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Marmolada, crolla enorme seracco di ghiaccio: 6 i morti e almeno 10 i feriti, 15 i dispersi. Il bilancio è provvisorio

Un boato. Poi centinaia di metri cubi di ghiaccio, neve e pietre che stavano lì da secoli si sono staccati e hanno investito tutto quanto stava sotto. Anche le vite di degli alpinisti che erano in cordata. Le cordate sarebbero state due, di sei persone ciascuna. Tra le vittime ci sarebbero anche le guide. I feriti sono una decina 10, i dispersi 15. Le ricerche sono interrotte perché un pezzetto del seracco è rimasto in bilico: presenta una crepa importante: si parla di centinaia e centinaia di metri cubi di ghiaccio che potrebbero staccarsi da un momento all’altro. Ancora non identificate le vittime. I corpi sono in tali condizioni che probabilmente ci vorrà l’esame del Dna per riconoscerle

Attenzione: numero verde per segnalare amici e parenti che erano sulla Marmolada e non hanno fatto ritorno a casa. Lo ha istituito il Soccorso Alpino nazionale. I dispersi sono 15. Al momento le ricerche sono sospese per il pericolo di cedimento e crollo della parte superiore del soracco. I soccorritori cercano di individuare l’identità dei dispersi dalle auto posteggiate a valle.

«È di sei vittime il bilancio provvisorio (non si esclude che sia definitivo), a seguito del distacco del seracco dalla calotta sommitale del ghiacciaio della Marmolada, sotto Punta Rocca – recita un comunicato della Protezione civile del Trentino che ricostruisce quanto è accaduto e i soccorsi -. Una valanga di neve, ghiaccio e roccia che nel suo passaggio di circa due chilometri lungo il versante trentino ha coinvolto anche il percorso della via normale, mentre vi si trovavano delle cordate. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato intorno alle 13.45». La velocità della valanga è stata calcolata in 300 chilometri l’ora.

I soccorsi della Protezione civile del Trentino sono scattati immediatamente: sono stati impiegati sei elicotteri, personale del Soccorso alpino e speleologico con le unità cinofile, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza provenienti anche dalle vicine province di Bolzano, Belluno e Venezia. Le operazioni vengono coordinate presso la caserma dei vigili del fuoco di Canazei, sede anche del soccorso alpino. Sul posto sono presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e il vicesindaco di Canazei, Diumitri Demarchi.

I feriti sono stati accolti in negli ospedali di Trento, Belluno, Treviso e Bolzano: il numero sarà comunicato nelle prossime ore. I soccorritori hanno recuperato anche 4 persone illese. I parenti di coloro che erano sul ghiacciaio e non sono tornati a casa vivono ore di terrore. L’alpinismo è una passione storica anche per molti liguri.

Dopo la bonifica via terra dei soccorritori e delle unità cinofile, vista la situazione pericolosa per la possibilità di distacchi di altre valanghe e per scongiurare il più possibile il pericolo per gli operatori, intorno alle 15.30 è stato fatto intervenire l’elicottero di Trentino Emergenze dotato di Artva a bordo e con agganciata la campana Recco – una tecnologia utilizzata per la ricerca di persone disperse che viene agganciata all’elicottero e consente di captare dei segnali provenienti da superfici riflettenti e da dispositivi elettronici – per effettuare una ulteriore bonifica dall’alto.
Il presidio continuerà per tutta la serata e nelle ore notturne. Sull’area della valanga di ghiaccio non è attualmente operativo personale per l’elevato pericolo di ulteriori distacchi.

Sono state emanate ordinanze di divieto di accesso e percorrenza dell’area interessata dalla valanga congiuntamente dai Comuni di Canazei e Rocca Pietore, fino a quando non sarà accertata la natura del distacco con gli opportuni rilievi glaciologici e geologici.

Il distacco è avvenuto all’incirca a un’altitudine di 3mila metri. La vetta è appena 343 metri sopra. Chi è arrivato prima del distacco si è salvato. Il destino ne ha salvati 18, i rocciatori che sono poi stati evacuati dalla cime di Punta Rocca.

