Campagna elettorale con veleni interni: Sansa, Verdi e Linea Condivisa sparano su Terrile

Il Capogruppo Pd uscente nel mirino per la nomina ad amministratore delegato dell’Ente Bacini. Lui: «Non intendo replicare. I miei avversari non sono i partiti della coalizione, ma il centrodestra e il sindaco Bucci»

«Riteniamo questa scelta molto inopportuna – dicono Lista Sansa, Verdi e Linea Condivisa, partiti che sostengono, come il Pd, Ariel dello Strologo come candidato sindaco del centrosinistra -. Qui non è assolutamente in discussione la persona di Terrile. Nè la scelta di un partito. Ma siamo anche una coalizione. E questa operazione, come abbiamo fatto presente in ogni modo al PD, mette in grande imbarazzo l’intera coalizione di centrosinistra perché contraddice il desiderio di cambiamento che noi vogliamo portare avanti».

La vecchia regola “i panni sporchi si lavano in casa” /soprattutto durante la campagna elettorale, per non perdere consensi da un elettorato già di per sé sfiduciato dall’intera politica e con una previsione di astensionismo altissima) non pare di interesse dei tre partiti che inviano comunicati ai giornali, con tanto di spiegazione che punta, appare chiaro, a tenere fuori Alessandro Terrile dalla tenzone elettorale in caso di mancata rinuncia al ruolo.

«Il porto di Genova è vissuto, purtroppo, negli ultimi decenni anche su un intreccio perverso tra portualità e politica – si legge nella nota dei tre partiti -. Un intreccio che, talvolta negli scorsi anni somigliava a lottizzazione o spartizione, e che ha rischiato di strozzare la nostra più grande industria cittadina. Nessuno, neanche in passato il centrosinistra, ne è stato estraneo. Era un potere non più rosso o nero: era grigio, perché i colori della politica scolorivano di fronte a comuni interessi. Ma c’è di più: è cosa nota che un certo mondo portuale sostiene, anche finanziariamente, la maggioranza di centrodestra di Giovanni Toti e Marco Bucci. Lo stesso presidente del porto, Paolo Emilio Signorini, è considerato da tutti persona vicina a Toti che lo ha nominato. Ora l’Autorità di Signorini nomina Terrile alla guida di un Ente. Nomina di alto valore simbolico nel porto, ma anche di vero potere. Cosa dobbiamo pensare? Forse, come immaginiamo sostenga Terrile, che un mondo vicino al centrodestra ha dimostrato per una volta un inaspettato segno di apertura e indipendenza. I critici, e non senza qualche motivo, potrebbero però dire che il mondo totiano invece punta a perpetuare la spartizione di poteri e interessi nel nostro porto. Che la politica continua ad invadere il mondo del porto (con il rischio di condizionarlo o di esserne condizionato). Con la partecipazione dell’opposizione. La nomina di Terrile rischia di essere un sigillo. La commistione tra politica e affari è stata una delle cause della profonda crisi che la nostra città vive. C’è stata troppo a lungo opacità nelle reciproche influenze, nelle nomine e nelle poltrone, nei finanziamenti alle forze politiche che condizionano le elezioni. La nuova classe dirigente del PD ha più volte detto di voler cambiare direzione. Siamo convinti, sennò non ci saremmo alleati, che molti la pensino davvero così. Ma la nomina di Terrile e la sua contemporanea candidatura alle elezioni rischiano di provocare profondo disagio. I consiglieri comunali devono fare solo l’interesse della città. Tutta. Mentre un amministratore delegato – e di un’ impresa così importante! – deve essere fedele alla sua azienda e curarne gli interessi. Ha ragione Terrile quando dice che dobbiamo essere uniti. Già, uniti e inattaccabili. Uniti e credibili. Abbiamo promesso di voler voltare pagina rispetto al passato. Dobbiamo farlo subito, in modo netto. Non possiamo permetterci nemmeno di suscitare dubbi. I genovesi si aspettano questo da noi, che siamo davvero diversi da chi governa la città e la regione. E la diversità si dimostra con i fatti non con le parole».

In area Pd si sussurra a microfoni chiusi che la presa di posizione pubblica sia in realtà una manovra elettorale per strappare voti al partito più consistente della coalizione.

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