Stamattina la mobilitazione dei rider Just Eat in via Cesarea

La protesta è nazionale e punta a richiamare l’attenzione, dicono al Si Cobas, sulle «sempre più difficili condizioni lavorative cui i lavoratori sono soggetti», ma anche a protestare «contro il peso del caro carburante/energia che viene interamente scaricato sui rider costretti ancora a mettere a disposizione il proprio mezzo per lavorare, contro le continue morti sul lavoro e contro la palese condotta antisindacale che l’azienda da mesi ha messo in campo contro i lavoratori»

«Anche a Genova i lavoratori hanno espresso la volontá ferma e determinata di scioperare, concentrandosi, venerdì 8 aprile, a partire dalle ore 12, in un presidio davanti al ristorante Bowl! di via Cesarea 51r – dicono al Si Cobas – I lavoratori in questa nuova giornata di lotta hanno deciso che presidieranno proprio quel ristorante – salito agli onori della cronaca, solo qualche settimana fa, come il primo locale in Italia per numero di ordini ricevuti – simbolo per eccellenza proprio di quel food – delivery cittadino in continua crescita, che per funzionare si poggia quotidianamente sul lavoro (sfruttato e mal pagato) di centinaia di riders Just Eat!»

«Incrociamo nuovamente le braccia per far sentire nuovamente la nostra voce per rivendicare la piattaforma da mesi elaborata insieme ai lavoratori e l’apertura immediata di un tavolo di trattativa nel quale si possa discutere della piena applicazione del CCNL logistica a questi lavoratori, di un piano generale sulla salute e sicurezza, della fornitura di mezzi aziendali a tutti i riders, di un aumento generale dei salari in risposta al carovita. In questi mesi sono stati molti i tentativi dell’azienda nel frenare il percorso di lotta dei lavoratori. Hanno provato con gli open shift per sostituire i lavoratori in sciopero, hanno sperimentato con la politica dei bonus mensili per provare a quetare le acque con l’elargizione di qualche briciola, hanno continuato a prendere in giro i lavoratori con l’ennesimo accordo con CGIL, CISL e Uil che, di fronte al drammatico aumento dei costi dell’energia e carburante, stabilisce la miseria di un aumento del rimborso chilometrico (fino a maggio e non oltre) di ben 1, 8 centesimi! Crediamo che di fronte a queste ennesime provocazioni e prese in giro, la risposta migliore che i lavoratori possano dare sia il ritorno allo sciopero e alla lotta. Pensiamo, però, che questa giornata di mobilitazione non possa e non debba essere limitata e perimetrata ai soli riders di Just Eat. In questi due anni di crisi economica e pandemica milioni di lavoratori hanno subito l’attacco, forte e diretto, alle loro condizioni di vita e lavoro. Oggi la tendenza sempre più generalizzata alla guerra, fomentata da tutti i governi e imperialismi, scarica i suoi costi sui lavoratori. La continua erosione di salari già bassi è la condizione a cui viene condannata una sempre più ingente massa di lavoratori, spesso sempre più flessibili e precari».

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