Centrostorico Quartieri 

La movida è tornata a ruggire nei vicoli. L’associazione “Vivere il Centro Storico”: «Nulla è cambiato, aumentano i problemi di sicurezza»

Secondo l’associazione, che torna a chiedere la chiusura anticipata dei locali, «Il problema non è stato mai seriamente affrontato con una politica adeguata e da anni determina grave danno alla salute dei residenti, insieme all’aggravamento del fenomeno dell’alcolismo giovanile e al degrado ambientale che affligge il centro storico»

«Alle ipotesi di delocalizzazione si aggiungono altre ipotesi, pubblicizzate a mezzo stampa, sempre più improbabili, come il posizionamento di “teli fonoassorbenti“ che verrebbero montati e smontati ogni sera nei vicoli del Centro Storico, come “soluzione” al problema del rumore – dicono all’associazione -. Intanto, non si danno risposte all’emergenza denunciata dai cittadini e il Comune resta arroccato a voler mantenere l’orario di chiusura dei locali alle tre di notte, con la conseguente permanenza e il girovagare di persone alterate dall’alcol che urlano fino alle tre e mezza-quattro del mattino, cui fa seguito il passaggio estremamente rumoroso dell’Amiu per ripulire dalla sporcizia generata dalla malamovida. Ma non basta: come denunciano i video girati in questi ultimi giorni, all’uscita dei locali seguono situazioni di violenza e aggressività dilagante che sempre più coinvolge gli abitanti esasperati (quelli che pervicacemente ancora resistono e non vogliono abbandonare il Centro Storico, come già molti sono stati indotti a fare, data l’insostenibilità della situazione)».

Secondo “Vivere il Centro Storico” «Gli abitanti già nel corso della notte devono subire per tutto l’orario di apertura dei locali un livello del rumore intollerabile – totalmente fuori legge – provocato dai frequentatori della “movida” che si spostano da un locale all’altro urlando e schiamazzando e dagli assembramenti di centinaia di persone, per di più assistendo alle frequenti risse che si scatenano in mezzo alla folla».

«Gli assembramenti di centinaia di persone continuano a ripetersi come sempre immutati, nei soliti luoghi (v. piazza San Bernardo, Piazza Embriaci, via San Donato) e vanno ad intasare anche i vicoli più stretti (via San Bernardo fino alle Grazie, vico Vegetti, Salita Mascherona, Salita Pollaioli…) generando ovunque anche seri problemi di sicurezza» spiegano i residenti, che condannano il moltiplicarsi dei dehors, i dj-set organizzati all’esterno «che producono musiche da discoteca sotto le finestre dei residenti», il posizionamento di panchine che pare siano calamita proprio per i frequentatori più scorretti.

L’associazione sottolinea che la maggiore presenza della Polizia locale non riesce a fare fronte a una situazione di degrado che riguarda una zona molto vasta. «La Polizia locale non interviene mai per contrastare il rumore fuori dai limiti e gli schiamazzi notturni generati dalle centinaia di persone assembrate dentro e fuori gli spazi dei dehors – spiegano a “Vivere il Centro Storico” -. D’altra parte questi si configurano di fatto come problemi di “ordine pubblico” a cui la Polizia locale non risulta abilitata e che mettono a rischio di aggressioni (come avvenuto) gli stessi agenti. Così anche questa soluzione non si rivela efficace per tutelare il diritto al riposo dei residenti ed evitare quanto documentato dai video». In realtà la Polizia locale è intervenuta anche su diverse risse, ma la situazione è talmente “allargata” e la quantità di persone presenti così ampia che non basterebbe un esercito per contenerla.

L’associazione ricorda poi che l’ordinanza anti alcol è puntualmente disattesa e che le chiusure decise dall’amministrazione sono franate davanti al Tar (erano basate su provvedimenti dirigenziali e solo un’ordinanza del sindaco potrebbe, forse, reggere ai ricorsi. Secondo “Vivere il Centro Storico”, i provvedimenti sarebbero stati «comunque non risolutivi del problema generale: alla chiusura i frequentatori si spostano verso altri locali aperti, generando ancor maggiori assembramenti».

Prosegue la nota dei cittadini: «Dopo anni di confronto, di incontri con gli Amministratori, di proposte concrete da parte dei residenti, di promesse del Sindaco ogni volta disattese, a seguito delle mancate o comunque inadeguate risposte dell’Amministrazione, nel maggio scorso l’Associazione, “Vivere il Centro Storico”, patrocinata dagli Avvocati Silvia Sommazzi e Emanuele Bertolin, aveva presentato diffida al Sindaco del Comune di Genova e agli Uffici competenti, coinvolgendo anche Regione Liguria e Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ad adottare i provvedimenti necessari a tutelare in modo efficace e stabile il bene primario della salute pubblica, effettuare una riorganizzazione degli orari di apertura dei locali di vendita alcolici al fine di promuovere abitudini di vita tese a una più sana e virtuosa convivenza civile, disponendo comunque come misura immediata, per rispondere all’emergenza in atto, la chiusura alle ore 24 e in ogni caso, avviare la procedura di legge per dotare il Comune di Genova di uno specifico regolamento di disciplina del fenomeno della !Movida” Poiché il Comune e gli altri Enti non hanno dato risposta alla diffida nei tempi previsti dalla Legge, nonostante il sollecito inviato loro a fine luglio, l’Associazione ha dovuto conseguentemente procedere a presentare ricorso al T.A.R. contestando l’illegittimità del silenzio e per la condanna del Comune stesso e degli altri Enti a porre in atto i provvedimenti richiesti nella diffida. La situazione generale non è stata migliorata dalle iniziative vantate dal Comune, anzi le situazioni oggi sono peggiorate, anche sul piano della sicurezza. Mentre il Comune “progetta” soluzioni di là da venire e sperimenta ordinanze, il rumore e il disturbo del riposo proseguono da anni e anni inalterati e l’orario di chiusura dei locali resta fissato alle 3.00. Per questo l’Associazione nel ricorso richiede un intervento “urgente” del Tribunale, nella speranza di riuscire a limitare un danno non più sopportabile che in qualche modo deve essere interrotto. Una volta che sarà salvaguardato il diritto alla salute dei residenti, ben vengano tutte le iniziative che il Comune vorrà porre in essere in un’ottica di salvaguardia, risanamento e valorizzazione (obiettivi che l’Associazione “Vivere il Centro Storico” persegue come da Statuto) e in tale direzione il Comune non potrà che avere il consenso e la fattiva collaborazione dei residenti».

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