Lavori ai cantieri navali di Sestri, nei cassoni finisce lo sfrido delle cave di marmo

La Struttura Commissariale: «Questa scelta è un ottimo esempio di “economia circolare”. Il riempimento, infatti, avviene attraverso l’utilizzo di un “sottoprodotto”: uno scarto di produzione che può essere gestito quindi come un bene e non come rifiuto»

Per creare il nuovo molo dei cantieri navali di Sestri Ponente sono necessari dei cassoni: strutture in calcestruzzo, di grandi dimensioni, che vengono costruite sul posto, affondate e poi riempite.

Al loro interno viene riversato materiale inerte di cava di marmo, costituito da sfridi e scarti di lavorazione di cava di varie dimensioni, che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento.

«Tale operazione ha consentito di recuperare un materiale di ottima qualità e non “scavato”, favorendo la riduzione dello sfruttamento delle risorse attraverso la sostituzione di materie prime vergini con sottoprodotti di processi produttivi che garantiscono comunque ottime caratteristiche fisico-meccaniche – dicono alla Struttura commissariale -. Altro punto di forza della filiera di lavorazione è stata la metodologia di trasporto: via mare dal porto di Marina di Carrara al porto di Genova, scelta che ha a sua volta ha ridotto gli impatti del trasporto su gomma sulla rete regionale e locale».

In totale nel corso dell’esecuzione dei lavori di realizzazione della nuova calata ad uso cantieristico navale di Sestri Ponente (denominata “Fase 1”) – verrà trasportato quasi 1 milione di metri cubi di materiale.

Ad oggi (aprile 2022) stati trasportati 200.000 metri cubi di materiale in circa 50 viaggi (9.000 tonnellate per viaggio).

«Nel complesso, tale operazione, si configura come una delle più grandi a livello europeo dal punto di vista dell’economia circolare – proseguono alla Struttura -. Per quanto riguarda invece i riempimenti legati alle opere di “Fase 2” (riempimento bacino e della cassa di colmata) verrà utilizzato materiale in parte dragato e in parte proveniente dalle opere di demolizione in sito».

In particolare, si prevede di utilizzare circa 182.000 mc di materiale dragato e 63.000 mc derivante da demolizioni e scavi.

Anche in questo caso si è perseguito l’obiettivo di limitare lo sfruttamento delle risorse utilizzando per i riempimenti materiale sottoposto ad operazioni di recupero.

Immagini della Struttura commissariale

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