Oggi a Genova 

Il Comune sospende le licenze al franchisee di Taffo a Genova per non conformità rispetto ai requisiti della legge regionale

L’azienda, la Goodbye, avrebbe comunicato nella Scia di non avere i requisiti previsti in termini di consistenza di personale, mezzi e dotazione, ma di avvalersi, come è consentito dalla norma, di un’altra azienda. Per ora ha utilizzato i servizi di una piccola azienda genovese che però, sempre a norma di legge regionale, non avrebbe uomini e mezzi in numero tale da poter offrire il servizio a terzi

Non ha portato benissimo all’azienda genovese che conduce qui il franchising dal colosso delle onoranze funebri Taffo l’inaugurazione scaramantica il lunedì 13 gennaio. Nel corso dei normali controlli per verificare la corrispondenza delle autocertificazioni presentate nella Scia sarebbe emerso che non sarebbero soddisfatti alcuni dei requisiti previsti dalla legge regionale per quanto riguarda le onoranze funebri. L’azienda potrà operare per qualche giorno per smaltire i contratti già acquisiti e non mettere in difficoltà le famiglie che hanno già firmato i contratti. Poi, per tornare ad operare, dovrà integrare direttamente i requisiti richiesti o procurarsi presso altre aziende del settore che abbiano i requisiti i servizi previsti.

La nota del Comune

A fine novembre gli uffici del Commercio del Comune di Genova hanno rilasciato la società che opera per conto della Taffo funeral services a Genova la Scia-Segnalazione certificata di inizio attività per vendita prodotti.
A gennaio la stessa società ha fatto richiesta e ottenuto la licenza di Agenzia di affari dagli uffici del Commercio.


Già a marzo 2022, quando gli uffici del Commercio avevano avuto un primo contatto con il titolare dell’azienda, era stato comunicato che, oltre alle pratiche di competenza del Commercio, si sarebbero dovute avviare le pratiche con Servizi civici come da Legge regionale 10 luglio 2020, nº 15 disciplina in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali e norme relative alla tumulazione degli animali di affezione. In questi giorni, al momento della presentazione della documentazione ai Servizi civici del Comune di Genova, la società indicata dalla Taffo per effettuare il trasporto funebre è risultata mancante dei requisiti di legge sopra citati (sul personale e mezzi di trasporto necessari per fornire il servizio ausiliario).
Il permesso a svolgere l’attività pertanto sarà rilasciato quando l’operatore per conto della Taffo del trasporto funebre risulterà avere i requisiti indicati dalla norma regionale o verrà scelto dalla Taffo un altro operatore di trasporto funebre in regola con le prescrizioni di legge. Per evitare disagi alle famiglie che hanno già prenotato un servizio con l’operatore, i Servizi civici del Comune hanno concesso una deroga per espletare le prenotazioni.

Cosa dice la legge regionale

La legge regionale nº15 del 10 luglio 2020 dispone che ogni azienda che richiede la Scia a un Comune abbia la «disponibilità di mezzi, risorse e organizzazione adeguati, quali: almeno un carro funebre in proprietà, ovvero acquisito mediante contratto di noleggio per un periodo minimo di tre anni ovvero contratto di leasing, in grado di circolare senza limitazioni nel rispetto delle disposizioni in materia di emissioni in atmosfera; un’autorimessa per ogni Comune, con popolazione superiore a 30.000 abitanti, in regola con le disposizioni di legge; una sede o filiale dotata di area riservata e spazio espositivo, idonea alla trattazione degli affari amministrativi, alla vendita di cofani ed altri articoli funebri e ad ogni altra attività inerente al funerale, ubicata nel Comune ove viene presentata la Scia e regolarmente aperta al pubblico; disponibilità diretta di un direttore tecnico, in possesso dei requisiti formativi, con regolare rapporto di lavoro continuativo e permanente con il soggetto titolare di Scia, anche coincidente con il legale rappresentante o titolare dell’impresa, dotato di poteri direttivi e responsabile dell’attività funebre; disponibilità continuativa di ulteriore personale occupato con funzioni di necroforo, con minimo di quattro addetti, con regolare contratto di lavoro nelle forme consentite dalla legge stipulato direttamente con il soggetto titolare di Scia ed in possesso di previsti requisiti svolga funzione di necroforo, può essere computato nel numero dei quattro necrofori.

I requisiti relativi ad autorimessa, carro funebre e personale necroforo, si intendono soddisfatti laddove la relativa disponibilità venga acquisita anche attraverso contratti di appalto o di fornitura di durata e di contenuto idonei a garantire in via continuativa e funzionale, con un altro soggetto in possesso dell’autorizzazione all’attività funebre o ricorrendo all’attivazione di processi di integrazione come la costituzione di consorzi o di società consortili ai sensi del Codice civile. Tali contratti, regolarmente registrati e depositati presso il Comune autorizzante, devono esplicitare i compiti dei soggetti che, attraverso le forme contrattuali suddette, garantiscono in via continuativa e funzionale l’espletamento dell’attività funebre nel rispetto delle norme vigenti in materia di igiene, di sicurezza e del lavoro. Qualora i requisiti siano ottenuti con le suddette forme contrattuali, deve esserne effettuata comunicazione ai comuni in cui si trovano le sedi e data evidenza alla clientela e nell’atto del conferimento del mandato allegando specifica documentazione comprovante la sussistenza degli impegni contrattuali in essere.

