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Coltello puntato alla gola dentro il negozio, commerciante reagisce e mette in fuga l’aggressore

Paura in vico di Porta Vecchia, a 150 metri da Palazzo Tursi. Durante la colluttazione è caduta a terra una pesante lama decorata con un’aquila. Le telecamere della zona hanno ripreso la fuga del malvivente. Abitanti e commercianti del centro storico esasperati

Un coltello puntato alla gola, una reazione istintiva e pochi istanti di colluttazione dentro un’attività commerciale del centro storico. È accaduto in vico di Porta Vecchia, all’incrocio con salita ai Quattro Canti di San Francesco, a circa 150 metri dall’ingresso di Palazzo Tursi.

Secondo la prima ricostruzione, un uomo sarebbe entrato nel negozio e avrebbe minacciato il commerciante avvicinandogli una lama al collo. Il titolare è però riuscito a reagire, a respingere l’aggressore e a spingerlo fuori dal locale.

Nelle fasi più concitate del confronto, all’uomo è caduto il coltello. Si tratta di una lama pesante e particolarmente affilata, caratterizzata dalla figura di un’aquila. L’aggressore ha quindi abbandonato il posto, lasciando l’arma a terra.

Il commerciante, ancora sotto shock, ha chiamato il numero unico di emergenza 112. Nella zona sono installate alcune telecamere: l’esame delle registrazioni potrebbe permettere agli investigatori di ricostruire l’accaduto, seguire il percorso di fuga e identificare il responsabile. Il coltello potrà inoltre essere sottoposto agli accertamenti utili alla ricerca di impronte o altre tracce. Su quanto è successo indaga la Polizia di Stato.

L’episodio riaccende la tensione tra chi vive e lavora nella parte del centro storico compresa tra la Maddalena, via del Campo e via Pré. Commercianti e residenti riferiscono una crescente esasperazione. Il presidio fisso istituito in Darsena ha migliorato la situazione nell’area direttamente controllata, senza però risolvere il problema nel suo complesso e, anzi, spostandolo e concentrandolo in altri luoghi vicini. Questo è il puntuale effetto dei presidi fissi, talvolta invocati dai cittadini, talvolta richiesti dai partiti: risolvono il problema in una zona, ma lo spostano in altre.

Quando i controlli vengono concentrati stabilmente in un punto, chi commette reati può trasferirsi nelle strade vicine e meno presidiate. Una dinamica negativa, che, secondo gli abitanti, rende necessario estendere la vigilanza all’intero quadrante, evitando che la maggiore sicurezza di una zona si traduca in nuova pressione su quelle immediatamente confinanti. E adesso la pressione, spiegano, è molto forte.


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