Facce de Zena 

44 anni dall’omicidio di Guido Rossa, Liliana Segre: «Ricordare è un dovere di tutti noi, del paese intero

La senatrice non ho potuto partecipare, ma ha inviato una lettera. A Genova il sindacalista Cgil è stato ricordato presso il cippo in via Fracchia, nel Magazzino Transiti dello stabilimento Acciaierie d’Italia, nella sede genovese della Cgil (la Camera del Lavoro in via San Giovanni d’Acri) e in via XII Ottobre

«Ricordare il barbaro omicidio di Guido Rossa è un dovere per noi tutti, per le lavoratrici e i lavoratori di Genova certo, ma direi per il Paese intero – si legge nella lettera di Liliana Segre -. Con l’omicidio infatti di un operaio, di un uomo del sindacato e del Partito comunista il terrorismo delle Brigate Rosse compiva un tragico salto di qualità. Non si colpivano più solo gli avversari sociali, ma la stessa classe operaia colpevole di preteso moderatismo sociale e politico. Genova reagì. Reagirono lavoratrici e lavoratori, la società tutta, il sindacato, i partiti, il tessuto civile nel suo complesso».

«La manifestazione a Genova il giorno dei funerali di Guido Rossa fu imponente – ha scritto Segre -. La barbarie del terrorismo rosso ebbe la risposta, quantitativa e qualitativa, che meritava. E da quel colpo le BR non si sarebbero più davvero riprese. Certo la scia di sangue sarebbe stata ancora lunga. Ancora per anni ci furono omicidi e attentati, ma ormai il messaggio era chiaro: gli assassini erano isolati. Isolati innanzitutto dal movimento operaio e sindacale e poi dall’insieme della società italiana. In passato c’erano state forme di connivenza e finanche di consenso verso il “partito armato”, ma da dopo l’omicidio di Guido Rossa quella zona grigia andò prosciugandosi. Il movimento operaio aveva confermato la sua scelta di sempre: a fianco della democrazia, dei lavoratori, dei loro diritti, delle loro speranze ed aspirazioni».

A quarantaquattro anni dal quel tragico 24 gennaio 1979, Genova ha rinnovato il ricordo di Guido Rossa, sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse. Come consueto l’apertura delle commemorazioni si è svolta nei pressi del cippo di via Fracchia, vicino al luogo dell’omicidio, con la deposizione di una corona e con una serie di interventi fra cui quello del sindaco Marco Bucci: «Oggi ricordiamo il sacrificio di Guido Rossa, l’operaio e sindacalista vittima del terrorismo, assassinato 44 anni fa per il suo senso del dovere e per la tenace difesa della democrazia e della libertà. Un esempio di vita, un simbolo di coraggio il cui ricordo rimane impresso nel cuore e nella memoria di tutti noi. Abbiamo bisogno di uomini come Guido Rossa, oggi e sempre, per costruire qualcosa di grande per il futuro della nostra Genova». 

Alla cerimonia sono intervenuti anche il vicepresidente del consiglio regionale Armando Sanna, la consigliera del Municipio Centro Est Daniela Marziano, la consigliera comunale e giornalista Donatella Alfonso, esponenti della sezione Anpi di Oregina e una rappresentanza di studenti della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Statale Oregina “Gastaldi”. Con loro erano presenti numerose autorità civili e militari.

«Guido Rossa fu ucciso perché aveva capito la fase storica che viveva il suo Paese e ne aveva tratto le conseguenze, anche sul piano delle scelte personali – dichiara il vicepresidente – E’ morto perché credeva nella democrazia e non voleva cedere alla paura, aveva la coscienza di battersi per una società migliore. È rimasto fino in fondo su una barricata che troppi hanno avuto fretta di abbandonare. Sono passati più di quarant’anni da quel giorno, non dimenticheremo mai il suo coraggio. – aggiunge – Guido Rossa ci ha indicato da che parte dovevamo stare e il nemico contro il quale combattere. Il giorno del suo funerale partecipò il mondo intero, tutta la città si era bloccata e si è riversata in piazza. Saremo eternamente grati a Guido».

Il sindaco Marco Bucci e l’assessore alla protezione civile Sergio Gambino si sono poi recati a Cornigliano all’evento ospitato nel Magazzino Transiti dello stabilimento Acciaierie d’Italia alla presenza, fra gli altri, del governatore di Regione Liguria Giovanni Toti e del viceministro delle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi.

«Il sacrificio di Guido Rossa ci ricorda i momenti difficili della nostra Repubblica – ha detto Rixi -. La minaccia del terrorismo insidiava il mondo del lavoro per spaccare i sindacati e la fratellanza fra operai. Lo stabilimento ex Ilva di Genova è un simbolo che il Governo sta cercando di difendere, l’acciaio è fondamentale per l’economia. Solo tramite il lavoro e la voglia di rilancio potremo lasciare ai nostri figli un Paese migliore di quello che abbiamo».

«Quarantaquattro anni fa Guido Rossa veniva ucciso a Genova dalle Brigate Rosse. Un operaio, un sindacalista, un uomo di cui oggi, nello stabilimento Acciaierie d’Italia a Cornigliano, ricorderemo il coraggio di denunciare e la forza di battersi contro il terrorismo. Un esempio di cui abbiamo ancora bisogno». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in occasione dell’anniversario della morte del sindacalista Guido Rossa.

«Le grandi democrazie si reggono sulle leggi, ma soprattutto sugli esempi ha detto Toti -. Questa città ne ha molti, a partire dal Risorgimento, fino a quelli eroici degli anni di piombo, una stagione che ha contato oltre 350 vittime della violenza terroristica. Credo che l’esempio di Guido Rossa abbia qualcosa in più perché la sua uccisione rappresentò la prima lampante dimostrazione del fatto che con le pistole e la violenza non si sarebbe cambiato questo paese né difeso il diritto del lavoro. Quel momento ha rappresentato il punto di svolta a metà di quel lungo periodo, che va dalla strage di Piazza Fontana a quella di Bologna, in cui tante persone sono cadute sotto il piombo dei terroristi. I funerali in Piazza De Ferrari hanno segnato uno spartiacque all’interno di quel tragico periodo italiano, toccando l’apice della violenza terrorista ma anche l’inizio della sua fine”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante la cerimonia che si è svolta questa mattina all’ex Ilva di Cornigliano per ricordare Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979. Presenti anche gli studenti dell’Istituto Tecnico Gastaldi Abba di Sampierdarena e del Liceo Pertini di Genova. Ricordare Guido Rossa qui oggi fa bene a tutti – ha aggiunto il presidente Toti -. Gli esempi hanno un’altra peculiarità, quella di essere condivisi. Non sono memoria e valore solo di qualcuno, ma di tutti. La presenza oggi di tante istituzioni, del mondo sindacale e del lavoro lo dimostra. In questi capannoni si è costruito un pezzo di storia dell’Italia, di cui siamo tutti quanti orgogliosi. Ricordare chi si è sacrificato per questo Paese, come ha fatto Guido Rossa, è il modo migliore per ricordare chi siamo e chi ha lottato per essere dove siamo, ma anche per costruire un pezzo del nostro futuro. Grazie per questa giornata e per la memoria che custodite».

Le commemorazioni sono poi proseguite in via San Giovanni d’Acri nella sede della Camera del Lavoro di Genova dove, in rappresentanza dell’amministrazione civica, ha portato il suo contributo l’assessore all’ambiente Matteo Campora: «Guido Rossa ci ha mostrato la forza ed il coraggio sino al sacrificio della propria vita in nome degli ideali di democrazia e di libertà. La sua è una figura sempre attuale ed un tangibile esempio per tutti. È stato un uomo capace di dimostrare che credere e lottare per gli ideali di giustizia e per il rispetto dei valori fondamentali può cambiare il mondo e renderlo migliore». 

Ricordi ed onori si sono poi rinnovati in largo XII Ottobre, ai piedi della statua che ricorda il sindacalista ed il suo sacrificio, con una cerimonia organizzata da Cgil, Cisl e Uil territoriali a cui ha preso parte anche l’assessore al lavoro Mario Mascia: «Guido Rossa è stato ucciso 44 anni fa ma ha lasciato una testimonianza ancora oggi viva per tutte le generazioni presenti e future. È stato prima di tutto un lavoratore che ha sacrificato la propria vita, il bene più prezioso, cui ognuno tiene più che ad ogni altro, per la libertà di tutti, contro ogni forma di violenza e prevaricazione. È stato un uomo che in un momento storico particolarmente difficile ha compiuto la scelta eroica di denunciare chi, in nome delle proprie idee, stava imboccando percorsi inumani ed antidemocratici. Il suo è stato un insegnamento enorme, incastonato per sempre nella storia di Genova e del nostro Paese. È giusto ricordarlo e celebrarlo ogni anno, perché ciò che ha fatto non è scontato e vale da punto di riferimento permanente per chiunque, a significare che il valore del metodo democratico è irrinunciabile e non vi è altro modo migliore per perseguire il bene comune dei cittadini». 

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