Covid, Fondazione Gimbe: aumentano contagi e ricoverati, frena il calo delle terapie intensive.

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Il tasso di copertura con terza dose in Liguria è tra i più bassi d’Italia. Il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta: «Non è escluso che, nell’ambito della seduta odierna della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA -, possa essere stabilito un ampliamento della platea per la quarta dose, includendo persone anziane e fragili»

Tabelle Fondazione Gimbe


La situazione in Italia

In tutte le Province, eccetto la Provincia Autonoma di Bolzano, si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente. Questo quanto emerge dal nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe per la settimana 16-22 marzo 2022. Salgono da 17 a 38 le Province con incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti.

Salgono i ricoveri in area medica del 5,9% (+496) e calano in misura minore rispetto alla scorsa settimana i ricoveri in terapia intensiva (-47), pari a -9,4% rispetto alla settimana precedente. In particolare in area critica dal picco di 1.717 del 17 gennaio i ricoveri sono scesi a 455 il 22 marzo; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, sono risaliti a quota 8.969 il 22 marzo.

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva, nella settimana 16-22 marzo, un netto incremento dei nuovi casi (502.773). 38 le province con incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti. il maggior incremento si registra al sud mentre nord-ovest, nord-est e centro si attesta al 30% e nelle isole al 17,7%. Salgono i ricoveri in area medica (+496) e calano, anche se in misura minore rispetto alla scorsa settimana, i ricoveri in terapia intensiva (-47). diminuiscono i decessi (924). di fatto ferme le percentuali di popolazione vaccinata con almeno una dose (85,6%) e con ciclo completo (83,9%). 6,96 milioni di non vaccinati, di cui 2,35 milioni di guariti protetti solo temporaneamente e 4,51 attualmente vaccinabili. Tasso di copertura terze dosi all’84% e solo 47.794 quarte dosi somministrate agli immunocompromessi. per contenere gli effetti dell’aumentata circolazione virale incrementare coperture vaccinali e terze dosi, in particolare negli over 50, e le quarte dosi negli immunodepressi.

Vaccini: quarta dose. Al 23 marzo (aggiornamento ore 06.18) sono state somministrate 47.794 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 6% con nette differenze regionali: dallo 0,5% della Calabria al 30,4% del Piemonte. Ad oggi in Italia la quarta dose di vaccino è autorizzata solo per le persone immunocompromesse: per la popolazione generale al momento non ci sono evidenze per raccomandare, o meno, un’ulteriore dose di richiamo ma non è escluso che, nell’ambito della seduta odierna della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), potrà essere stabilito un ampliamento della platea, includendo persone anziane e fragili. Le evidenze scientifiche disponibili sono, al momento, preliminari. In particolare, i risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine non depongono a favore della somministrazione di una quarta dose in soggetti giovani e sani a causa di una bassa efficacia nei confronti delle infezioni sintomatiche. Per la popolazione over 60  sono disponibili dati pre-print di uno studio israeliano: l’effetto protettivo della quarta dose sembra manifestarsi soprattutto nelle persone più anziane, in particolare over 80, mentre appare modesto nella fascia 70-79 anni ed esiguo in quella 60-69.

«Tutti i dati dimostrano che la campagna vaccinale è ormai in una fase di stallo – sottolinea Cartabellotta – nonostante vi siano attualmente oltre 4,5 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2,5 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinali, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato incrementi davvero esigui. Le coperture con almeno una dose segnano un misero +0,2 passando da 85,4% a 85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di un solo punto percentuale passando da 82,9% a 83,9%). Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono a rilento con, rispettivamente, incrementi pari a 3,5 e 6 punti percentuali (rispettivamente 80,5% vs 84% e 0% vs 6%) nonostante l’inizio più tardivo e la considerevole platea vaccinabile».

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi al solo periodo di prevalenza della variante omicron (a partire dal 3 gennaio 2022), dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale a partire da 3 mesi dal completamento del ciclo primario e la sua risalita dopo la somministrazione del richiamo. In particolare:
L’efficacia sulla diagnosi scende progressivamente dal 52% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,8% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 72% dopo il richiamo;
l’efficacia sulla malattia severa scende progressivamente dall’73,3% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni all’76% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 91,5% dopo il richiamo.
Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 51,1-73,2%), ma soprattutto di malattia grave (del 62,1-88,3% per ricoveri ordinari; del 76,6-91,6% per le terapie intensive) e decesso (del 67,7-91%).



«I dati – conclude Cartabellotta – indicano che siamo in una fase di netta ripresa della circolazione virale, seppur eterogenea nelle varie aree del Paese: oltre 1,2 milioni di mila persone attualmente positive, una media di quasi 72 mila nuovi casi al giorno e un tasso di positività che ha raggiunto il 15,2%. L’aumento dei contagi si riflette sull’incremento dei ricoveri in area medica e frena la discesa di terapie intensive e decessi. Per evitare che il rialzo dei casi dia il via ad una quinta ondata il cui impatto sui servizi ospedalieri potrebbe compromettere la roadmap prevista dal decreto riaperture, è indispensabile imprimere una nuova spinta alla campagna vaccinale in stallo ormai da tempo: aumentare coperture vaccinali e terze dosi, in particolare negli over 50, e accelerare con le quarte dosi negli immunodepressi. E ovviamente prestare la massima attenzione ai comportamenti individuali, in particolare continuando ad utilizzare le mascherine al chiuso».
 
Il monitoraggio GIMBE dell’epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org

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