Corteo Cgil e Uil contro la manovra del Governo. Circa 2mila in piazza

I sindacati Cgil e Uil hanno proclamato sciopero per l’intera giornata di oggi contro la legge di bilancio del Governo «e per una nuova politica economica, sociale e contrattuale che metta al centro i bisogni delle persone»

Cgil e Uil chiedono di «alzare i salari, estendere i diritti, offrire un futuro ai giovani e fermare il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati». Cgil e Uil lanciano l’allarme su sanità e sociale. La manovra del Governo, così come proposta, inciderà pesantemente sui conti liguri a partire proprio dal capitolo sanità già fortemente in affanno in particolare su liste d’attesa e personale. Nella serata di ieri il Governatore Toti ha convocato le organizzazioni sindacali per illustrare la manovra regionale. Se la manovra di Governo venisse confermata, alla Liguria potrebbero saltare 61 milioni di euro con evidenti difficoltà per la Regione a mantenere le promesse di abbattimento proprio sulle liste d’attesa in sanità e sui servizi a partire dal sociale».

Accanto alle rivendicazioni nazionali (superamento della Fornero, lotta all’evasione fiscale ecc.) Cgil e Uil saranno in piazza anche per tante emergenze liguri. «Serve una nuova strategia industriale per affrontare le crisi vecchie e nuove: Ansaldo Energia, Piaggio, Acciaierie d’Italia sono solo alcune delle industrie di respiro nazionale che attendono risposte serie e concrete dal Governo – spiegano i due sindacati -. Serve subito un piano straordinario di assunzioni nel comparto socio sanitario: occorrono medici, infermieri, operatori socio sanitari e personale ausiliario e l’abbattimento delle liste di attesa. Occorre potenziare il sistema degli enti locali: basta con i tagli ai Comuni e, quindi, ai servizi sociali. Su commercio e Grande Distribuzione serve subito un tavolo regionale per disegnare il futuro e un’occupazione di qualità anche a fronte delle nuove aperture. Destagionalizzare del turismo. Maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro e al mondo degli appalti e subappalti dove spesso si annidano condizioni di lavoro inaccettabili. No all’autonomia differenziata che favorirebbe ancora di più il divario tra regioni creando una frattura insanabile tra nord e sud. E chi pensa che la nostra regione ne trarrebbe giovamento sbaglia».







































Parte delle foto è di Nico Cadosh e Roberto Guastalla


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