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Provvedimento interdittivo antimafia per il consorzio ReseArch. Stop al cantiere dello scolmatore del Bisagno

La Prefettura di Genova, a nome di quella di Salerno, ha notificato il provvedimento alla Struttura Commissariale. Toti: «Immediato stop ai cantieri con messa in sicurezza e avvio delle procedure di risoluzione contrattuale secondo la vigente normativa»

La Struttura Commissariale, che fa capo alla presidenza della Regione, deve procedere ora ad avviare tutte le procedure di risoluzione del contratto che sono normate dalla legge. «Il consorzio ha fatto sapere che ricorrerà al Tar di Salerno sia per la sospensiva sia per ottenere un favorevole giudizio di merito – ha detto il Commissario straordinario Giovanni Toti -. Noi, in vigenza del provvedimento, siamo tenuti a norma di legge ad avviare le procedure di risoluzione del contratto. Il Rup sta preparando la lettera al Consorzio perché cessi i lavori e predisponga le sole opere di sicurezza del cantiere. Ho avvertito il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani». Alcune delle aziende del consorzio lavorano anche a Terzo Valico ed è stata la Prefettura di Alessandria, in questo caso, ad avvertire il commissario Cociv. Sarà più facile, in questo caso, sostituire le imprese colpite dal provvedimento: dei lavori si faranno carico le altre imprese. Questo non sarà possibile per i lavori dello scolmatore del Bisagno perché tutte le aziende del consorzio sono state colpite dal provvedimento antimafia.

L’avvocato amministrativista Lorenzo Cuocolo ha annunciato nel corso della conferenza stampa in cui il Commissario straordinario ha reso pubblica la notizia che proprio perché «il provvedimento non colpisce solo alcune delle imprese del consorzio, ma tutte le imprese, è impossibile la sostituzione: lo dice il codice antimafia».

Rispondendo a una domanda della Stampa, Toti ha spiegato che è tecnicamente possibile l’eventuale affidamento al secondo classificato, con aggiornamento delle spese come sta avvenendo per tutti i cantieri in atto a causa del rincaro di gas, elettricità e materie prime. Per ora il Consorzio, in attesa di una talpa che doveva arrivare dalla Cina, i lavori già svolti sono assai ridotti, pari al 6% del totale.

Il ritardo preventivato a causa della necessità di riassegnare i lavori è quantificabile in alcuni mesi. Più veloce sarà la procedura se sarà deciso di affidare l’appalto al secondo classificato della gara. Inevitabile, in questo caso, sarebbe l’adeguamento all’offerta meno conveniente (ReseArch aveva vinto perché aveva fatto un prezzo migliore) oltre all’adeguamento dei costi per il caro-energia.

Nel corso della conferenza stampa, l’assessore ai lavori pubblici della Regione Giacomo Giampedrone ha detto che i sindacati sono già stati avvertiti e che lavorerà per la clausola di salvaguardia per gli occupati che resteranno senza lavoro.

Andrea Tafaria, segretario generale Filca Cisl, annuncia: «Chiederemo clausola di salvaguardia per gli edili che erano impegnati nel cantiere. Sono almeno una cinquantina gli edili che stavano lavorando nel cantiere dello Scolmatore del Bisagno e appena si insedierà la nuova azienda che si occuperà della ripartenza dei lavori ci muoveremo affinché venga applicata la clausola di salvaguardia per coloro che erano impegnati nel cantiere e siamo certi che l’assessore regionale Giampedrone, sempre attento a questa problematica, sarà al nostro fianco per garantire che questi lavoratori possano essere impiegati immediatamente quando ripartiranno i cantieri».

«Apprendiamo da notizie di stampa del provvedimento interdittivo antimafia destinato al consorzio Research che ha in appalto i lavori dello Scomatore del Bisagno. Siamo molto preoccupati per le conseguenze del blocco del cantiere sia per quanto attiene i lavoratori che vi sono occupati sia per la realizzazione della grande opera tanto attesa dalla città” commentano Federico Pezzoli segretario generale Fillea Cgil Genova e Igor Magni segretario generale Camera del Lavoro -. A politica e istituzioni chiediamo che i lavoratori impiegati nel cantiere vengano tutelati nella fase emergenziale con ammortizzatori sociali e successivamente che venga applicata la clausola sociale a garanzia di tutta l’occupazione. Da parte nostra ci adoperiamo sin da subito a tutela delle maestranze».

«L’improvvisa notizia relativa allo stop dei lavori nel cantiere dello scolmatore del Bisagno ci preoccupa enormemente – dichiarano Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Mirko Trapasso, segretario generale Feneal Uil Liguria – Da tempo in questo cantiere segnalavamo difficoltà relative alla lenta prosecuzione dei lavori, a ritardi nei pagamenti delle retribuzioni, e dubbi relativi alla sicurezza e ai turni. Ancora la settimana scorsa era stato necessario indire un’assemblea con i lavoratori per la verifica della situazione. La notizia di oggi mette a serio pericolo il sostentamento di oltre 50 lavoratori e delle loro famiglie. Ci auguriamo che le Istituzioni riescano a procedere quanto prima alla riassegnazione delle opere e chiederemo fortemente che venga inserita una clausola sociale per il pieno e completo riassorbimento delle maestranze coinvolte».

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