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Confeugo, fiamma dritta. Bucci: «Buon auspicio per la partenza di tutti i cantieri» – FOTO e VIDEO

Questo pomeriggio si è rinnova la tradizione del “Confeugo”, organizzata dal Comune di Genova e dall’associazione A Compagna, preceduta da un corteo di gruppi storici. A dare il via alla cerimonia saranno il sindaco Marco Bucci e il presidente de “A Compagna” Franco Bampi. In piazza migliaia tra genovesi e turisti

Il corteo guidato dall’Abate del popolo, è partito da piazza Caricamento. Hanno partecipato i gruppi storici, gli sbandieratori dei Sestieri di Lavagna e un carro trainato dai cavalli bardati dei Carratê. Il corteo ha percorso via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo, piazza Matteotti e via Petrarca sino a giungere in piazza De Ferrari dove si è esibita la Filarmonica Sestrese.

Dopo l’arrivo del corteo storico in piazza De Ferrari, l’Abate del popolo ha incontrato il Sindaco offrendogli il tradizionale “Confeugo”, un grande fascio di rametti di alloro sistemato di fronte all’ingresso di Palazzo Ducale a cui è stato appiccato il fuoco. La fiamma è andata dritta e il sindaco Marco Bucci (che ha impersonato il doge, vestito con un abito rosso uguale a quelli dei quadri delle epoche di Rubens e di van Dyck) ne ha tratto un buon auspicio per far partire, nel nuovo anno «tutti i cantieri che serviranno per rendere Genova ancora migliore».

«La fiamma è andata dritta, un ottimo auspicio per Genova e per tutta la nostra regione. Credo che il 2023 sarà un anno bello e importante; in questi ultimi mesi abbiamo lavorato molto perché lo fosse, mi riferisco soprattutto alla fase post pandemia. Il virus non è ancora completamente sconfitto ma siamo riusciti grazie alla scienza a rialzare la testa, riappropriandoci della nostra vita e ritrovandoci anche oggi per festeggiare una bella tradizione, in una piazza piena come lo è stata in occasione dell’accensione dell’albero l’8 dicembre. Questo dimostra un senso di comunità profondo». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

«Tantissime persone in Piazza De Ferrari per il Confeugo – ha aggiunto l’assessore regionale Andrea Benveduti – una tradizione che affonda le sue radici nella storia della Liguria e della Repubblica di Genova. La fiamma è salita dritta e coraggiosa nel cielo, che sia di buon auspicio per il 2023».

Nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sono stati espressi i messaggi augurali del sindaco Marco Bucci, del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e del presidente de “A Compagna” Franco Bampi che, in veste di abate, come da tradizione, ha elencato i problemi insoluti della città esprimendo molte raccomandazioni e l’augurio che ne venga tenuto conto.

La cerimonia, nel corso della quale il console di “A Compagna” Maurizio Daccà ha reso omaggio al poeta genovese Carlo Malinverni, è terminata con armonie natalizie a cura del liceo musicale Pertini, esecuzioni del violinista Eliano Calamaro, della chitarrista Silvia Groppo, danze popolari e l’invito a cantare l’”inno” dei genovesi “Ma se ghe penso”.

Ha presenta il Cintraco Marco Pepè.

La storia del Confeugo

Questo rito riprende un’antica tradizione della Repubblica di Genova, documentata dal secolo XIV, ma probabilmente più antica, risalendo presumibilmente al Medioevo, forse all’epoca del Comune del Popolo (XII secolo). Essa consisteva infatti nell’omaggio da parte dell’Abate, che rappresentava il Popolo, alle massime Autorità di un grosso tronco di alloro, ricoperto di rami. Ne furono destinatari nel corso del tempo, prima il Podestà, poi il Capitano del Popolo e infine il Doge.

Esistono testimonianze del fatto che il corteo partisse dalla Valle del Bisagno e attraverso il Ponte di Sant’Agata percorresse le attuali via San Vincenzo, Via Porta d’Archi, vico Dritto Ponticello, Porta Sant’Andrea fino ad arrivare al Palazzo del Governo, l’attuale Palazzo Ducale.

Davanti al Ducale l’Abate si rivolgeva al Doge pronunciando le seguenti frasi: “Ben trovòu Messê ro Duxe” e il Doge rispondeva “Ben vegnûo Messê l’Abbòu”.

In tarda serata il Doge e il suo seguito appiccavano fuoco all’alloro, per buon auspicio, e vi gettavano sopra un vaso di vino e lo addolcivano con confetti e zucchero. I presenti cercavano di portare a casa un tizzone come amuleto.

La Cerimonia venne sospesa nel Settecento e ripresa nel 1923 dall’associazione A Compagna, associazione nata in quell’anno per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni genovesi, per esser nuovamente interrotta nel 1937. Da allora è il presidente della Compagna che impersona l’Abate del Popolo, portando il tradizionale tronco d’alloro al Sindaco. Dal 1951 la Cerimonia è continuata di anno in anno sempre con l’offerta di una pianta di alloro, adorna dei colori rosso e bianco, completata con il falò rituale di un fascio di alloro ed uno scambio di auguri contornato da commenti sugli avvenimenti dell’anno trascorso e impegni e richieste per l’anno a venire.

Alla cerimonia del Confeugo 2022 collaborano: Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Gruppo Folcloristico Città di Genova, Pro Loco Centro Storico, Gruppo Storico Culturale Sextum, Gruppo Storico Pegliese, Gruppo Storico I Gatteschi, Gruppo Storico di Rapallo, Compagnia d’Armi Flos Duellatorum, Gruppo Danza Storica Le Gratie D’Amore, Gruppo Storico San Giorgio, Gruppo Folk Amixi de Boggiasco e del Golfo Paradiso, Circolo Culturale Fondazione Amon, Gruppo Folcloristico Città di Genova, Sbandieratori dei Sestieri di Lavagna, Associazione Carrettieri Genovesi, Associazione Culturale Corte Fieschi di Casella, Gruppo Storico Voltri, Compagnia Balestrieri del Mandraccio, Gruppo Storico Sestrese, Gruppo Storico Limes Vitae, Gruppo di Danza Storica Il Biancofiore di Vigevano, Gruppo Storico Contea Spinola di Ronco Scrivia.

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