Oggi a Genova 

Caso Ducale, Sgarbi: «Tutti i direttori a concorso». Bertolucci sbotta: «Non è così»

Dopo giorni di silenzio nonostante la bufera, la direttrice di Palazzo Ducale di fatto messa alla porta dal Consiglio della fondazione nonostante gli ottimi risultati raggiunti, sulla sua pagina Facebook, spiega che le cose non stanno come dichiara il sottosegretario alla Cultura in un’intervista al Secolo. Lo fa, spiega, «Per evitare che a forza di sentir ripetere determinati concetti, poi magari si finisca per pensare che siano veri»

Stamattina, sulle pagine del Secolo XIX (in un’intervista di Bruno Viani), Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, dichiara che i grandi direttori delle istituzioni pubbliche affrontano il concorso. Questo avvalorerebbe la linea della direzione “politica” di Palazzo Ducale e del sindaco Marco Bucci che dicono di aver deciso di lanciare il concorso (in realtà sarà una manifestazione di interesse con scelta finale del Consiglio, come quando si scelse Bertolucci). Ovviamente se fosse vero.
Il tema centrale è, secondo Bertolucci, che tutti i direttori dei grandi musei hanno ricevuto la conferma dopo 4 anni senza concorso. Proprio perché il secondo mandato si fa in continuità per proseguire e terminare il lavoro iniziato per un lasso di tempo che consente di portare avanti e chiudere i progetti. I concorsi scattano dopo i due mandati perché è stato imposto il divieto di fare il terzo, quello sì. Un caso locale? Alessandra Guerrini, nel luglio 2022, dopo 4 anni di mandato, è stata confermata senza concorso direttore regionale dei musei statali della in Liguria: Palazzo Reale e altre 11 strutture.

Sgarbi parla, in realtà, dei musei autonomi, come gli Uffizi o Capodimonte. E parla di due mandati, ma Bertolucci ne ha fatto solo uno. Poi dice che «Nessun rinnovo è automatico». Ma di casi di rinnovo dal primo al secondo mandato ce ne sono un’infinità.

Peraltro, la Fondazione è un ente di diritto privato, anche se alcuni dei soci sono pubblici e, quindi, il paragone con i musei statali, anche se fosse coerente sul numero di rinnovi, non sarebbe sensato.

Questo il post di Bertolucci

È legittimo che il consiglio di Palazzo Ducale cambi il direttore: in fin dei conti si tratta di un incarico fiduciario. Ma dovrebbe dire alla città perché vuole farlo nonostante gli ottimi risultati ottenuti dalla direttrice. Dovrebbe dire perché è venuta meno la fiducia. Perché se la ragione non sta nel “profitto” dell’operato di Bertolucci (difficile sostenere una tesi simile davanti all’opinione pubblica genovese e di addetti ai lavori nazionali e, infatti nessuno ha mai tentato di sostenerla), sarebbe opportuno spiegare ai genovesi dove sta.

Aggiornamento: Sgarbi ha emesso anche un comunicato ufficiale in cui si comincia a capire il motivo dell’esclusione di Bertolucci: il fatto di essere stata scelta dall’ex presidente Luca Bizzarri, nominato dal centrodestra e, però, liquidato a fine mandato. Sgarbi risponde a direttamente a Bizzarri, dopo le sue dichiarazioni e alle critiche dell’opposizione genovese.

«Non esiste un caso Serena Bertolucci: è un buon direttore, come ce ne sono tanti in Italia – si legge nella nota -. Direttori statali che hanno diretto gli Uffizi, Capodimonte, il Museo Nazionale Archeologico di Napoli, la Galleria di Perugia. I quali, dopo due mandati, quindi 8 anni, essendo scaduti, non possono più essere direttori in quelle sedi. Potranno partecipare ad altri concorsi per altri sedi. Se c’è qualcosa di trasparente sono certamente i concorsi. E a Genova adesso per la scelta del Direttore si farà un bando/concorso, così come si fa per il padiglione della Biennale di Venezia in cui non sono io, non è il Ministro a nominare, ma c’è una commissione che sceglie. La Bertolucci, a differenza di quello che accadrà adesso con il bando concorso, è stata invece scelta arbitrariamente da Luca Bizzarri, ex presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova, a cui voglio dire che la regola è il concorso, la cosa più semplice del mondo, che fa lo Stato, che si fa per la Biennale di Venezia, che si fa per il Padiglione di Italia, che si fa per gli Uffizi, per Capodimonte, per Brera. La Bertolucci è certamente bravissima, ma non è entrata per concorso. Sentire dunque in questi giorni una parte politica che lamenta la “mancanza di trasparenza” di fronte alla trasparenza assoluta, che è quella del concorso, è semplicemente ridicolo».

Bisognerà vedere, quindi, se il bando sarà un vero concorso o una manifestazione di interesse come quella attraverso la quale il consiglio ha scelto Bertolucci. Secondo quanto è dato di capire dal comunicato del Ducale di qualche giorno fa e dalle successive dichiarazioni rilasciate, sarebbe una manifestazione esattamente come quella dopo la quale fu nominata Bertolucci. In questo caso, tutto lo spirito del discorso del sottosegretario verrebbe a cadere.

Giova ricordare, come scritto sopra, che Palazzo Ducale non è un museo pubblico ma una fondazione di diritto privato, che Bertolucci è al primo mandato e non al secondo e, infine, che nessuno (né Costa, né Bucci, né Toti né lo stesso Sgarbi) hanno mai messo in dubbio la bontà del suo operato.

Related posts