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Funivia sul Lagaccio, i partiti salgono sul carro del comitato. Piciocchi: «In giro rendering inventati». Oggi la manifestazione

La tenzone elettorale si infiamma sull’idea della funivia che dovrebbe condurre dal porto ai forti e per la quale è in atto la gara per la progettazione motivo per cui non esistono, al momento, un progetto e relativi rendering. L’assessore ai Lavori pubblici, candidato per Vince Genova: «Diffusione ad arte di notizie e disegni falsi al solo scopo di agitare le persone, forse con l’aspettativa da parte di qualcuno di prendere qualche voto». Oggi la manifestazione del comitato di cittadini “Con i piedi per terra” che chiede di partecipare con «strumenti e non bandiere». Ma alcuni partiti di opposizione si sono già premurati di far sapere che ci saranno

La diffusione di alcune immagini che riportano i piloni nel quartiere del Lagaccio ha agitato gli animi.

Il primo blocco di “ricostruzioni” si deve al Comitato cittadino “Con i piedi per terra” ed è stato pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Nell’attesa che il Comune di Genova chiuda la progettazione dell’impianto, vi mostriamo quale sarebbe l’impatto della funivia sull’abitato del Lagaccio sulla base della documentazione ufficiale pubblicata ad oggi sul sito del Comune – si legge sul post – Il posizionamento e le altezze dei piloni sono state riprese dalla Relazione Tecnica Generale (da pag. 9 a pag. 14) pubblicata sul sito del Comune (il colore e la forma no)».

Ieri è arrivata un’altra ricostruzione, ad opera di una candidata alle elezioni come consigliere per il Municipio Centro Est, Francesca Coppola Architetta del Paesaggio, nelle liste di Europa Verde con Sansa – Linea Condivisa.

Stamattina il post dell’assessore Pietro Piciocchi sulla sua pagina Facebook

Funivia del Lagaccio: osservo che sono stati messi appositamente in circolazione orribili rendering, completamente inventati e realizzati non so da chi, per denigrare un progetto che è ancora in corso di studio nell’ambito di una gara pubblica e che, pertanto, allo stato – ma ancora per poco – non può essere divulgato.
È certo che non appena i documenti saranno disponibili verranno condivisi con il Municipio e la cittadinanza e io di questo, se proseguirò nel mio mandato, sarò garante: al Lagaccio ci sono numerose associazioni di quartiere con le quali in questi anni personalmente ho lavorato benissimo e da cui ho ricevuto tante idee.
Ho tutta l’intenzione di continuare a lavorare secondo questo metodo.
Ma voglio aggiungere alcune considerazioni.
La prima: l’amministrazione, tra le prescrizioni che ha impartito ai progettisti, ha chiesto di studiare le migliori soluzioni per rendere l’opera all’avanguardia sul piano della sostenibilità ambientale e, ovviamente, conforme a tutti i più moderni parametri di sicurezza.
Il progetto, oltretutto, sarà condiviso con la Soprintendenza che lo deve approvare e sconterà diversi livelli autorizzativi sotto il profilo della compatibilità ambientale.
La seconda: questa infrastruttura segnerà una svolta molto positiva per il quartiere del Lagaccio e per le aree limitrofe e va collocata in una visione d’assieme.
Sarà volano di sviluppo di interventi complementari che si attendono da anni e sui quali stiamo lavorando anche con le associazioni del territorio, come l’allargamento di Via del Lagaccio, il recupero della rimessa ex Sati, il pieno recupero degli spazi della ex Caserma Gavoglio e la riqualificazione di tutta la zona attigua al campo Ceravolo e al ponte Don Acciai, oltretutto con nuove dotazioni di parcheggi, tema molto avvertito dagli abitanti.
Credo che sia indubbio merito del lavoro svolto in questi anni dal Municipio e dalla Giunta il fatto di avere ripreso in mano questi argomenti da decenni congelati nel più completo immobilismo e questa è la migliore prova che l’amministrazione intende lavorare con il territorio per il territorio.
Sono persuaso che la funivia sarà un’opera fondamentale, parte essenziale di riscatto di un quartiere che negli ultimi decenni ha sofferto e merita certamente di essere rivalutato.
La terza: comprendo e rispetto le preoccupazioni – anche se sono certo che saranno fugate non appena potremo condividere insieme la bellezza di questo progetto (cosa che, ripeto, avverrà molto a breve) – ma l’ostilità pregiudiziale di alcuni, acuita dalla campagna elettorale in corso, la diffusione ad arte di notizie e disegni falsi al solo scopo di agitare le persone, forse con l’aspettativa da parte di qualcuno di prendere qualche voto, ecco questo è un metodo al quale sono completamente estraneo, non mi appartiene, sto lontano da chi agisce così.
La quarta: questa infrastruttura, nella nostra visione, dovrà esercitare una grande capacità attrattiva per la nostra Città, sarà un progetto di indubbia qualità, asse portante della valorizzazione del sistema delle fortificazioni genovesi, come tale è stato apprezzato dal Ministero della Cultura che ha messo a disposizione le risorse, certamente qualcosa di molto più interessante di altre proposte che in passato sono state calate sul quartiere (ricordo bene i dibattiti sulla più grande Moschea d’Europa che qualcuno voleva realizzare circa una decina d’anni or sono).
L’area del Lagaccio è parte integrante di una Genova che guarda con fiducia al futuro e alle sue prospettive e che non vuole stare ferma.
Al termine di questo lungo post, per chi avrà avuto la pazienza di arrivare fino a qui, davvero voglio invitare tutti a diffidare in questi momenti da chi parla senza nulla sapere, da chi vuole solo agitare le persone, esorto ad allargare lo sguardo su una proposta che ha grandi potenzialità per il Lagaccio e per tutta la Città di Genova.
Un’ultima considerazione di carattere più personale: chi mi conosce sa bene che in questi anni io ho sempre messo la faccia sulle cose, non mi sono mai nascosto, ho sempre ascoltato tutti, dialogato con tutti, affrontato le critiche, quando ci sono state, da cui ho anche imparato. Non farò certo eccezione per quest’opera della cui bontà resto molto convinto.


