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Tre vite spezzate dentro una casa: il dolore per una famiglia cancellata

Un uomo di 59 anni, la moglie e il figlio quindicenne sono stati trovati senza vita. I carabinieri indagano sull’ipotesi di un duplice omicidio seguito dal suicidio

Tre persone, tre componenti della stessa famiglia, tre vite finite dentro quella che fino a poche ore prima era semplicemente la loro casa. Finale Ligure, in provincia di Savona, è sconvolta dalla morte di Daniele Baruzzo, 59 anni, della moglie Paola Siri di 60 e del loro figlio Mattia, di appena 15 anni.

È una tragedia che lascia senza parole un’intera comunità. La coppia era molto conosciuta, mentre il ragazzo giocava in una squadra di calcio locale. Una quotidianità fatta di lavoro, relazioni e sport è stata cancellata all’improvviso, lasciando spazio al dolore e a domande alle quali gli investigatori stanno cercando di dare una risposta.

I tre corpi sono stati trovati all’interno della loro abitazione. Le ferite sarebbero state provocate da colpi d’arma da fuoco e la prima ricostruzione dei carabinieri conduce verso l’ipotesi di un duplice omicidio seguito dal suicidio.

Secondo gli elementi raccolti finora, Daniele B., impiegato nel settore automobilistico, avrebbe ucciso la moglie e il figlio prima di togliersi la vita. Si tratta tuttavia di una ricostruzione ancora sottoposta alle verifiche degli inquirenti, chiamati a definire con precisione la successione dei fatti.

Nell’abitazione è stata trovata anche una lettera attribuita al cinquantanovenne. Il suo contenuto rimane coperto dal più stretto riserbo investigativo. Quelle pagine potrebbero custodire una spiegazione, ma al momento non esiste alcuna versione ufficiale sulle ragioni che avrebbero portato alla tragedia.

L’allarme sarebbe partito dal luogo di lavoro dell’uomo. Non vedendolo arrivare, il datore di lavoro avrebbe contattato i familiari, facendo così scattare la richiesta di intervento.

Davanti all’abitazione sono giunti i carabinieri, i vigili del fuoco, due ambulanze e un’automedica. Per i tre componenti della famiglia, però, non c’era più nulla da fare.

Sul posto è intervenuto anche il magistrato di turno. Terminati i primi accertamenti, è stato concesso il nulla osta per il trasferimento delle salme nella camera mortuaria, mentre il lavoro degli investigatori è proseguito all’interno della casa.

A Finale Ligure resta ora un dolore difficile da raccontare. Restano il vuoto lasciato da una famiglia conosciuta, lo sgomento di chi incontrava ogni giorno quei genitori e il ricordo di un ragazzo che avrebbe dovuto continuare a correre dietro a un pallone, insieme ai suoi compagni.

In copertina: foto di repertorio


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