La cagnolina Bimba muore avvelenata nei carruggi. Nessuno ferma chi spacca le pericolose esche per i topi

La cagnolina aveva 5 anni ed è morta tra atroci dolori nelle braccia della sua padrona. Non è la prima che muore per aver mangiato spugne fritte sparse per la città o le esche per i topi, quei cubetti blu che qualcuno tira fuori, spaccandoli, dai tubi in cui vengono posizionate perché siano accessibili solo alla popolazione murina. Succede da mesi in tutta la città, ma nessuno si preoccupa di fermare il vandalo a causa del quale sono già morti diversi animali

Le segnalazioni si moltiplicano da messi in tutta la città, da levante a ponente, vallate comprese. Questa volta è successo nel centro storico dove le trappole spaccate sono parecchie. Bimba ne ha mangiata una: basta un attimo, anche col cane al guinzaglio, mentre il padrone si ferma a parlare con qualcuno o guarda una vetrina. Bimba, arzilla e vivace, era la compagna di vita di Jenny che, dopo la morte per malattia e anzianità di Biri, aveva deciso, cinque anni fa, di regalare una vita migliore a un altro animale, adottato in un canile del sud. Prima la staffetta fino a Genova, poi la felicità di una vita sempre assieme: le passeggiate nel centro storico, i giochi nella stanza in cui Jenny vive. Sabato accade l’irreparabile: Bimba mangia qualcosa per strada, non vista dalla sua padrona che la ha al guinzaglio. Poi comincia a stare male. Per lei non c’è nulla da fare e domenica mattina la cagnolina muore tra le braccia dell’amata umana. Per Jenny è uno shock: non fa altro che piange. Scrive sui social di essere disperata.

Bimba non è il primo cane morto a causa delle trappole per topi che qualcuno va rompendo in tutta la città, in parchi e giardini, dove le potrebbe raccogliere e mettere in bocca anche un bambino. Poi nelle vie della città. Da mesi diamo eco alle segnalazioni dei cittadini da ogni zona della città. In centro storico, ci segnalano, sono gli spacciatori a rompere le trappole per usarle come imbosco per le dosi.

Genova è coperta da una serie infinita di telecamere pubbliche e private le cui immagini vengono usate per ricostruire la dinamica di incidenti, per individuare i responsabili di episodi criminosi o delle scritte sui muri contro questo o quel politico, soprattutto adesso, in tempo di elezioni. Ma, evidentemente, non vengono usate per individuare la persona – o le persone – che girano per la città a spaccare le trappole seminando trappole mortali per gli animali che in qualche caso potrebbero essere letali anche per i bambini. Bimba ha mangiato l’esca nel centro storico, dove ogni centimetro è “coperto” dagli occhi elettronici. Possibile che non si riesca a risalire all’autore del vandalismo portatore di morte? Perché non si cerca di scoprire chi è? Perché si cerca di farlo smettere?

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