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Al museo delle Raccolte Frugone, Baccani racconta “La stagione dei Kursaal: una riviera per ricchi”

L’architetto è stato anche il curatore del ciclo di incontri che si concludono con l’appuntamento di oggi. Racconterà della moda riservata a chi poteva permetterselo, quella di frequentare le strutture nate in Germania nell’Ottocento e che in Liguria sbarcarono Alassio, Bordighera e Rapallo, ma anche in corso Italia a Genova in quello che ora chiamiamo “Novo Lido” e all’epoca di chiamava proprio Kursaal. Fu inaugurato nel 1908

Ultimo incontro del ciclo di conferenze “Gli architetti raccontano…”, oggi, mercoledì 29 maggio, alle 17:15

Relatore di questo mercoledì Jacopo Baccani, curatore dell’intera iniziativa, che parlerà di “La stagione dei Kursaal: una riviera per ricchi”.

Il kursaal (in tedesco “sala per le cure”), anche conosciuto come kurhaus (“casa di cura”) e kurcasino, è una struttura turistica o alberghiera in grado di offrire intrattenimenti mondani e vari servizi fra cui sale da ballo, ristoranti, stabilimenti balneari e termali, sale di lettura, da gioco, casinò, teatri e piste da tiro a segno.
I primissimi kursaal risalgono all’Ottocento, e includono perlopiù edifici tedeschi come il Kurhaus di Wiesbaden e l’area intrattenimento del centro termale di Bad Ems, entrambi costruiti durante la prima metà del secolo. Oltre ad aver preso piede in Germania, la moda dei kursaal attecchì in tutta Europa fra la seconda metà del secolo e i primi decenni del Novecento come confermano alcuni esempi architettonici di questo tipo situati in Belgio (il Casino-Kursaal di Ostenda), Svizzera (il Casinò di Interlaken), e Francia (il Kursaal di Besançon). Invece, fra i kursaal collocati in Italia si possono segnalare quelli di Merano (1874, ancora del periodo austro-ungarico), Milano (1909), Alassio, Bordighera, Rapallo (1901),Montecatini Terme (1906), San Pellegrino Terme (1907), Viareggio (su progetto dell’architetto Orsino Bongi, 1912) e Pescara (1910).

Prenotazione obbligatoria allo 0105576900 o biglietteriafrugone@comune.genova.it.
Partecipazione gratuita all’evento acquistando il biglietto d’ingresso del Museo (5 euro intero – 3 euro ridotto).


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