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Scuole, riscaldamento e manutenzioni alla resa dei conti. I genitori di una elementare riportano i bimbi a casa

Insegnanti, mamme e papà uniti a segnalare l’ennesimo disagio inflitto ai più piccoli e ai ragazzi da una gestione del riscaldamento (del Comune per elementari e medie, della Città Metropolitana per le superiori) e delle strutture che fa acqua, anzi aria (fredda) da tutte le parti. I genitori della elementare Pezzani di Sestri Ponente, oggi, hanno rifiutato di lasciare i figli al gelo

Alla fine i nodi vengono al pettine, dopo anni di mugugni a volte frenati dai dirigenti scolastici, dopo anni di assicurazioni dei responsabili della gestione degli impianti e delle condizioni delle strutture, nell’anno della crisi energetica, bambini delle elementari e ragazzi di medie e superiori devono stare in classe con piumino e guanti in molte scuole genovesi e le mancate manutenzione nel corso degli anni, sempre rimandate “a tempi migliori”, sono ormai palesi a tutti.

Quello che l’assessore comunale all Scuola Marta Brusoni butta sul piatto della discussione come un elemento “positivo” («nel corso del 2023 sono in previsione lavori di efficientamento energetico in una trentina di scuole», fa sapere) è in realtà un’ammissione di responsabilità: ci sono almeno trenta scuole che hanno impianti di riscaldamento così inadeguati da rendere necessaria la sostituzione in tutte. Poi ci sono quelle dove il riscaldamento è vanificato dagli spifferi delle finestre e quelle dove gli impianti, con qualche tapullo, ancora un po’ andranno avanti. Ma la situazione è disastrosa. Iniziare i lavori nel 2023 vuole dire poterne godere solo dal prossimo anno scolastico, se tutto va bene.

Oggi, ad esempio, alla scuola primaria Renzo Pezzani di Sestri Ponente erano solo 8 su 80 i bambini presenti. Dopo anni di richieste e proteste, oggi la situazione non è più sostenibile e mamme e papà che hanno potuto si sono riportati a casa i figli, magari chiedendo alla nonna di tenerli o prendendo un giorno di permesso dal lavoro.

«Da anni chiediamo interventi sul plesso per renderlo adeguato al secolo in corso, abbiamo sempre cercato il dialogo, ma ottenuto solo promesse disattese e chiacchiere – scrive il comitato dei genitori della scuola -. Ogni anno chiediamo che venga alzato il riscaldamento perché, in assenza di interventi, è l’unico modo per mantenere il clima nelle aule sopportabile per i nostri bambini. Ogni anno dobbiamo sperare che il meteo sia benevolo in modo da non dover vestire i bambini come se dovessero andare in settimana bianca. Questa giornata a casa ci pesa enormemente, noi abbiamo a cuore l’istruzione dei nostri figli, ma abbiamo a cuore anche la loro salute e da malati non possono certo imparare».

«Questa mattina i tecnici del Comune di Genova sono intervenuti sull’impianto di riscaldamento della scuola primaria Renzo Pezzani di Sestri Ponente, a seguito della segnalazione di malfunzionamento arrivata agli uffici comunali nella giornata di ieri – recita una nota del Comune -. In particolare, è stata aumentata la potenza del funzionamento della caldaia estendendo anche l’orario di accensione della stessa, in modo da ottenere una temperatura adeguata nelle aule scolastiche». È evidente, però, che il provvedimento è un pannicello caldo.

«Al Comune di Genova compete la gestione del riscaldamento scolastico fino alla secondaria di primo grado – spiega l’assessore alle Politiche dell’Istruzione Marta Brusoni in una nota – Invito i dirigenti scolastici a segnalare al Comune eventuali malfunzionamenti, in modo da poter assicurare un intervento tempestivo come avvenuto questa mattina nella scuola Pezzani, dove valuteremo l’installazione di sensori aggiuntivi in quanto la scarsa coibentazione dell’edificio rende difficile la regolazione dell’impianto di riscaldamento. Il benessere dei bambini e dei ragazzi è un tema sul quale il Comune di Genova pone una particolare attenzione, per questo nel corso del 2023 sono in previsione lavori di efficientamento energetico in una trentina di scuole». 

Le parole di Brusoni fanno intuire una soluzione del problema manifestatosi a ciel sereno, ma non è affatto così e non solo in quella scuola. La questione riscaldamento è sfuggita di mano in molte scuole che da un bel pezzo attendono interventi sempre rimandati. Ora, appunto, i nodi vengono al pettine e non solo alle primarie e alle secondarie di primo grado. Il riscaldamento delle secondarie di secondo grado, le scuole superiori, spetta alla Città Metropolitana e anche lì i problemi e le proteste di moltiplicano. Tutto è stato fatto andare avanti, a deteriorarsi continuamente, per anni e ora il problema esplode in tutta la sua gravità.

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