dove fortissime erano le sue tradizioni, oggi intravede, grazie ad una inchiesta della magistratura, la possibilità di recuperare un po’ del terreno perduto. Lo fa sfruttando l’eco di una inchiesta che al momento è solo tale, senza rinvii a giudizio e tanto meno senza condanne. Infatti, non diremo una parola su questa, neppure quello che potrei dire, imitando le opposizioni, sulle ombre lunghe che riguardano il Partito Democratico. Una mozione presentata di fretta, non sia mai che tutto si sgonfi – scrive Toti nella sua lettera, letta nell’aula del Consiglio regionale dal capogruppo della Lista Toti Alessandro Bozzano -. Qui sta il primo sintomo di debolezza politica. Perché nella vostra mozione non c’è nulla di politico, anzi, c’è il contrario. C’è una politica che anziché difendere le proprie prerogative, autonome e parallele a quelle degli altri poteri dello Stato, se ne fa megafono o ruota di scorta, nella speranza di raccogliere qualche briciola. Che delusione, per gli eredi di una tradizione che della centralità della politica aveva fatto la propria stella polare, ritrovarsi oggi a balbettare e ripetere quanto letto sui giornali circa un’inchiesta ancora tutta da verificare. Ci saremmo aspettati, anche da parte vostra, una orgogliosa volontà di portare avanti un mandato popolare, che pure anche voi per sedere qui avete ricevuto – sottolinea Toti nella lettera -. Ha purtroppo prevalso la volontà di screditare il vostro ruolo e quello del Consiglio di cui fate parte, chiamato da voi ad un dibattito pregiudiziale che anticipa le stesse rilevanze istruttorie. Avete deciso di continuare sulla strada di una politica con la ‘p’ minuscola, subalterna, pur di approfittare di questo presunto momento di debolezza, cercando di raggiungere un obiettivo che non ritenete raggiungibile con le vostre capacità e la vostra credibilità».
«Non vi preoccupate – continua il presidente sospeso – , anche oggi, come facciamo ormai da nove anni, siamo qui per rimediare alle vostre incapacità, oggi più palesi che mai, di confrontarvi sui temi e sui progetti, non sui pregiudizi. E anche oggi – prosegue Toti – vi dimostreremo che siamo in grado di assumerci, davanti agli elettori, le responsabilità che voi non siete stati in grado di fare proprie, e ci assumeremo le nostre responsabilità grazie all’impegno di questa maggioranza, della giunta e in particolare del presidente ad interim Alessandro Piana, a cui va la mia grande riconoscenza per come sta portando avanti con grande impegno il grande lavoro iniziato insieme tanti anni fa. La vostra Liguria era una entità geografica, non una realtà amministrativa. La vostra Liguria era una terra in ombra, felice di stare un passo indietro, nella speranza che scomparendo dalla mappa della politica scomparisse anche la mediocrità della sua classe dirigente. La vostra Liguria era una Regione in cui l’ambizione era una colpa, il merito qualcosa da nascondere, per evitare spiacevoli confronti, l’appiattimento una virtù, l’impresa privata non una risorsa, ma un simbolo di egoismo, oddio, forse non proprio tutte. Una Liguria dove ‘voler fare’ era un peccato, l’inconcludente dibattito in sezione un surrogato del dovere di scegliere. Oggi la Liguria è qualcosa di altro e lo rivendichiamo con maggiore orgoglio che mai. Oggi la Liguria è un modello di capacità di scelta, di attrazione degli investimenti, di velocità di realizzazione».
«Ci siamo chiesti il perché del vostro odio verso ogni infrastruttura che stiamo realizzando, verso ogni progetto che si sta costruendo – prosegue il presidente sospeso -. Anche quelli che pure voi in altri tempi avreste voluto. Ci siamo chiesti perché il vostro tifo sfegatato per ogni inciampo, per ogni bizantinismo che possa rallentare qualcosa che pure sapete che serve, per ogni esposto, comitato, per ogni no di qualsiasi tipo. Pure quelle stesse opere che altrove, a Roma, avete approvato, qui non riuscite a farle vostre. Oggi, con la vostra mozione arruffata e confusa, che mette tutto insieme, anche questo odio si comprende meglio: voi non odiate le opere e i progetti in quanto tali, voi li odiate in quanto unità di misura della vostra incapacità, passata e presente. Voi odiate quello che ricorda, e soprattutto ricorda agli elettori, la vostra mediocrità e inconcludenza. Odiate ciò che testimonia la vostra incapacità di scegliere e agire. Odiate cioè tutto ciò che richiama la vostra incapacità, che distingue la vostra impreparazione al Governo da chi invece sa assumersi questa responsabilità. Voi volete distruggere il “modello Liguria” che in questi anni, con la orgogliosa reazione al crollo del Morandi è stato costruito. Anzi, volete che qualcos’altro lo distrugga per voi, mentre voi fate il tifo dagli spalti, senza neppure il coraggio di scendere in campo. Ve lo dico ora e per il futuro, non esistono carte bollate di un Tribunale che possano surrogare la vostra insipienza e il vostro opportunismo. Cari amici delle opposizioni, oggi non solo perderete nel voto di questa mozione, ma ancor prima avete perso il senso del vostro ruolo e credendo di sottolineare una nostra debolezza, non vi siete resi conto di aver mostrato invece tutta la vostra. Per questo, oltre la mozione, continuerete a perdere anche le elezioni».
