Dall’inizio della guerra in Ucraina arrivate in Liguria 2.526 persone. Tra queste, 39 positivi

iIl presidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti; «È arrivato questa notte un pullman con 40 profughi ucraini in fuga dalla guerra e questa mattina un aereo con un gruppo di 30 persone. Tra questi nessun positivo e tutti autonomamente sistemati in case private. Domani in giornata è previsto l’arrivo di un altro volo del Gaslini con due bimbi e gli accompagnatori che verranno sistemati nella residenza messa a disposizione da Regione Liguria in via Liri»

«Purtroppo – continua Toti – quest’oggi abbiamo appreso una notizia riguardante un bimbo ucraino, arrivato nei giorni scorsi che aveva trovato ospitalità in una famiglia genovese e che è precipitato da una passerella, ora ricoverato. Ci auguriamo che possa al più presto guarire».

«Tutta la nostra sanità con in testa l’Istituto Gaslini – ha detto Toti – sta lavorando per dare soccorso ai bambini in arrivo, per portare in Italia quelli gravemente malati che non possono restare in Ucraina e per accogliere tutti coloro che stanno fuggendo dalla guerra. A tutti gli ucraini che sono arrivati il nostro servizio sanitario ha provveduto a fare i tamponi e, per chi non avesse una sistemazione, ad alloggiarli nelle nostre due strutture messe a disposizione a Genova, il S. Dorotea in via Liri, dove al momento sono ospitate 10 persone, e a Savona la Riviera che ne ospita 4. In viale Cembrano sono sei le persone alloggiate, in arrivo dall’Ucraina, positive al Covid. Nel frattempo continua la missione del Gaslini che terminerà domani quando è previsto l’arrivo di altri 4 bambini che saranno presi in cura e ospitati nelle strutture della regione».

Intanto domani è prevista la prima riunione del Comitato operativo regionale presieduto dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in qualità di commissario per l’emergenza, insieme con l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, al direttore generale della Protezione civile e al direttore generale della sanità, Anci, i presidenti di Provincia e di Città Metropolitana e i quattro prefetti per definire al meglio l’organizzazione e l’accoglienza. In Liguria già attivi i 4 Infopoint, uno per provincia e le strutture in grado di ospitare i profughi. Martedì prossimo verrà definita la convenzione tra Regione Liguria e le associazioni degli albergatori per individuare quelle strutture disponibili ad ospitare coloro che stanno fuggendo dalla guerra.

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