Gratarola: «Rems a rischio evasione». In quella di Pra’ potrebbe presto arrivare l’assassino Luca Delfino

L’assessore alla Sanità ha ricordato in Consiglio regionale che le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sono luoghi di cura per pazienti psichiatrici, non di carceri: «È possibile evadere anche se sono stati messi in campo sistemi di controllo» ha detto Gratarola. Al Rems non ci sono agenti, ma psichiatri, psicologi, infermieri, oss, assistenti sociali educatori e terapisti. Poco più di due anni fa gli abitanti della della zona avevano scritto a tutte le autorità, esasperati per le continue evasioni. C’è chi s’è trovato gli evasi in giardino. Tutto questo mentre dalle griglie arrivavano grida, parolacce, commenti scurrili e minacce

Pare imminente la scarcerazione di Luca Delfino, condannato a 16 anni e 8 mesi per l’assassinio della ex fidanzata, Maria Antonia “Antonella” Multari, massacrata a coltellate nel 2007. Uscirà dal carcere dopo aver scontato la pena tra giugno e luglio e dovrà scontare ancora 7 anni e mezzo in una rems. Ai 6 anni e mezzo di ospedale psichiatrico giudiziario (chiusi per legge e sostituiti dalle rems nel marzo 2015) si è recentemente aggiunto un altro anno perché il tribunale di sorveglianza di Vercelli ha deciso nei giorni scorsi che è ancora pericoloso perché non ha manifestato un pentimento reale oltre ad aver offerto a un compagno di cella – secondo la testimonianza, ritenuta attendibile – cinque mila euro perché gli trovasse chi uccidesse, facendolo sembrare un incidente, Bruna Biggi, sorella di un’altra ex, Luciana Biggi, sgozzata nel 2016 centro storico di Genova con un coccio di bottiglia. Per quell’omicidio, Luca Delfino fu assolto e a lungo infuriarono le polemiche per i sopralluoghi mal condotti dalle forze di Polizia nell’immediatezza dell’omicidio che non consentirono di preservare la scena del crimine e di inchiodare l’ex barista, oggi 46enne, nonostante le telecamere di sorveglianza della zona lo avessero inquadrato nell’area prima e dopo l’omicidio e nonostante fosse stato appurato che i due avevano litigato poco prima.

Delfino, dopo la sua scarcerazione, sarà portato alla rems di Pra’, dove sarà oggetto anche di trattamenti farmacologici e dove lui stesso a chiesto di andare perché il padre possa occuparsi di lui. Oggi l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola, rispondendo a un’interrogazione di Brunello Brunetto (Lega), sottoscritto da tutto il gruppo del Carroccio, ha detto chiaro e tondo che, non essendoci guardie armate, un minimo rischio di evasione esiste.
Poco più di due anni fa gli abitanti della località Fagaglia, in cui si trova la rems “Santa Caterina” avevano scritto a tutte le autorità, esasperati per le continue evasioni. C’è chi s’è trovato gli evasi in giardino. Tutto questo mentre dalle griglie arrivavano grida, parolacce, commenti scurrili e minacce. Il tutto corredato da foto eloquenti
Brunetto ha chiesto alla giunta che sia garantita la sicurezza presso le rems. Il consigliere ha rilevato che la normativa non prevede in capo allo Stato un servizio di sicurezza, ma che questo avviene esclusivamente a carico delle strutture stesse e che la rems di Calice al Cornoviglio (SP) potrebbe ospitare l’autore di un duplice omicidio e la rems di Pra’ un uomo condannato per omicidio, Delfino, appunto.
L’assessore alla sanità Angelo Gratarola ha spiegato che le rems di Genova–Pra’ e di Calice al Cornoviglio ricevono ogni anno un finanziamento per coprire l’intera gestione delle attività, di cui una parte è destinata alla sicurezza legata agli aspetti edilizi e alla vigilanza, e che, al di là dei casi mediatici, sono già presenti nelle due strutture pazienti che hanno compiuto delitti anche gravi. Gratarola ha, comunque, assicurato l’attenzione della giunta sul tema.
Le rems sono nate per accogliere le persone affette da disturbi mentali, autrici di reati, a cui viene applicata dalla magistratura la misura di sicurezza detentiva del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o l’assegnazione a casa di cura e custodia.
Hanno sostituito gli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) aboliti nel 2013 e chiusi definitivamente il 31 marzo 2015, anche se l’internamento nelle nuove strutture ha carattere transitorio ed eccezionale in quanto applicabile “solo nei casi in cui sono acquisiti elementi dai quali risulti che è la sola misura idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla pericolosità sociale dell’infermo o seminfermo di mente”.
La gestione della residenza e delle sue attività è di esclusiva competenza della Sanità mentre le attività di sicurezza e di vigilanza esterna nonché l’accompagnamento dei pazienti in ospedali o ad altre sedi sono svolte, tramite specifico accordo, d’intesa con le prefetture. Con l’autorità prefettizia vanno concordati anche gli interventi delle forze dell’ordine competenti per territorio, nelle situazioni di emergenza e di sicurezza.


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