Ambiente 

Volpe avvelenata, muore tra atroci dolori. I volontari Enpa avevano provato a salvarla

L’animale non ce l’ha fatta. La carcassa è stata portata all’Istituto Zooprofilattico per risalire alle esatte case del decesso e scoprire quale sostanza la ha uccisa e tentare che altri animali facciano la stessa fine

«La nostra attività è fatta anche di momenti tristi: purtroppo non c’è stato nulla da fare per questa volpe, recuperata in un torrente nei pressi di Campo Ligure – spiegano all’Enpa -. Una femmina in preda fin da subito a spasmi e convulsioni, che non era nemmeno in grado di bere e mangiare. Nonostante le terapie provate, non si è più svegliata dal suo stato catatonico ed è deceduta in poche ore: tutto ciò che abbiamo potuto fare è stato alleviare le sue evidenti sofferenze somministrando anche calmanti e antidolorifici sperando che potesse pian piano riprendersi, ma così non è stato».

«Vista la grave sintomatologia neurologica, abbiamo pensato anche al cimurro ma le analisi hanno dato esito negativo – proseguono all’ente -. Sospettiamo l’ingestione di qualche boccone avvelenato o una grave intossicazione, per cui abbiamo mandato il corpo all’istituto zooprofilattico per ulteriori analisi – procedura che peraltro adottiamo con tutti gli animali che non ce la fanno. Ecco dunque che il ruolo del CRAS non si limita alla cura e alla riabilitazione degli animali ma anche a una fondamentale sorveglianza sanitaria sul territorio. In questo modo possiamo essere d’aiuto per eventuali indagini (come in questo caso) o per rilevare la presenza di patologie nella zona. Centri come il nostro, dunque, hanno un’importanza che va ben oltre quanto molti pensano e immaginano!».

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