Ai soccorritori si è presentato uno scenario terrificante, con pezzi di ghiaccio e rocce di mezzo metro ciascuno scesi alla velocità di 300 chilometri l’ora in un’area di due chilometri.. Poi, i corpi delle vittime dilaniati, fatti a pezzi dalla massa che gli è precipitata addosso. I feriti sono tutte persone che non erano nell’area del crollo e che sono state colpite da schegge di pietra e di ghiaccio. I soccorritori dicono sottovoce che difficilmente possono esserci sopravvissuti sotto l’enorme quantità di materiale scesa a valle con tanta violenza.

Foto del Soccorso Alpino

«Un grosso seracco in Marmolada é crollato. Secondo le prime informazione del Suem sono 6 le vittime e una quindicina le persone coinvolte – scrive il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sui social, condividendo il video che vedete sotto e che abbiamo zoommato per mostrare meglio il tragico distacco di ghiaccio e roccia – Il distacco sarebbe avvenuto nel tratto che porta da Pian dei Fiacconi a Punta Penia per la via normale alla vetta della Marmolada. Sono state attivate tutte le stazioni del soccorso alpino che ha propri elicotteri e mezzi impiegati in zona. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Belluno, Treviso, Trento e Bolzano. Proprio ieri sulla Marmolada é stato raggiunto il record delle temperature (10 gradi circa in vetta)». In realtà ieri in vetta c’erano 8,7 gradi di massima. Oggi è andata peggio; è stata registrata dalla centralina Arpav la punta di 10,3 gradi alle 14, subito dopo il distacco. Ma già alle 11 c’erano già 10 gradi. Sempre secondo Arpav, la notte scorsa la minima era rimasta sopra i 5 gradi.

La procura di Trento ha aperto un fascicolo per disastro colposo, al momento a carico di ignoti.

Sotto, il post Twitter della Tgr Rai Trentino. Nel video si vedono alcune persone sfiorate dalla valanga.

In una nota, i co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ed Eleonora Evi parlano di disastro annunciato e promettono di presentare un esposto: «È una vergogna che il nostro Governo non abbia ancora messo mano a un piano di adattamento ai cambiamento climatici, e alla relativa crisi che stiamo subendo che non può più essere considerata una emergenza. Gli scienziati già da tempo hanno lanciato l’allarme sul fatto che le Alpi si stiano trasformando velocemente a causa del riscaldamento climatico. Per far luce su questi ritardi presenteremo un nostro esposto alla Procura della Repubblica».

Anche il presidente della Guardia Nazionale Ambientale, Alberto Raggi parla di «disastro annunciato dall’ormai inarrestabile riscaldamento globale».
«Purtroppo questo fenomeno come tanti altri fenomeni dello scioglimento dei ghiacciai – scrive in una nota Raggi – sono all’ordine del giorno per effetto del continuo riscaldamento globale e le temperature molto elevate degli ultimi giorni». Poi il presidente della Guardia Nazionale Ambientale lancia l’allarme: quello della Marmolada potrebbe essere solo il primo «di più fenomeni disastrosi come quello a cui siamo costretti ad assistere oggi. Dobbiamo intervenire subito e senza indugi nella tutela dell’ambiente affinché si arresti questa deriva che ci porta verso scenari insostenibili».

La nota di Palazzo Chigi: «Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più profondo cordoglio per le vittime del terribile crollo sulla Marmolada. Il Governo è vicino alle loro famiglie e a tutti i feriti. Il Presidente Draghi è costantemente informato sull’andamento dei soccorsi dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dal Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dal soccorso alpino, dai vigili del fuoco, dalle autorità locali, che ringrazia per il loro incessante lavoro».

«Seguiamo con sgomento le notizie che arrivano dalla Marmolada, dove almeno 6 persone hanno perso la vita per una valanga di ghiaccio al confine tra Trentino Alto Adige e Veneto – ha scritto il presidente della Regione Liguria sui social -. La Liguria è vicina alle comunità coinvolte: una preghiera per le vittime e per i feriti e grazie al Soccorso Alpino, alle unità cinofile e a tutti i soccorritori che in queste ore stanno lavorando senza sosta per salvare più vite possibile».

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