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Lista Sansa-Pd, volano gli stracci. I sansiani: «Non saremo alleati ma durissimi avversari»

Al centro della presa di posizione la presenza di alcuni notabili Dem a Savona per l’intervento del candidato alla segreteria nazionale Stefano Bonaccini, che equivale a un impegno di appoggio. Sansa: «Non c’entriamo niente con questo Pd», il partito che lo aveva sostenuto nella corsa alla presidenza della Regione

O il Pd (locale e nazionale) si adegua a Sansa o Sansa dichiara guerra al partito. Eppure lo dice che anche il comunicato della lista: «Non abbiamo nessuna voglia né abbiamo alcun diritto di mettere il naso negli affari del Pd». Il naso, però, i sansiani ce lo mettono eccome. Con una nota che suona: «O come diciamo noi o noi contro di voi» per mancanza di unitarietà: «Dobbiamo capire se abbia senso dirsi alleati e pensare di fare un percorso insieme» recita il comunicato. Che tra un partito (che ha sostenuto Sansa come candidato alla presidenza della Regione contro Toti, battaglia vinta dal presidente uscente e rinnovato) e la lista che porta il nome del suo leader non ci sia coincidenza lo dice il fatto stesso che siano due realtà politiche diverse, altrimenti non ci sarebbe bisogno di due nomi e, soprattutto, di due gruppi e due capigruppo diversi in Consiglio regionale. Due realtà diverse a sinistra che, però, i sansiani vorrebbero su un’unica posizione, la loro, anche per la segreteria nazionale. Pena la rottura.

«Nei giorni scorsi a Savona il PD ha sostenuto il candidato di Toti alla presidenza della Provincia e lo ha fatto eleggere. Noi non c’entriamo niente con questa scelta, non la condividiamo, anzi la avversiamo profondamente – recita la nota della Lista Sansa -. Ieri il candidato alla segreteria Stefano Bonaccini (nella foto in copertina) è venuto in Liguria e tra i suoi sostenitori sono apparsi in prima fila Claudio Burlando, Franco Vazio e Carlo Ruggeri. Hanno tutto il diritto di farlo, per carità. Va bene, anzi, benissimo perché contribuisce a fare chiarezza. E non parliamo delle persone in quanto tali. Ma Burlando, Vazio e Ruggeri (il realtà c’era anche il consigliere regionale Pippo Rossetti) per noi rappresentano un passato che noi non riampiangiamo. Hanno un’idea di politica in cui non c’entriamo niente. Sono stati i leader del centrosinistra ligure in una stagione che abbiamo sempre criticato e contrastato con tutte le nostre forze. Una stagione in cui la Liguria ha visto prevalere il partito del cemento. Una stagione in cui governava uno schieramento che aveva imbarcato tutti, da sinistra a destra. Una stagione in cui il centrosinistra si era fatto sistema di potere (partiti, imprese, banche, porto). Esattamente il contrario della politica in cui crediamo e per cui ci battiamo. Loro hanno ovviamente il diritto di tornare a fare politica, ma noi abbiamo altrettanto il diritto di andare per la nostra strada. Siamo nati proprio per proporre un centrosinistra alternativo, opposto, a questo». Salvo alleanze per tentare di conquistare a Sansa la poltrona di presidente della Regione.

Esiste anche un PD che guarda avanti, che vuole voltare pagina, che ha energie fresche. Ma con quello che abbiamo visto in questi giorni noi non c’entriamo niente. È bene saperlo subito perché la strada non può essere la stessa.

Noi vogliamo costruire una proposta nuova. Di idee più che di potere. Una proposta coraggiosa, senza tatticismi. Una proposta che sappia mettere insieme finalmente la tutela dell’ambiente e del lavoro. Una proposta che tuteli gli ultimi e salvi la sanità pubblica. Una proposta che guardi ai giovani e al futuro piuttosto che a logiche passate.

Se è questo che vuole tornare a essere il PD, ne ha tutto il diritto. Buon viaggio. Auguri a tutti. Non saremo alleati, ma durissimi avversari.

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