Slogan pecoreccio per vendere (falsa) focaccia di Recco, dopo le polemiche arriva l’esposto per frode in commercio

A presentarlo sarà il Consorzio della Focaccia di Recco, quella vera, che, a fronte della notizia delle polemiche diffusa da un quotidiano online ravennate, si è sentito chiamato in causa e, oltre a chiarire di non avere alcun ruolo nella vicenda, oltre alle valutazioni sullo slogan inopportuno, ci mette il carico: la segnalazione dei responsabili del chiosco della fiera che si è tenuta ieri in Romagna per la vendita del prodotto fuori dalla zona d’origine e senza il rispetto del disciplinare di produzione previsto dalle tutele dell’Unione Europea

Rischia di costare parecchio ai “buontemponi” appassionati di battute pecorecce in stile filmetto softcore anni ’70/’80 la decisione di propagandare la (falsa) focaccia di Recco in uno stand della manifestazione “Bell’Italia” di Ravenna con cartelli e magliette con la scritta: “La diamo calda… Hei, ma cosa avevi capito?”. Come riferisce il giornale online RavennaeDintorini.it, lo slogan ha suscitato un vespaio di polemiche locali, polemiche alle quali hanno partecipato anche gli amministratori del luogo che si sono affrettati a condannare per smarcarsi dalle responsabilità di quanto stava avvenendo in area pubblica in concessione per una fiera. Rispetto a qualche decennio fa, le sensibilità sono cambiate e quella che una volta era solo una spiacevole “battuta da bar”, mal digerita, forse, da alcune donne, ma anche da molte di loro interpretata come una semplice goliardata di basso livello, alle orecchie contemporanee suona come un chiaro e offensivo slogan sessista.

E infatti: «Lo diciamo da sempre che il patriarcato è trasversale a uomini e donne – dichiara la “Casa delle Donne su Facebook, su RavennaeDintorni.it -. Questa faccenda non si può liquidare come una “goliardata” sulla quale farsi una risata: questo è linguaggio sessista e misogino, che offende le donne. Giocare sui doppi sensi a sfondo sessuale è un’abitudine becera».

Tutto sarebbe finito lì, in un polemica di respiro locale, se la vicenda non fosse arrivata alle orecchie dei responsabili del Consorzio della focaccia di Recco, quella vera.

«Il Consorzio della focaccia di Recco col formaggio, precisa che domenica 10 aprile non aveva in programma partecipazioni a manifestazioni – si legge sulla pagina Facebook del Consorzio stesso -. Ci è stato comunicato che nella manifestazione Bell’Italia tenutasi in piazza del Popolo a Ravenna veniva promossa la vendita “Focaccia di Recco” accompagnata da uno slogan che reputiamo indegno ed offensivo . Lo riteniamo lesivo dell’immagine sia del prodotto, che del nostro Consorzio. La Focaccia di Recco col formaggio IGP è un prodotto tutelato dall’UE. e la sua vendita al di fuori della zona d’origine, senza il rispetto del disciplinare di produzione ed i relativi controlli è proibito. Infrangere tali regole comporta il reato di frode in commercio. Il Consorzio procederà alla segnalazione alle autorità competenti».

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