I soggetti che intendono garantire il possesso dei requisiti tecnico-organizzativi per svolgere l’attività funebre ad altre imprese funebri con i contratti citati dovranno dimostrare la disponibilità diretta e continuativa dei requisiti strutturali ed organizzativi congrui al volume di lavoro richiesto, con un minimo numero di otto addetti necrofori in possesso dei requisiti formativi con regolare rapporto di lavoro continuativo e permanente e numero tre carri funebri. Dovranno inoltre possedere per ogni quattro contratti sottoscritti, ulteriori rispetto ai primi dieci, almeno quattro addetti assunti con regolare contratto di lavoro continuativo e permanente e un’auto funebre, oltre la dotazione minima prevista.


Le licenze ottenute attraverso Scia dalla Goodbye per aprire l’attività sono due: una per il commercio del materiale funebre e di altri accessori funebri, meramente commerciale, l’altra per l’esercizio delle attività legate alle esequie, dalla composizione della salma al trasporto funebre. È questa seconda licenza che i controlli avrebbero trovato non conforme alla normativa regionale. La Goodbye userebbe i mezzi di un altro piccolo operatore su piazza che però non avrebbe la consistenza necessaria per poter cedere uomini e mezzi ad altre aziende.

Nel corso del pomeriggio abbiamo contattato svariate volte l’addetta stampa genovese della Goodbye ottenendo sempre smentite alla notizia che circolava vorticosamente, anche quando abbiamo comunicato che esiste una nota ufficiale del Comune di Genova. Comune che, interpellato in merito da noi e da alcuni colleghi di altri media, ha risposto dettagliando la situazione (trovate la nota nella parte alta dell’articolo).

In serata, poi, è giunto un comunicato dall’indirizzo mail dell’addetta stampa locale della Goodbye. Eccolo.

Sulla notizia della sospensione della licenza alla sede genovese di Taffo Funeral Services l’amministratore della GoodBye srl, la società che ha portato a Genova il brand romano, così replica: “Apprendo dai media la notizia. Nella giornata di ieri, 31 gennaio, sono stato a colloquio in Comune e lo Sportello Unico delle Attività Produttive mi ha ribadito la regolarità delle nostre licenze e che tutti i nostri requisiti sono conformi alla legge regionale”. 
“Divulgare una notizia così fuorviante e distante dalla realtà, significa voler deliberatamente coinvolgere la società da me rappresentata ed il brand Taffo in dispute a cui entrambi sono del tutto estranei, avendo sempre agito all’interno della legalità e nel pieno rispetto dei nostri clienti, minandone la reputazione e la professionalità. A questo punto mi riservo di agire nelle sedi opportune”.

Abbiamo fatto notare che un discorso in prima persona che vorrebbe essere una smentita (anche se ben lontana dai termini di legge) deve avere un soggetto: manca infatti il nome dell’amministratore della società. Abbiamo chiesto di aggiungerlo perché una smentita anonima non s’è mai vista, facendo notare anche che quanto da noi pubblicato si basa su una nota del Comune a seguito della nostra richiesta di informazioni e per tutta risposta c’è arrivata via whatsapp la stessa nota “aggiustata” in terza persona, segno che si è deciso di non far uscire il nome dell’amministratore, nome che potremmo facilmente reperire domani chiedendo alla Camera di Commercio una regolarissima visura camerale, accessibile a chiunque. Insomma, la comunicazione non sembra all’altezza della prestigiosissima tradizione della casa madre franchisor, la Taffo che spopola sui social proprio grazie alla sua capacità mediatica densa di ironia e humor.

Facciamo sommessamente notare che le parole “Divulgare una notizia così fuorviante e distante dalla realtà, significa voler deliberatamente coinvolgere la società da me rappresentata ed il brand Taffo in dispute a cui entrambi sono del tutto estranei” non solo sono lesive della nostra dignità professionale, ma adombrano sospetti di “complotti pluto massonico giudaici” (come si diceva una volta con ironia) a cui noi, che divulghiamo per mestiere, parteciperemmo e che chiederemo all’addetta stampa e all’amministratore della Goodbye di chiarire nell’opportuna sede legale, spiegando anche a vantaggio di chi e per quale motivo ci macchieremmo di questa “colpa”. Perché le minacce di querele che puntano a mettere la sordina ai media, francamente, hanno stancato. E, poi, anche quelle bisogna saperle fare.

In ultimo, aggiungiamo, per completezza di informazione, che già oggi gli uffici comunali deputati non hanno staccato permessi (strano che l’amministratore non lo sappia) né – come da comunicazione ufficiale – li staccheranno domani e fino a quando l’azienda non dimostrerà di essere in regola con la legge regionale. Non si tratta di illegalità come recita la nota dell’azienda, ma di irregolarità amministrative rispetto a quanto richiesto dalla legge regionale. Le parole sono importanti e dovrebbero esserlo di più per chi lavora nella comunicazione. Contro lo stop, Goodbye può ricorrere al Tar e se lo facesse e vincesse ne daremo conto, perché è il nostro mestiere, come abbiamo diamo conto del fatto che se domattina alle 7, per vostra sfortuna, doveste chiedeste un funerale l’azienda non potrebbe fornirvi il servizio e non potrà fino a quando non potrà dimostrare di avere un carro funebre, personale che porti la bara e tutto quanto serve, che siano suoi o in affitto da aziende che rispondano ai requisiti di legge.

Noi abbiamo dato semplicemente atto dell’attuale situazione esercitando il diritto di cronaca e attenendoci alle regole, cioè verità dei fatti (la nota ufficiale del Comune), con continenza (ci piacerebbe tanto poter scherzare come fa il mago della comunicazione di Taffo, ma noi facciamo un altro mestiere) e ritenendo di pubblico interesse lo stop al servizio dell’azienda deciso dagli uffici comunali.

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