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Terzo Valico, abbattuto il diaframma della galleria che sarà la più lunga d’Italia

La nuova linea AV/AC del Terzo Valico è complessivamente lunga 53 km di cui il 70% in galleria, ed interessa 14 Comuni nelle province di Genova e Alessandria. La tratta è costituita da tre gallerie naturali, di cui la più importante è la Galleria di Valico in cui sono attivi contemporaneamente diversi fronti di scavo sia con metodologia in tradizionale (uso di esplosivo e/o martelli demolitori) sia in meccanizzato (TBM Tunnel Boring Machine). Presentati i “cantieri parlanti”: tutti i cantieri del Gruppo FS di opere finanziate con fondi PNRR “parlano” (sul sito del gruppo) un linguaggio semplice, trasparente e immediato, condiviso con i territori, per rendere i cittadini e gli stakeholder più consapevoli e aggiornati sull’importanza delle opere in corso

Superato l’82% del totale degli scavi del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova realizzato dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con la società di ingegneria Italferr e sotto l’egida del Commissario straordinario di Governo Calogero Mauceri.

Ieri l’abbattimento del diaframma del binario dispari tra i cantieri di Polcevera e Cravasco della Galleria di Valico, il tunnel che con i suoi 27 km sarà il più lungo d’Italia. Il risultato di oggi, che porta ad un totale di 30 i chilometri scavati in entrambi i sensi di marcia dall’imbocco Sud della Galleria, è stato ottenuto grazie ad un sistema di produzione attivo 24 ore al giorno 7 giorni su 7, rendendo i cantieri della Liguria sempre più vicini a quelli del versante piemontese.

La linea rappresenta un importante tassello del corridoio TEN-T “Reno-Alpi”, consentirà di diminuire del 33% i tempi di percorrenza sulla tratta Genova-Milano e, rispetto al tradizionale trasporto su gomma, si abbatteranno del 55% le emissioni di CO2 nell’atmosfera

“È un onore e una grande emozione essere qui oggi – ha dichiarato l’AD Webuild Pietro Salini – per assistere al crollo di un’altra barriera in un progetto che può essere considerato il Ponte sullo Stretto di Messina del Nord, un ponte virtuale straordinario che unisce le persone e le merci che dal porto di Genova viaggiano verso il resto d’Italia e d’Europa. Abbiamo iniziato i lavori nel 2012 in un cantiere difficilissimo, in cui ogni giorno sono impegnate le migliori risorse e le migliori imprese dell’Italia. Grazie a loro abbiamo registrato un tasso di incidenti del 40% inferiore rispetto alla media nazionale, ma dobbiamo puntare a zero incidenti sul lavoro. L’opera – ha proseguito Salini – avrà un impatto sulla capacità del porto di Genova di attirare flussi commerciali, e si unisce all’altra opera che avvieremo a breve con lo stesso obiettivo, la nuova Diga Foranea, fondamentale insieme al Progetto Unico per il potenziamento della logistica ligure e per accrescere la competitività dell’intero Paese”, ha concluso Salini.

Il breakthrough è avvenuto in occasione della festività di Santa Barbara, protettrice dei minatori e di tutti i lavoratori che realizzano tunnel o gallerie, una ricorrenza celebrata in cantiere dal Vescovo ausiliare di Genova e Vescovo eletto di Rimini Monsignor Nicolò Anselmi, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, del Sindaco di Genova, Marco Bucci, di Salini e dell’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane, Luigi Ferraris, del Commissario Straordinario per il Progetto Unico, Calogero Mauceri.


L’abbattimento è l’ultimo di una serie che negli scorsi due anni hanno portato al completamento degli scavi delle gallerie del Nodo di Genova. Il Gruppo è oggi impegnato nella realizzazione di quest’opera di mobilità sostenibile, la più imponente d’Italia, con 22 fronti di scavo tra Liguria e Piemonte, insieme ad oltre 5.000 persone e oltre 2.500 aziende, piccole e medie (dirette e indirette), 900 quelle liguri- piemontesi, per contratti loro affidati per un valore complessivo di 3,8 miliardi di euro.

È stata l’occasione per illustrare le fasi e l’avanzamento dell’opera e presentare “Cantieri Parlanti”, un progetto pensato e realizzato dal Gruppo FS Italiane (RFI e Italferr) con Webuild, in collaborazione con MIT e Commissario straordinario per il Nodo di Genova e il Terzo Valico dei Giovi-Campasso.

Con una comunicazione dai cantieri e attraverso la sezione dedicata alle opere strategiche del sito internet www.fsitaliane.it sarà più facile e immediato seguire lo stato dei fatti e l’avanzamento di tutte le attività.

Cantieri Parlanti è pensato e realizzato dal Gruppo FS Italiane (RFI e Italferr), con WeBuild in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Commissario Straordinario per il Progetto Unico Terzo Valico-nodo di Genova, Calogero Mauceri.

Da oggi, tutti i cantieri del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, dedicati a opere finanziate con fondi PNRR, “parleranno” un linguaggio semplice, trasparente e immediato, condiviso con i territori, per raccontare la loro storia e la loro mission e per rendere i cittadini e gli stakeholder più consapevoli e aggiornati sull’importanza delle opere in corso.

“Cantieri Parlanti è un progetto che nasce dall’esigenza di comunicare le opere strategiche, incluse quelle previste dal PNRR, illustrandone i benefici che comporteranno nella vita quotidiana delle persone e l’impegno di tutti perché siano portate a termine con modalità e tempi definiti e trasparenti”, ha detto Luigi Ferraris, Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane.

Un’operazione di trasparenza, oltre che di informazione, per illustrare i vantaggi dell’opera e fornire dati aggiornati attraverso pannelli esclusivi collocati all’interno dei cantieri, ma sempre ben visibili alla cittadinanza e a chi transita sulle linee e sulle strade limitrofe ai cantieri.

I Cantieri Parlanti comunicheranno anche tramite una pagina dedicata alle opere strategiche, presente su www.fsitaliane.it, aggiornata sullo stato dei fatti, l’avanzamento delle attività e su quanto avviene nei territori interessati con l’ausilio delle webcam che riprendono le attività dei cantieri.

Verranno, infine, organizzate iniziative ad hoc che trasformeranno i cantieri in veri hub di comunicazione, aperti al pubblico esterno (cittadini, associazioni, studenti, ecc) per favorire momenti di confronto sulle trasformazioni che intere aree urbane vivono e vivranno grazie all’opera in corso.

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