Ha detto il capogruppo della Lista Toti Alessandro Bozzano: «I tempi ci diranno l’esito di una inchiesta da cui nessuno vuole sottrarsi, anzi, il Presidente Toti fin da subito si è messo a disposizione dei magistrati per chiarire tutti i contorni di questa vicenda e sono certo che i magistrati avranno la sensibilità politica nel consentirgli di tornare presto in consiglio regionale ed affrontare, nei termini dovuti e nei tempi opportuni, tutte le valutazioni che dovremo fare, nel Governo, nella maggioranza e in questa aula. Oggi, come lui ha fatto, noi rivendichiamo l’interesse pubblico in ogni nostra scelta. E sono certo che anche la maggior parte dei liguri comprendano e apprezzino il cammino fatto e i risultati raggiunti dal nostro Governo. Pochi nostalgici, per ideologia o odio sociale, vorrebbero vedere oggi la Liguria tornare ad essere un pezzo sbiadito di una cartina geografica del passato che voi rappresentate. Non accadrà. Oggi noi siamo più uniti che mai – sottolinea Bozzano – ringrazio a nome del presidente Toti tutti i leader locali e nazionali che hanno senza tentennamenti espresso la propria opinione e posizione. Uno su tutti, Matteo Salvini, che, venendo a posare il primo cassone della diga la settimana scorsa, non solo si è preso un merito che gli spetta, ma ha rivendicato una storia che è di tutti noi. Quindi chiudo come ha chiuso il presidente: cari amici delle opposizioni oltre la mozione, perderete anche le elezioni quando si andrà a votare perché il centro destra unito in questa regione ha cambiato la Liguria e non ha intenzione di fermare il suo percorso di crescita e di sviluppo di cui uno dei protagonisti si chiama sicuramente Giovanni Toti».
L’attacco del capogruppo Pd
«Che Toti provi, dagli arresti domiciliari, a condizionare la discussione in Consiglio Regionale che riguarda la sua sfiducia mi sembra già surreale, se non patetico – commentava, questa mattina, nella sua newsletter, il capogruppo del Partito Democratico-Articolo Uno in Consiglio Regionale, Luca Garibaldi -. Anche perché c’è un motivo molto semplice per cui non può intervenire in aula sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, cioè che è agli arresti domiciliari da un mese per un inchiesta che ha decapitato la Regione, il porto di Genova e devastato la credibilità delle istituzioni liguri. Non so sulla base poi di quali risultati, Toti possa pensare di avere titolo per dare lezioni di buon governo, visto il collasso politico istituzionale in cui ha portato la regione. Basterebbe questo. Ma ci sono da sottolineare alcuni aspetti, perché questa iniziativa è un segnale di debolezza e di nervosismo da parte di Toti. Perché una maggioranza compatta non ha bisogno di nessuno che dica di respingere la mozione di sfiducia, intimando ad andare avanti, usando come tramite un assessore regionale. Si tratta anche di mancanza di fiducia da parte di Toti nei confronti della sua giunta, della maggioranza e della sua lista. Quando il facente funzioni Piana sostiene che la giunta è in grado di andare avanti anche senza Toti, viene smentito dal fatto che il primo atto della nuova giunta senza Toti è quello di andare a prendere la linea da Toti, seppur agli arresti domiciliari, tramite un assessore. Toti considera così poco autonoma e capace la sua maggioranza da dover sollecitarla a respingere la mozione di sfiducia con una lettera pubblica. E si fida così poco anche del suo vice presidente facente funzioni che consegna la “lettera di difesa” non a Piana, ma ad un altro assessore della sua lista. Lettera che leggerà il capogruppo della sua lista, perché Toti si fida talmente poco delle capacità dei suoi che preferisce che leggano un suo testo piuttosto che lasciarli liberi di dire quello che pensano. Ora, a dimostrarci che la Giunta e la maggioranza non è in grado di andare avanti da sola senza Toti è lo stesso Toti. Un piccolo e pacato suggerimento: Toti l’unica lettera che dovrebbe mandare al Consiglio è quella di dimissioni per tornare al voto e liberare la Liguria».
Il dibattito della mattina
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha illustrato la mozione rilevando che si tratta di un atto politico necessario perché il centro destra avrebbe perso la capacità di amministrare e ha illustrato nel dettaglio le motivazioni dell’iniziativa assunta. Secondo il consigliere in questi anni di amministrazione del centro destra ci sarebbe stata una espropriazione della democrazia in quanto il dibattito sulle più importanti scelte per la Regione sarebbe stato trasferito dal Consiglio in altre sedi, riservandolo ad un ristretto numero di persone. Garibaldi ha poi criticato la gestione dell’assistenza sanitaria, le scelte in materia ambientale rilevando che l’attuale amministrazione non avrebbe rappresentato in questi anni gli interessi dei cittadini liguri e ha manifestato forte apprensione per il futuro della Regione. Il consigliere, dunque, ha ribadito la necessità di sciogliere l’Assemblea legislativa e di tornare al voto il più presto possibile.
Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha letto in aula una comunicazione del presidente della giunta regionale Giovanni Toti. Il presidente ha accusato la minoranza di miopia politica e di inadeguatezza a guidare la Liguria e ha rilevato che la mozione di sfiducia è uno strumento, peraltro inutile, per sfruttare l’inchiesta della magistratura.
Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha replicato alle critiche alla minoranza contenute nella relazione del presidente Toti e ha ribadito la necessità di rispettare nell’agire amministrativo le regole, in quanto permettono una giusta competizione evitando i privilegi per pochi. E, secondo il consigliere, l’attuale amministrazione non avrebbe rispetto gli interessi dei cittadini.
Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha ringraziato il vicepresidente Piana per aver accettato di guidare la giunta in modo da non bloccare i progetti in corso e quelli in itinere e ha rivendicato i risultati delle ultime due legislature e, in particolare, ha contestato la ricostruzione in base alla quale l’entroterra non avrebbe ricevuto risorse. Mai, infine, ha ribadito l’importanza del garantismo in ogni occasione e fino al terzo grado di giudizio.
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha spiegato che la mozione di sfiducia è il massimo atto politico che una minoranza può presentare e discutere in una Assemblea legislativa e ha sottolineato che questo tipo di iniziativa non riguarda gli aspetti giudiziari, ma è solo politica e, a questo proposito, ha criticato la scelta di far dimettere gli assessori da consiglieri e le politiche in campo sanitario, sul turismo e sull’occupazione.
Stefano Balleari (FdI) ha detto che il centrodestra ha restituito dignità alla Liguria, ha ricordato le emergenze che l’amministrazione ha affrontato e superato, non dimenticando anche iniziative di promozione del territorio. Il consigliere ha respinto le accuse di fallimento della giunta Toti, avanzate dalla minoranza, e ha detto che la maggioranza attende un confronto politico con il presidente, che verrà fatto quando sarà possibile.
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha ribadito la propria posizione di garantista rispetto all’inchiesta e ha precisato che la mozione non è stata presentata per dare un giudizio penale, ma politico sulla gestione amministrativa e ha ricordato tutte le deleghe che il presidente della giunta ha ricoperto e ricopre, concentrando su di sé, conseguentemente, molte responsabilità sui risultati non positivi raggiunti, soprattutto nella sanità.
Claudio Muzio (FI) ha ricordato che la Costituzione pone il garantismo tra i principi fondamentali dell’ordinamento e che la legge prevede come la giunta debba andare avanti in caso di impedimento temporaneo del presidente. Muzio ha fatto riferimento ai problemi ereditati nel 2015, come il disavanzo in sanità, e al lavoro della Commissione antimafia, che, vista la posizione rigida assunta oggi dalla minoranza, rischierebbe di spaccarsi.
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato che la mozione di sfiducia è un atto strettamente politico e, a questo proposito, ha rilevato il giudizio negativo della minoranza sulla gestione della Liguria da parte dell’attuale maggioranza. In particolare il consigliere ha citato la gestione sanitaria nel ponente ligure relativamente alle “case di comunità” e alla carenza di personale negli ospedali e nelle strutture territoriali.
Mabel Riolfo (Gruppo misto- Liberale)) ha detto che è innegabile che la Liguria e Genova siano migliorate in questi anni e che, se si punta il dito su un sistema di potere, questo sistema riguarda, eventualmente, tutte le parti politiche e non solo alcune. Secondo il consigliere negare al presidente la possibilità di difendersi personalmente nel Consiglio regionale è una grave violazione dei suoi diritti e delle sue prerogative di presidente eletto.
Angelo Vaccarezza (FI) ha accusato la minoranza di fare un comizio elettorale nella speranza che ci siano presto le elezioni, ma ha sottolineato che i consiglieri non possono decidere di “staccare la spina” se pensano che sia più conveniente andare al voto. Rispetto alle accuse della minoranza sulla sanità, il consigliere ha ricordato l’operazione effettuata dalla precedente amministrazione per cercare di sanare il deficit del settore.
Chiara Cerri (Cambiamo con Toti presidente) ha detto che i dati oggettivi indicano come la Liguria stia andando bene, ha criticato l’uso politico ed elettoralistico dell’inchiesta giudiziaria e ha sostenuto che tutti hanno diritto di farsi un’opinione sulle indagini in corso e sulle notizie uscite sui media, ma il Consiglio regionale non dovrebbe, con i propri atti come sarebbe una mozione di sfiducia, anticipare le sentenze.
Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che questa vicenda contribuisce a far perdere credibilità alle istituzioni. Secondo il consigliere, inoltre, il modello di governo della maggioranza è sbagliato e che l’uso personalistico delle istituzioni non può essere un modello da seguire. E, a questo proposito, ha citato il trasferimento della nave rigassificatore Golar Tundra da Piombino a Vado ligure
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