Questo il comunicato di ieri di Francesca Coppola, candidata nel municipio I Centro-Est per la lista “Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa”.

«La Funivia sul Lagaccio non serve al Lagaccio. E’ solo un regalo ai crocieristi, che produce un risultato: un pilone da 67 metri dentro il futuro Parco di Casa Gavoglio». Così Francesca Coppola, candidata nel municipio I Centro-Est per la lista “Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa”. Secondo Coppola, che parteciperà alla manifestazione organizzata sabato 28 maggio al Lagaccio, non si può essere d’accordo con la scelta della Giunta Bucci sull’impianto di collegamento per i forti.
«Per migliorare la qualità della vita degli abitanti del Lagaccio serve ben altro: i servizi, mobilità, spazi verdi. Bisogna quindi farsi carico delle esigenze dei cittadini e delle cittadine. E invece si preferisce letteralmente passarci sopra: chi ha in mente questo progetto, evidentemente non sa nemmeno di cosa stiamo parlando. Perché non esiste, e non è mai esistito, un dialogo vero con gli abitanti e una reale consapevolezza del territorio. Questa non è partecipazione, ovvero “insieme possiamo fare un nuovo progetto nel quartiere”, ma una semplice comunicazione, “ti avviso che succederà questo”».
La Giunta Bucci continua a ripetere che “il progetto definitivo non esiste”. E mentre esistono render per qualsiasi progetto, anche fantasmagorico, quello della funivia nel quartiere del Lagaccio non è mai comparso. Ma esiste un progetto di pre-fattibilità, con tanto di planimetrie, sezioni e fotoinserimenti: un documento su cui si baserà la formalizzazione dell’offerta finale per la realizzazione dell’intervento.
«Ed è proprio sulla base di questo progetto di prefattibilità – spiega Coppola, che è architetta paesaggista – che abbiamo studiato il possibile passaggio dei piloni, sulla base delle indicazioni del Comune, considerando i vincoli della Caserma Gavoglio e il rischio idrogeologico del rio per cui i progettisti del Parco avevano dovuto progettare con estrema accortezza. Esiste infatti una fragilità territoriale importante poiché negli ultimi anni tantissime frane hanno interessato la zona. Ma questo non sembra essere preso in considerazione. Il risultato è un pilone da più di 60 metri in mezzo al parco, unico progetto in cantiere che ha visto l’inclusione degli abitanti del Lagaccio, e che per fare un regalo ai turisti verrà deturpato».


Poco dopo è giunto un comunicato di Linea Condivisa, che ribattezza il futuro impianto “Funivia di Begato”.

Noi non strumentalizziamo, raccogliamo lo scontento dei residenti del Lagaccio»

L’assessore ai lavori pubblici del comune di Genova Pietro Piciocchi dice che il progetto di funivia Forte Begato non è ancora definitivo. Noi rispondiamo che Linea Condivisa non ha bisogno di fare facili strumentalizzazioni, considerato che i suoi rappresentanti sono sempre in prima linea e a stretto contatto con la cittadinanza che rappresentano non solo durante la campagna elettorale.
«L’amministrazione Bucci non ha mai ascoltato le voci di chi vive il quartiere quotidianamente – commenta Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale – Non si può sempre far calare dall’alto progetti invasivi di questo tipo. L’assessore Piciocchi dice che ci sarà un confronto con gli abitanti della zona ma quando lo vuole fare questo confronto? A opera te
rminata?».Linea Condivisa non fa polemica sterile, propone alternative valide e condivise con la popolazione:
«Considerato l’investimento previsto, punterei di più sulla verticalità (la costruzione di ascensori, per intenderci) e il potenziamento della ferrovia a cremagliera, oltre che sul collegamento tra il Lagaccio e via Napoli attraverso la rete tramviaria, visto che da tempo si attendono i lavori sull’abbattimento del muro laterale dell’ex caserma Gavoglio e il conseguente allargamento della strada – dichiara Vincenzo Palomba, consigliere del municipio I centro est e candidato consigliere municipale nella lista Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa – Anche noi dell’opposizione, in questi cinque anni, abbiamo portato avanti tanti progetti per il quartiere e abbiamo dato il nostro contributo in termini di tempo dedicato e proposte anche grazie alla collaborazione del presidente Andrea Carratù, senza dimenticare le tante associazioni e i tanti comitati che ogni giorno si spendono per migliorare la qualità e il decoro di questo quartiere e – mi permetto di dire – a tal proposito ne so qualcosa».
Per questo motivo sabato 28 maggio prenderemo parte al corteo organizzato dal comitato “Con i piedi per terra” contro questo progetto.


Oggi, dalle 18, la manifestazione del comitato “Con i piedi per terra – Genova” che ieri ha ricevuto incontrato Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, in visita nel quartiere del Lagaccio insieme al candidato sindaco del centrosinistra Ariel Dello Strologo.
«Gli abbiamo consegnato una lettera nella quale raccontiamo le nostre ragioni per il no alla funivia e i nostri SI per la valorizzazione del sistema dei Forti e del nostro quartiere»

