Terrile (Pd): «Il Comune acquista a 541.920 euro l’ex cinema Chiabrera, venduto nel 2021 a 110.800 euro»

In 3 anni (dalla perizia del 2019 del Tribunale che l’aveva valutato 197 mila euro), l’immobile, secondo la più recente perizia fatta effettuare dal Comune (che stabilisce un valore di 440mila euro), avrebbe raddoppiato il proprio valore, addirittura quadruplicato rispetto al prezzo di acquisto all’asta giudiziaria del 2021

«Nell’ambito del programma ministeriale PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) il Comune di Genova acquista una serie di immobili nel centro storico per un valore di 3,6 milioni di Euro – dicono al gruppo Pd -. Questa mattina la delibera di autorizzazione è arrivata ai consiglieri comunali senza neppure una fotografia, una planimetria, o la perizia estimativa dei beni. Tra gli immobili c’è anche l’ex Cinema Chiabrera, situato tra via San Bernardo e via dei Giustiniani. Il Comune lo acquisterà al prezzo di 541.920 Euro, IVA compresa. L’ex cinema è stato oggetto nel 2018 di una procedura esecutiva, nel corso della quale il suo valore di mercato è stato valutato in Euro 197.000 dal perito nominato dal Tribunale di Genova. Dopo alcuni tentativi di vendita deserti, l’immobile è stato aggiudicato a 110.800 Euro con decreto di trasferimento del 11 febbraio 2021. Quali sono le ragioni per cui un immobile venduto l’anno scorso a 110.800 Euro oggi viene acquistato dal Comune di Genova a 440.000 Euro oltre IVA e costi accessori? Lo abbiamo chiesto questa mattina in Commissione Consiliare, ma nessuno è stato in grado di risponderci. Abbiamo consegnato agli uffici copia della perizia depositata in Tribunale nel 2018, e chiesto e ottenuto il rinvio della delibera di autorizzazione all’acquisto. Attendiamo risposte dalla Giunta. Sembra che a Genova i valori immobiliari aumentino solo in via Chiabrera».

«Non riusciamo a capire come un immobile venduto all’asta lo scorso anno a 110mila euro possa essere acquistato adesso a 540 – dice Alessandro Terrile, capogruppo Pd a Tursi -. Una perizia del Tribunale, nel 2019, lo aveva valutato 197mila euro. Come siamo arrivati, soltanto un anno dopo alla cifra di 440 mila euro più Iva e imposte, per un totale di quasi 541.920 euro?».

Stamattina, in commissione, Terrile ha fatto queste domande all’assessore della giunta presente, Stefano Garassino, titolare dell’assessorato al Patrimonio, lì in sostituzione del collega Pietro Piciocchi, fuori Genova in missione. Garassino ha accolto la richiesta di sospendere la commissione per approfondimenti. Sarà convocata di nuovo per venerdì. «Farò un approfondimento per capire come stanno le cose – commenta Garassino -. Esiste una perizia giurata, con tanto di relazione, depositata in tribunale, effettuata da un’azienda specializzata per conto del Comune. C’è tutta la volontà di non pagare l’immobile un euro in più di quello che vale».

Stamattina, in commissione non si capiva nemmeno se si trattasse dello stesso immobile dell’ex cinema e di un solo immobile, visto che erano citati 3 numeri civici: 5, 7 e 9 rosso. Si tratta, semplicemente, dei 3 accessi dell’ex cinema a luci rosse che l’11 febbraio scorso è stato nuovamente battuto all’asta giudiziaria per l’ennesima volta (le precedenti aste erano andate deserte) e acquistato, infine, dalla Bairon Srl (con 4 soci e amministratore unico Patrizio Sanvitale) per 110.800 euro.

Nel pomeriggio, in una nota, Garassino specifica che non è stato perfezionato, al momento, alcun acquisto, ripercorre la storia delle perizie che abbiamo dettagliato sopra e aggiunge: «È noto a tutti che gli acquisti all’asta svalutino e spesso anche di molto il valore di un immobile a maggior ragione se gravato da una locazione, come era all’epoca della prima perizia, e poco appetibile da un privato visto che qui parliamo di un ex cinema. Abbiamo portato tutta la documentazione in commissione perché è la sede deputata all’approfondimento e al confronto che infatti è in atto. Proprio nel pieno spirito della funzione della commissione e del ruolo dei commissari abbiamo ritenuto di riportare la delibera, che quindi non è stata ritirata, nella seduta di venerdì. Invece di fare polemiche dalle gambe corte la minoranza meglio farebbe se portasse contributi fattivi al lavoro dell’amministrazione nell’interesse della città, senza dannosi ostruzionismi a progetti di rigenerazione urbana attesi da anni, soprattutto nel centro storico, di cui è stata riconosciuta la strategicità a livello nazionale, visto che hanno ottenuto finanziamenti ministeriali».

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