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Candia (Lista Sansa): «Si usino i fondi del Pnrr per garantire l’accessibilità degli studenti disabili alle residenze universitarie»

Maggiore attenzione all’accessibilità delle residenze universitarie liguri per studenti e studentesse con disabilità motorie. È quanto è stato richiesto dalla consigliera regionale della Lista Sansa, Selena Candia, che nella seduta di Consiglio di ieri ha presentato un’interrogazione specifica sul tema

“La mia interrogazione nasce dalle diverse segnalazioni pervenute da parte di studenti e studentesse con disabilità motorie, che quotidianamente riscontrano problemi di accessibilità alle residenze universitarie – spiega Candia -. L’assessore Ferro ha risposto elencando gli interventi svolti per rendere accessibili le unità abitative ma il problema è che spesso le difficoltà di accessibilità sono relative agli edifici. Pensiamo a quelli ubicati nei vicoli del centro storico di Genova come Casa Paganini (zona Architettura) o a quelli sulle mattonate come salita della Neve, salita Montagnola e salita della Madonnetta, sempre a Genova”. “Ci sono poi altri casi, come nella residenza genovese di corso Gastaldi – aggiunge Candia – in cui per arrivare alle stanze gli studenti con disabilità motorie devono passare dalle cucine”.

“Sappiamo benissimo che i problemi esterni agli edifici non sono imputabili direttamente alla Regione – osserva la consigliera regionale – anche se occorre ricordare che Aliseo può attuare le ristrutturazioni in base a dei progetti, ed essendo Ente strumentale della Regione dipende direttamente dai finanziamenti che la Regione stessa decide di investire sul problema. Bisogna quindi lavorare in modo congiunto, creando dei percorsi sicuri tra studentati e fermate dei mezzi di trasporto pubblico. Aliseo poi deve impegnarsi a rendere più accessibili tutti quegli edifici che oggi sono architettonicamente più complicati da vivere per chi ha disabilità motorie”.

“L’idea – conclude Selena Candia – è di far emergere questa problematica per cercare di risolverla, magari con i fondi del Pnrr, in modo da garantire un diritto allo studio universale, non solo per un discorso di reddito ma anche per capacità fisiche”.

In copertina: foto d’archivio

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