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Dalla Regione 30mila euro per restaurare il quadro “La circoncisione di Gesù” di Rubens

«Si tratta di un intervento straordinario per la salvaguardia di un bene eccezionale» spiega il presidente di Regione Liguria e assessore alla Cultura Giovanni Toti. La tela, di grandi dimensioni, è conservata nella Chiesa del Gesù di Piazza Matteotti

Favorire la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio del barocco genovese, dei suoi palazzi e delle sue eccellenze artistiche promuovendo il restauro di uno dei dipinti più rappresentativi di quell’epoca: ‘la Circoncisione di Gesù’, realizzata da Pietro Paolo Rubens nel 1605 per l’altare maggiore della Chiesa del Gesù in piazza Matteotti a Genova. Per il recupero dell’opera Regione Liguria ha stanziato 30.000 euro che serviranno per realizzare un intervento conservativo in grado di garantirne il pieno stato di salute e una maggiore godibilità.

Le risorse sono state stanziate attraverso un emendamento presentato dall’assessorato alla Cultura della Giunta regionale e approvato dal consiglio. “Si tratta di un intervento straordinario per la salvaguardia di un bene eccezionale – spiega il presidente di Regione Liguria e assessore alla Cultura Giovanni Toti – In coincidenza con le manifestazioni e gli eventi previsti per la grande mostra ‘Superbarocco’ svoltasi a Roma alle Scuderie del Quirinale in sinergia con Genova e quella in corso ora a Palazzo Ducale fino al 22 gennaio 2023 su ‘Rubens a Genova”, Regione Liguria ha deciso di promuovere il restauro di quest’opera particolarmente significativa nell’ambito del patrimonio artistico ligure, fruibile da tutta la collettività. Il rischio era poter perdere uno dei capolavori del barocco europeo che segna l’avvio di una nuova era artistica, proprio a Genova, nel 1605”.

“Una mostra non va intesa solo come evento, ma come un contributo culturale importante per la comunità – sottolinea Anna Orlando, curatrice della mostra ‘Rubens a Genova’ e ideatrice del progetto di restauro – non solo le pubblicazioni che accompagnano una mostra, ma anche i restauri sono l’eredità tangibile della mostra è nata fin da subito come un evento di network ampiamente partecipato. La scelta di un’opera iconica per il Barocco Europeo, che Rubens avvia in pittura proprio a Genova, è quanto di più significativo Regione Liguria potesse fare per la salvaguardia dei capolavori del territorio”.

L’opera è una monumentale tela (492X277 cm) collocata sull’alta maggiore tra due grandi colonne di marmo nero trasportate apposta, nello stesso 1605, dalla cava di Framura. L’iconografia della circoncisione, un rito durante il quale a ciascun bambino ebreo viene assegnato il nome, era centrale nella catechesi dell’Ordine dei Gesuiti. A Genova la Compagnia del Gesù divenne assai potente dopo il 1545 e non è un caso che fosse legata a una delle più influenti famiglie del patriziato genovese, i Pallavicino.
Collocata in piazza Matteotti nel cuore della città, a due passi da Palazzo Ducale, la Chiesa dei Gesuiti fu costruita tra la fine del Cinquecento e l’inizio dei Seicento con i fondi messi a disposizione dai figli di Agostino Pallavicino: ben 400.000 scudi d’oro per costruire il nuovo scrigno del barocco e l’annessa Casa Professa dei Padri Gesuiti. Tra i figli di Agostino Pallavicino vanno ricordati Marcello, gesuita e sovrintendete dell’intera operazione, il poeta Giulio, di cui è presente un ritratto di Rubens nella mostra del Ducale e Nicolò Pallavicino, il principale banchiere del Duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga di cui Rubens era pittore di Corte.

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