diritti e sociale 

Beni confiscati, è nata nel centro storico un escape room sul tema della lotta alle mafie

Si tratta del progetto “EnigMALAVITA”, nato dall’idea di un gruppo di ragazzi uniti dall’esperienza scout nel gruppo Agesci Genova 13 per offrire la possibilità a tutti di entrare in contatto con i temi legati alla lotta alle mafie attraverso un’esperienza di gioco

Primo incontro per l’Osservatorio del Comune di Genova sul riutilizzo sociale dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, che vede coinvolti i rappresentanti dell’assessorato al Patrimonio, che ne coordina le attività, e altre direzioni del Comune di Genova, le associazioni già concessionarie o interessate a prendere in concessione locali confiscati, passati al civico patrimonio. Tra le associazioni presenti alla prima riunione: Libera, il Cantiere per la legalità responsabile, l’Associazione degli Abitanti della Maddalena, Agesci, Auxilium, Caritas, il Cesto, Domus Cultura, le Parrocchie delle Vigne e della Maddalena, Adesso, la Collina Verde nel Mediterraneo, i Papà Separati.

«È la prima riunione – spiega l’assessore al Patrimonio Francesco Maresca – dopo l’approvazione del regolamento sulla gestione dei beni confiscati del Comune di Genova a febbraio di quest’anno, regolamento alla cui stesura hanno collaborato anche le associazioni». Operativo dal 2018, l’Osservatorio è convocato periodicamente con l’obiettivo di condividere gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei progetti di riutilizzo dei beni confiscati e affrontare le problematiche emerse sulla gestione dei locali confiscati a Genova.

«Il Comune di Genova – spiega l’assessore Maresca – ha acquisito, all’interno del proprio patrimonio, 71 immobili confiscati alla criminalità organizzata per destinarli a una fruizione sociale. La scorsa primavera, abbiamo acquisito sette immobili nel centro storico della confisca Zappone: due sono destinati all’emergenza abitativa, due a cicloposteggi e tre ad attività associative». Durante la riunione dell’Osservatorio è stato illustrato anche lo stato dell’arte dei lavori in corso per la rigenerazione degli immobili. «Molti interventi – dice l’assessore Maresca – sono in via di ultimazione grazie alle risorse destinate da apposito bando regionale alle associazioni assegnatarie per un importo complessivo di circa 500.000 euro per rimborso spese di lavori effettuati. Il Comune ha partecipato all’ultimo bando pubblicato da Regione con i progetti di riqualificazione di due appartamenti da destinare ad emergenza abitativa per complessivi 180.000, di cui 80.000 finanziati dal Comune».

Dei 71 immobili confiscati, la maggior parte acquisiti negli ultimi anni, sono stati destinati ad associazioni del terzo settore per l’avvio di progetti di utilità sociale: social housing, progetti culturali, laboratori per il reinserimento lavorativo di persone in difficoltà, ciclofficine. Uno degli ultimi progetti presentati è il progetto “EnigMALAVITA“, nato dall’idea di un gruppo di ragazzi uniti dall’esperienza scout nel gruppo Agesci Genova 13 per offrire la possibilità a tutti di entrare in contatto con i temi legati alla lotta alle mafie attraverso un’esperienza di gioco (escape room). «Se oggi possiamo avere un patrimonio che da luogo di illegalità si è trasformato in occasione di socialità e sociale – conclude l’assessore Maresca – è grazie al grande lavoro svolto dagli uffici del Comune, di concerto con quelli regionali, e del grande sforzo del mondo associativo e del terzo settore che hanno presentato progetti davvero importanti non solo per il centro storico ma per l’intera città. Proprio per valorizzarne la vocazione e illustrare questa buona pratica, il prossimo anno organizzeremo un convegno pubblico con il coinvolgimento di tutti i soggetti impegnati in questi anni nella rinascita dei beni confiscati».

«Questo progetto é la realizzazione di un sogno di un ragazzo che è diventato il sogno di tutti noi – si legge sul sito web di EnigMalavita – Stefano Matricardi è sempre stato appassionato di giochi di logica, e allo stesso tempo molto attivo nella lotta alla mafia; per tanti è stato un compagno di cammino, per altri un capo e un fratello maggiore, ma a tutti ha lasciato lo spirito di iniziativa e di servizio nei confronti della nostra società. Stefano è stato esempio di integrità e cittadinanza attiva per i giovani. Dopo aver avuto l’idea aver allestito una prima Escape Room a tema mafia, Stefano si è ammalato di un tumore al cervello ed è mancato nel marzo 2020. Cercando un modo concreto per ricordarlo, abbiamo pensato di portare avanti l’idea di un’escape room in un bene confiscato nel centro storico di Genova. Attraverso il patrocinio della Zona Tre Golfi che fa parte dell’associazione scout “AGESCI” abbiamo quindi partecipato al bando indetto dal Comune di Genova e, a Luglio 2021, siamo finalmente riusciti ad ottenere la gestione di un bene confiscato alla mafia…».

L’obiettivo del progetto EnigMALAVITA è quello di dare la possibilità a tutti di fruire degli immobili confiscati alla mafia, creando al loro interno un’esperienza per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati alla criminalità organizzataGenova, porto e punto di contatto di molte culture, attira anche le azioni della criminalità organizzata. Non tutti sanno che (forse non sai che) nella nostra città c’è stata la più grande confisca del Nord Italia: 115 beni presi alla famiglia Canfarotta nel 2009.
Non si tratta di ville e grandi terreni ma di depositi e palazzine abitative in pessime condizioniLa maggior parte di questi immobili si trova nel Centro Storico di Genova, nei vicoli frequentati da ogni genovese.

Qui la pagina Facebook del progetto

Cos’è una escape room?
Un’Escape Room consiste in un gioco di logica nel quale i concorrenti, rinchiusi in una stanza allestita a tema, cercano una via di uscita: per poter completare con successo questa missione dovranno usare la logica e il lavoro di squadra. Sarà concessa una sola ora di tempo per risolvere tutti gli enigmi la cui soluzione permette di accedere al livello successivo e, infine, a uscire dalla stanza.

Related posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: