Commenda con gli occhiali a specchio, la “Soprintendenza delle brutte arti” censura il restyling

Un po’ come nella favola “I vestiti nuovi dell’imperatore”, la pagina Facebook archisatirica dichiara che “Il re è nudo”, cioè che la Commenda con i vetri riflettenti sarebbe snaturata: «Ci pare, azzardiamo, che qualcuno, nei luoghi dove vuol infilare il progresso, non dia il giusto peso al pregresso», si legge nel post dedicato all’antico edificio. Voi cosa ne pensate?

Il progetto è partito con l’amministrazione Doria ed è terminato alla fine della giunta Bucci. È stato eseguito con i fondi di un ministero a guida Pd. Insomma, ce n’è per tutti e non è una questione politica, ma estetica, storica, architettonica.

Per capire che non piaccia a molti basta fare un giro sui social, dove genovesi, a diversi gradi di consapevolezza a livello di storia dell’arte e architettura esprimono giudizi, nella migliore delle ipotesi, perplessi, quando non addirittura negativi.

«Noi, quando guardavamo “la Commenda” venivamo inondati da immaginari e sensazioni di medioevo, alto e basso, accoglienza, malattie, riparo, armi e prepotenze, viandanti – scrive la pagina “Soprintendenza delle brutte arti di Genova” -. Il sole che veniva assorbito dalle pietre generava ombre, interne, dove accogliere l’umanità di passaggio, per un tempo che richiama più i millenni che i secoli. Ora, con le vetrate, la facciamo breve, anche i nostri tentativi di immaginario vengono rifratti. Al limite, dentro, riusciamo a immaginare monitor, a led, che più che renderli presenti illustrano altri tempi con luce azzurrina. Con quell’effetto espresso bene dal buon Gibson nelle prime righe della sua strabiliante saga.Lo sappiamo, noi siam “pieni di musse” e, forse, troppo delicati.Sarà che non sappiam vedere il progresso. Ma, ci pare, azzardiamo, che qualcuno, nei luoghi dove vuol infilare il progresso, non dia il giusto peso al pregresso».

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