Il Centro civico di Cornigliano porterà il nome di Leila Maiocco, la donna che fece ascoltare la voce del Ponente

La giunta comunale ha approvato l’intitolazione dello spazio di Villa Spinola-Narisano all’attivista e femminista genovese. Ora serve la deroga prefettizia

Il Centro civico di Cornigliano sarà intitolato a Leila Maiocco, attivista, femminista, funzionaria pubblica e figura simbolo delle battaglie civili del Ponente genovese. La giunta comunale, su proposta dell’assessore al patrimonio Davide Patrone, ha approvato la delibera per dedicare alla sua memoria la storica struttura di Villa Spinola-Narisano, luogo che per decenni è stato casa della partecipazione del quartiere e spazio di incontro per associazioni, cittadini e realtà del territorio.

La decisione dà seguito alla volontà espressa all’unanimità dal Consiglio comunale e dal Municipio VI Medio Ponente. L’obiettivo è riconoscere in modo stabile il legame tra Leila Maiocco, scomparsa il 1° agosto 2024, e la comunità di Cornigliano, dove il suo impegno ha attraversato lavoro, ambiente, salute, cultura, diritti e cittadinanza attiva.

«Intitolare il Centro civico di Cornigliano a Leila Maiocco rappresenta una scelta politica e culturale», dichiara l’assessore al patrimonio Davide Patrone. «Significa riconoscere che la storia di Genova si costruisce partendo dalle sue periferie, dalle lotte per il lavoro, per la salute e per l’ambiente che hanno definito l’identità del nostro Ponente e della nostra città. Ringrazio per questo il Municipio, da cui è partita l’iniziativa dell’intitolazione, che è stata anche approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, segno dell’attenzione che abbiamo per i municipi a cui continueremo sempre a portare ascolto. Leila Maiocco ha incarnato la forma più alta e nobile di cittadinanza attiva: una visione collettiva, femminista e profondamente solidale, capace di unire la difesa del territorio alla giustizia sociale. Questo spazio, che per quarant’anni è stato la casa della partecipazione democratica del quartiere, da oggi custodisce anche il simbolo di un impegno che non deve fermarsi, ricordando a tutti noi che le istituzioni camminano sempre sulle gambe e sulle idee delle persone che sanno guardare agli ultimi».
La storia di Leila Maiocco è strettamente intrecciata a quella di Cornigliano e delle sue trasformazioni. Fu funzionaria del Comune di Genova, guidò il centro civico Buranello, ebbe un ruolo importante nell’Istituzione Biblioteche di Roma e, negli ultimi anni prima della pensione, tornata nella sua città, lavorò al Museo dell’Emigrazione. Ma Genova la ricorda soprattutto per la sua presenza nelle lotte del quartiere, accanto a Patrizia Avagnina, nel Comitato Salute e Ambiente e nelle “Donne di Cornigliano”, protagoniste di una stagione decisiva per la riconversione della siderurgia e per la chiusura delle lavorazioni a caldo dell’ex Ilva.
Negli anni Ottanta e Novanta, Cornigliano fu uno dei luoghi in cui più forte esplose il conflitto tra diritto al lavoro e diritto alla salute. Leila Maiocco seppe tenere insieme quei due piani senza semplificazioni, portando la voce delle donne, delle famiglie e degli abitanti dentro una battaglia che non chiedeva la cancellazione del lavoro, ma un futuro diverso per il quartiere. Fu una mobilitazione civile, politica e sociale che arrivò fino al confronto con le istituzioni nazionali e che contribuì a cambiare il destino industriale del Ponente genovese.
Quel patrimonio di memoria è stato poi raccontato anche nel docufilm “Franco Sartori – La città possibile”, di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli, dedicato alla Genova degli anni Ottanta e Novanta, alle crisi delle grandi fabbriche, all’inquinamento, alle lotte operaie, ai comitati e alla ricerca di una nuova idea di sviluppo. Leila Maiocco fu tra le testimoni di quella stagione insieme a figure come Luca Borzani, Antonio Caminito e Uliano Lucas. Con il giornalista Roberto Orlando scrisse anche “Passioni d’Acciaio”, contribuendo a lasciare una traccia scritta di quel passaggio cruciale della storia cittadina.
Il Centro civico di Cornigliano, che nel 2025 ha compiuto quarant’anni, è stato a lungo uno dei luoghi concreti di quell’impegno. Intitolarlo a Leila Maiocco significa quindi legare il suo nome non a uno spazio qualsiasi, ma a un presidio di partecipazione, confronto e vita collettiva. Una scelta che riconosce il valore di una donna capace di attraversare istituzioni e movimenti, amministrazione pubblica e attivismo, cultura e politica, mantenendo sempre il baricentro sulle periferie e sulle persone.
L’iter amministrativo è già entrato nella fase operativa. Poiché Villa Spinola-Narisano è un immobile sottoposto a vincolo di interesse culturale, il Comune ha acquisito il nulla osta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, arrivato il 12 giugno 2026, per l’apposizione della targa commemorativa sulla facciata principale, a lato del portone d’ingresso.
Resta ora il passaggio della deroga prefettizia. La legge nazionale sulle intitolazioni, infatti, prevede un vincolo temporale di dieci anni dalla morte, salvo casi eccezionali legati a persone che abbiano avuto particolari meriti sul territorio. Per questo la giunta ha dichiarato la delibera immediatamente eseguibile, in modo da consentire agli uffici del Municipio VI Medio Ponente di trasmettere rapidamente la documentazione alla Prefettura.
L’efficacia definitiva del provvedimento e la successiva cerimonia di scopertura della targa saranno formalizzate dopo il via libera prefettizio. A quel punto il Centro civico di Cornigliano porterà ufficialmente il nome di Leila Maiocco, restituendo alla comunità il segno pubblico di una storia nata proprio lì, tra il lavoro, le lotte, la cultura e la dignità di un quartiere che non ha mai smesso di chiedere ascolto.
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