Cultura 

Omaggio a Orazio De Ferrari, al Museo dell’Accademia una nuova acquisizione per la mostra in corso

Nell’ultimo mese di apertura, la mostra Omaggio a Orazio De Ferrari si arricchisce di un dipinto inedito, riaffiorato per un recente acquisto nell’ambito del collezionismo privato

Riconosciuto al pittore voltrese dallo studioso Piero Donati, curatore della mostra insieme a Giulio Sommariva – Conservatore del Museo – viene ora generosamente messo a disposizione dell’Accademia Ligustica di Belle Arti dal nuovo proprietario.

IL DIPINTO
Si tratta di una Maddalena penitente, soggetto del quale si conosceva, fino ad oggi, solo un dipinto di Orazio De Ferrari, conservato in una collezione privata genovese; in quella tela appaiono evidenti i riferimenti ai modi di Gioacchino Assereto, anche se assimilati e riproposti con originalità di accenti.

La Maddalena penitente presentata in mostra appare invece frutto di un linguaggio autonomo, nel quale è palese il solido bagaglio tecnico ed espressivo del pittore che, attraverso l’assidua frequentazione delle accademie del nudo, attestata dalle fonti coeve, aveva maturato anche un’assoluta padronanza nel trattamento delle anatomie, maschili e femminili.
Ne costituisce prova evidente proprio il confronto tra le due versioni del soggetto.

Nel primo la Santa, rivestita con un abito ed un ampio mantello panneggiato, è rappresentata in adorazione del Crocifisso, quasi colta in un momento di pausa nella meditazione, richiamata dal libro aperto alla lettura. Campeggiano in primo piano i consueti attributi: il vasetto degli unguenti e il teschio poggiato su di un libro chiuso.

Nella versione presentata in mostra la Maddalena appare ignuda, con i fianchi avvolti da un sontuoso mantello di un colore rosa acceso, la fluente capigliatura bionda a ricoprirne le nudità. Minimi accenni di paesaggio – una roccia scoscesa alle spalle e un monte in lontananza – appena delineati in basso a destra il libro e il teschio; domina la scena lo splendido e luminoso corpo della Santa, illuminato da una luce che proviene dall’alto, per una tonalità calda che si stende sulle carni, sottolineandone la morbidezza, e che si accende sulle pieghe del mantello. Luce che brilla sui boccoli biondi e che delinea le mani intrecciate nella preghiera.

Una splendida figura femminile nella quale, probabilmente, va riconosciuta la moglie Giorgetta, nipote del pittore voltrese Giovanni Andrea Ansaldo, dalla quale Orazio ebbe otto figli.

Mostra a cura di Piero Donati e Giulio Sommariva, per I Protagonisti, capolavori a Genova 1600 – 1750
Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti | Largo Pertini 4, Genova | 8 aprile – 31 luglio 2022

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