Tursi va avanti: comprerà per 440 mila euro l’ex cinema Chiabrera pagato 110 mila euro lo scorso anno

L’opposizione aveva chiesto la sospensione della delibera approvata, però, coi voti della maggioranza. Il Pd avverte: «da domani ci attiveremo per segnalare la vicenda agli organi inquirenti e di controllo». Il M5S: «Il Comune di Genova è proprio sicuro che sia il caso di acquistare un immobile intorno al quale si adombra uno scontro di perizie? Siamo sicuri di non incorrere in un danno erariale sul quale la Corte dei Conti potrebbe accendere i fari?»

La delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli (Lega Salvini Premier, Cambiamo!, Vince Genova, Forza Italia e Fratelli d’Italia), 13 voti contrari (Italia Viva, Lista Crivello, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Ubaldo Santi del Gruppo Misto) e 1 astenuto (Paolo Putti di Chiamami Genova).

«Nonostante la nostra richiesta di sospensiva della delibera, e l’emendamento che chiedeva di stralciare l’ex Cinema dall’elenco degli immobili da acquistare, la Giunta comunale tira diritto ed è disponibile a pagare 440.000 Euro oltre IVA l’immobile che il venditore ha acquistato l’anno scorso a 110.800 – spiegano al gruppo Pd -. La Giunta ha subordinato l’acquisto ad un giudizio di congruità dell’Agenzia delle Entrate. Come a dire: sappiamo che il valore è forse eccessivo, ma andiamo avanti lo stesso. Poi semmai ci fermerà l’Agenzia delle Entrate. Che l’ex cinema valga 440.000 euro (ai quali bisogna poi aggiungere tutti gli oneri, per un totale di 541.920 euro) lo dice un architetto di Saronno, che contraddice una precedente perizia del 2018 di un perito nominato dal Tribunale di Genova che aveva stimato il valore in 195.000 Euro. Ma chi amministrerebbe così i propri denari? Chi farebbe valutare un immobile da un architetto di fuori città, e poi sarebbe disposto a pagare 4 volte il valore di vendita dell’anno passato? Nessuno? No, il Comune di Genova. Abbiamo votato contro la delibera, e da domani ci attiveremo per segnalare la vicenda agli organi inquirenti e di controllo».

«Il Comune di Genova è proprio sicuro che sia il caso di acquistare un immobile intorno al quale si adombra uno scontro di perizie? – si chiedono il capogruppo e il consigliere comunale del M5S Luca Pirondini e il consigliere Stefano Giordano -. Siamo sicuri di non incorrere in un danno erariale sul quale la Corte dei Conti potrebbe accendere i fari? Nonostante i tanti dubbi espressi dall’opposizione, anche oggi non possiamo che fare i conti con la certezza granitica della maggioranza che ha votato la delibera quasi ciecamente. Tutti hanno detto sì, a eccezione del sindaco che – casualmente o convenientemente? – non era presente alla votazione. Tanti auguri al centrodestra che si ostina a scambiare le nostre critiche per mera opposizione. Ebbene, tranquillizziamo la maggioranza… qui non c’è terrorismo o strumentalizzazione od ostruzionismo, pratiche certamente più vicine al mondo della destra. Semmai qui c’è chi ha usato la testa e si è battuto affinché il Comune non facesse l’ennesima brutta figura: se non fosse stato per la segnalazione della minoranza, la corazzata di Bucci avrebbe pagato, senza batter ciglio, quattro volte tanto un immobile venduto l’anno scorso per 110mila euro».

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