Ecco la lettera

Buongiorno Presidente,

le scriviamo questa lettera per portarla a conoscenza dell’assurda situazione che il quartiere del Lagaccio a Genova sta vivendo a causa del progetto di realizzare una funivia tra la Stazione Marittima, punto di arrivo nella nostra città dei crocieristi, e Forte Begato, identificato come stazione di accesso al Parco delle Mura, dove si sviluppa il sistema dei Forti; e che dovrebbe letteralmente passare sopra di noi, sopra le nostre teste e sopra le nostre case, scavalcando, fisicamente e metaforicamente, un intero quartiere che ci dispiace dover definire “non uno dei più fortunati di Genova”, sia per storia che per problematiche.
Fin da quando abbiamo creato questo comitato abbiamo deciso di non piangerci addosso, di non soffermarci su un semplice “NO”, ma di essere propositivi e individuare soluzioni alternative al progetto, di analizzare lo stato attuale e capire come migliorarlo con le strutture già esistenti, ma di fronte alla totale non volontà di collaborazione coi cittadini la cosa è molto difficile.
Avremmo voluto confrontarci e aver modo di dialogare con le autorità locali, ma la loro totale sordità alle nostre richieste, ancora più esasperata in questo periodo di campagna elettorale, ci porta a provare a rivolgerci a lei, sperando che una carica così importante a livello nazionale trovi il tempo per dedicarci pochi minuti.
Si immagini di vivere in quartiere con una delle maggiori densità abitative di Genova e di aver comprato con tanti sacrifici la sua abitazione, magari a un piano alto, con quel piccolo scorcio di mare che rende tanto orgogliosi noi genovesi ogni mattina, quando ancora intorpiditi dal sonno ci affacciamo alla finestra prima di andare a lavorare.
Ed ecco che da un giorno all’altro, quella finestrella di panorama viene sostituita e deturpata da piloni alti 70 metri costruiti a pochi metri dalle case e da una funivia che sopra le nostre teste non ci permette nemmeno di godere della vista del cielo.
Questo è quello che vogliono fare!
Il nostro è un quartiere che sa di periferia, nonostante la grande vicinanza dal centro, reso tale dalla scarsa attenzione che si è rivolta a questa zona da ormai troppo anni.
Un quartiere dove basterebbe davvero poco per una riqualificazione che donerebbe a tutta Genova un’area di grande interesse con la sua vicinanza alla Stazione Principe, ai Terminal delle navi da crociera e dei traghetti e soprattutto al centro storico!
E invece arriva un altro schiaffo a questa zona, considerata semplicemente da scavalcare perché d’intralcio evidentemente.
Ma se fino ad ora ci siamo lasciati trasportare dalle emozioni, facendo emergere soprattutto non rabbia ma bensì l’orgoglio tipico di noi genovesi, proviamo a rubarle ancora un paio di minuti per esprimere dubbi di natura più tecnica.
Il primo dubbio riguarda proprio i fondi.
La gara per la costruzione di questa funivia si colloca all’interno del bando, facente parte del PNRR, dedicato alla riqualificazione del Parco delle Mura, che si trova l’area sulle alture intorno a Genova e dove si articola il sistema degli antichi forti di Genova, un’area ricca di storia e dal fascino speciale.
Ora noi ci chiediamo: come è possibile che sia legittimo che oltre la metà dei fondi (40 milioni dei circa 70 milioni in totale) dedicati alla riqualificazione di un’area naturale e storica, venga invece investita in una nuova opera così impattante dal punto di vista paesaggistico e che ha così poco a che fare con l’attuale sito oggetto del bando?
L’aumento dei costi della sola funivia, ben 15 milioni in più rispetto al progetto iniziale, ha inevitabilmente comportato che venissero ridotte le risorse allo scopo per cui nasce questo bando – ristrutturazione dei forti e manutenzione dei sentieri in primo piano – a questo punto non viene meno lo scopo del bando stesso?
Siamo sicuri di rispettare ancora i limiti del PNRR?
Non è che questi soldi peseranno ancora di più sulle tasche dei cittadini?
Strettamente legati sono i dubbi sulla sostenibilità.
In una prima bozza di progetto si parlava della necessità di una portata di 2000 pax\h, sovrastimando enormemente i reali flussi turistici derivanti dalle crociere (una crociera in media ospita 4-5 mila persone di cui una buona parte spesso non scende neanche dalla nave). Recentemente però l’Assessore Picciocchi, figura che più si è spesa con le sue numerose deleghe e assessorati su questo progetto, ha aggiustato il tiro a 800 pax\h.
E quindi a questo punto ci chiediamo: se i costi aumentano e la portata diminuisce, siamo sicuri che valgano gli studi di sostenibilità fatti in precedenza e mai messi in discussione? I costi di gestione e di manutenzione, mai considerati in nessun documento, graveranno sulle tasche di noi cittadini per molti e molti anni?
Infine sottolineiamo ancora una volta, i dubbi legati ai cittadini.
Come fa a essere garantita la sicurezza in un territorio fragile come il nostro? Con un rio tombato che passa a poca distanza dai piloni e già diverse frane avvenute negli ultimi anni?
Come possono gli abitanti accettare una struttura così invasiva a pochi passi da casa propria, dai pochi giardini e piazzette dove giocano i loro figli, a qualche decina di metri dalla propria finestra?!
Davvero è giusto colpire questa zona, già vittima di un crollo significativo dei valori immobiliari, con un ulteriore deprezzamento delle abitazioni acquistate con tanti sacrifici da noi e dai nostri genitori?
Le chiediamo cortesemente di aiutarci a ottenere le risposte che l’amministrazione locale non vuole darci, le chiediamo di favorire il confronto tra le istituzioni e i cittadini del quartiere, sapendo quanto queste cose caratterizzino la sua figura istituzionale ma soprattutto la sua persona e quello che è stato da sempre il suo approccio alla politica!


La manifestazione si terrà oggi, sabato 28 maggio, alle ore 18:00. Il corteo partirà da Via Fanti D’Italia.

In copertina: una simulazione del Comitato

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