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Lavoratrice 49enne denuncia: «Lasciata a casa perché troppo vecchia». La Lista Sansa: «Ha deciso Esselunga o un’agenzia di marketing?»

I consiglieri regionali Sansa e Centi chiedono a Esselunga un chiarimento sulla vicenda della lavoratrice di 49 anni a cui sarebbe stato chiesto di non essere in turno per favorire ragazze più giovani in vista dell’inaugurazione. Per Candia «La precarietà continua quindi ad essere la cifra dell’occupazione ligure, soprattutto nel lavoro femminile»

“Auspichiamo che Esselunga intervenga celermente per chiarire la discriminazione subita e denunciata da una sua lavoratrice, ‘colpevole’ per l’azienda di avere 49 anni”. Così i consiglieri regionali della Lista Sansa Ferruccio Sansa e Roberto Centi sul caso denunciato dalla lavoratrice assunta dal supermercato per la nuova sede genovese di San Benigno, e poi tenuta di riserva per favorire le colleghe più giovani nei giorni dell’inaugurazione.

“La prima cosa che vorremmo sapere è se questa decisione, che la lavoratrice dice di aver appreso su Whatsapp, sia stata compiuta direttamente da Esselunga oppure dall’agenzia cui si è rivolta la donna – sottolinea Ferruccio Sansa -. Nella seconda ipotesi ci auguriamo che il colosso della grande distribuzione prenda immediatamente e pubblicamente le distanze da questa decisione discriminatoria nei confronti di una lavoratrice”.

“Se la decisione è veramente di Esselunga e non di un’agenzia pubblicitaria, avvezza a ragionare in base a immagini attrattive stereotipate – aggiunge Roberto Centi – si tratta, oltre che di mancanza di rispetto, anche di un errore di marketing, dato il carattere generalista, non giovanilista né elitario dell’offerta di una catena di supermercati”.

“Noi clienti abbiamo un grande potere nella possibilità di scegliere dove fare i nostri acquisti – conclude Sansa -. Esselunga sostiene il centrodestra, apre ovunque nuove sedi con varianti urbanistiche talvolta votate a tempi di record e con le sue aperture rischia di cancellare il piccolo e medio commercio di interi quartieri. Ci auguriamo, almeno, che non adotti quei comportamenti con le donne che noi non condividiamo e che una sua lavoratrice ha invece denunciato”.

Per la consigliera regionale della Lista Sansa, Selena Candia, la vicenda va inquadrata all’interno del quadro più ampio, e complesso, della precarietà dell’occupazione femminile. “La protagonista della vicenda è una lavoratrice a cui è stato sottoposto un contratto a chiamata dal 24 maggio al 30 giugno – sottolinea Candia -. La precarietà continua quindi ad essere la cifra dell’occupazione ligure, soprattutto nel lavoro femminile”.

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